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30.05: Memoria del nostro santo padre Isacco, igumeno del monastero di Dalmazio

 




 

Memoria del nostro santo padre Isacco, igumeno del monastero di Dalmazio

Isacco di Dalmazia (IV secolo – Costantinopoli, 383) fu un monaco vissuto nel IV secolo.
Avendo abbracciato il modello di vita ascetico, le agiografie che lo riguardano riferiscono abbia passato alcuni anni in solitudine e meditazione nel deserto, per poi tornare a Costantinopoli dopo l'ascesa al trono dell'Imperatore Valente il quale, seguace dell'eresia ariana aveva confiscato e chiuso i luoghi di culto dei cristiani fedeli al credo di Nicea. Secondo la leggenda Isacco, fattosi incontro all'imperatore, lo ammonì per ben tre volte di permettere ai sacerdoti "ortodossi" di officiare nelle proprie chiese e, a causa della sua insistenza, fu imprigionato per ordine dei Valente. Poco prima di essere arrestato profetizzò a quest'ultimo che avrebbe trovato la morte arso vivo nella campagna che si stava accingendo a porre in essere contro i Goti, che in quel periodo avevano oltrepassato il Danubio. L'imperatore morì effettivamente bruciato vivo nella sua tenda (o in altre versioni in un granaio), dove era stato trasportato ferito. Dopo la sua dipartita salì al trono Teodosio I il quale liberò Isacco, dichiarò fuorilegge l'arianesimo e riaprì le chiese al culto niceano. Isacco tornò allora alla vita monastica ma, invece che proseguire la propria ascesi nel deserto, fu convinto da un proprio discepolo a fondare un monastero all'interno delle mura di Bisanzio, che fu intitolato a Dalmato, egumeno successore del santo nella guida dello stesso. Morì il 30 maggio 383.
Isacco fu adottato come santo patrono della dinastia dei Romanov da Pietro il Grande, il cui compleanno cadeva nella festa di commemorazione del santo. In suo onore e a lui dedicata è stata costruita a San Pietroburgo la Cattedrale di Sant'Isacco.
Pietro il Grande decise di posare la prima pietra della città di San Pietroburgo il giorno del suo compleanno, il 30 maggio, giorno dedicato a Sant’Isacco di Dalmazia. Contemporaneamente diede il via anche alla costruzione della Cattedrale di Sant’Isacco. Inizialmente si trattava di una struttura molto modesta in legno ma nel corso dei secoli è stata più volte ritoccata trasformandola in un tripudio di marmi, oro, rame e bronzo. La cattedrale di Sant’Isacco divenne così la chiesa principale dell’Impero russo. Ricostruita tra il 1818 e il 1858 dopo essere stata distrutta da un fulmine, ammalia con la sua cupola dorata e con le icone realizzare a mosaico, oltre che con la facciata decorata con sculture e 112 colonne corinzie rosse composte da singoli pezzi di granito dal peso di 80 tonnellate. Sono 48 le colonne che si trovano a livello del suolo, 24 sorreggono la cupola superiore, 8 ciascuna delle quattro cupole laterali, e 2 inquadrando ciascuna delle quattro finestre. L’esterno neoclassico di Sant’Isacco esprime al meglio la tradizionale formula russo-bizantina di una pianta a croce greca con una grande cupola centrale e quattro cupole controllate. Le porte hanno una lavorazione a rilievo modellate sulle porte del Battistero di San Giovanni a Firenze.

 

 

 

con informazioni da wikipedia.org e http://www.sanpietroburgo.eu

 


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