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26.05: Memoria dei Santi Gratiliano (Graciliano) e Felicissima, martiri sotto Claudio verso il 270; Simitrio presbitero di Roma martire sotto Antonino con altri 22 nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, (verso il 159);

 e Felicissimo, Eraclio e Paolino Martiri a Todi sotto Diocleziano verso il 303




 

Santi GRATILIANO (GRACILIANO) e FELICISSIMA, martiri sotto Claudio verso il 270

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/54720
Secondo una passio composta verso il sec. VII, già nota ad Usuardo e collegata con quella di s. Eutizio di Ferento, sarebbero morti a Faleri, nell’Etruria suburbicaria, al tempo dell’imperatore Claudio (270). Sulla loro personalità però non abbiamo notizie sicure; la passio infatti non può considerarsi una fonte attendibile, ma, chiaramente leggendaria, ricalca, plagiandole, quelle dei santi Agnese, Lucia, Euplo, Vito, ecc.
Di Gratiliano, oltre la passio, nessun altro documento riporta alcuna notizia; Felicissima invece, molto venerata nell’Umbria e nella Toscana è ricordata nel Martirologio Geronimiano al 26 maggio come martire di Todi e al 24 novembre come martire di Perugia. Il Lanzoni pensava che una sola fosse la martire Felicissima venerata in diversi giorni, in varie località, ma la diversa cronologia forse non permette tale identificazione. La martire di Faleri poi, secondo la passio, sarebbe morta il 12 agosto e a questa data era ricordata nel Martirologio Romano.
Quando fu distrutta Faleri nel VII sec., le reliquie di Gratiliano furono trasportate a Civita Castellana e collocate sotto l’altare maggiore della cattedrale. Al tempo dell’invasione dei barbari furono trasferite nella cripta della medesima cattedrale, che in epoca più recente fu dedicata ai due martiri e dove fu installato un magnifico bassorilievo di marmo bianco che li rappresenta.
Le reliquie di Felicissima nello stesso tempo furono trasportate probabilmente a Ferento, donde, nel sec. XII furono trasferite a Viterbo ed onorevolmente collocate nella chiesa di S. Sisto. Il Martirologio di questa chiesa celebra la detta traslazione il 2 settembre, e l’invenzione delle reliquie nella medesima chiesa il 2 maggio.
Gratiliano è molto venerato anche a Bassano di Sutri, di cui è patrono principale. La chiesa parrocchiale di questo paese si gloria di possedere una reliquia del martire. Secondo notizie tutt’altro che certe l’insigne reliquia sarebbe stata donata nel 1437 dal vescovo di Civita Castellana al vescovo di Sutri e successivamente sarebbe stata trasportata a Bassano. In onore del martire furono costruite chiese anche a Capranica di Sutri ed a Gallese.
A causa della relazione che i martiri avrebbero con s. Eutizio di Ferento, i nostri santi sono venerati anche in Carbognano.

 

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San Simitrio presbitero di Roma martire sotto Antonino con altri 22 nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova, (verso il 159)

Simitrio, santo, martire di Roma, nel XVIII secolo si pensava che parti del corpo fossero ai Ss. Quattro Coronati e a S. Silvestro in Capite. Nel VI secolo a Roma gli fu dedicato un monastero. Gli Itinerari del VII secolo indicano la tomba nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria Nuova. 
Martirologio Romano 26 maggio - A Roma i santi Martiri Simitrio Prete, ed altri ventidue, i quali patirono sotto Antonino Pio.

 

 

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Santi Felicissimo, Eraclio e Paolino Martiri a Todi sotto Diocleziano verso il 303

Tratto da http://www.santiebeati.it/dettaglio/95222

Poiché alcuni codd. del Geronimiano commemorano il 26 maggio «in Tuder Tusciae Felicissimi Eracli Paulini», Floro, Adone e altri scrittori fino al Baronio, convinti che i nomi posti dopo Felicissimo siano quelli di suoi compagni, attribuiscono tutti e tre i santi a Todi, città dell'Umbria. Ma è un errore perché solo Felicissimo appartiene a Todi, dove sarebbe stato ucciso sotto Diocleziano, mentre gli altri due sono autentici martiri di Noviodunum o Nividunum e la loro festa è celebrata il 17 maggio.
Si deve poi aggiungere che la lezione Felicissimi, originata da un gruppo di codd., è sbagliata poiché il cod. E, che è di gran lunga il più autorevole, porta Felicissimae. La lezione erronea ha prevalso, oltre che a Todi, a Perugia, dove Felicissimo è festeggiato ii 24 novembre e, sotto il nome di Felino, insieme con Gratiniano , il 10 giugno, e a Nocera Umbra (15 luglio); quella giusta invece è seguita a Civita Castellana (12 agosto con Gratiniano), a Orte e a Viterbo (2 maggio).
Non c'è infatti dubbio che si tratti di una sola persona, anzi sembra che anche s. Firmina di Amelia e s. Illuminata di Todi debbano identificarsi con la nostra Felicissimae.

 

 


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