Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




02.06: Memoria di Sant’Erasmo presbitero (per alcuni codici Vescovo) originario di Antiochia e martire sotto Massimiano nel 303

 




 

Sant’Erasmo presbitero (per alcuni codici Vescovo) originario di Antiochia e martire sotto Massimiano nel 303. Le sue reliquie dall’anno 842 probabilmente si trovano a Gaeta e secondo un’altra e venerabile tradizione è stato vescovo di Formia

Tratto dal quotidiano Avvenire

Fonti sicure attestano l’esistenza di un sant’Erasmo vescovo di Formia, martire al tempo di Diocleziano e Massimiano (303) e sepolto nella località costiera del Lazio meridionale. Di storico su di lui si sa, però, poco. La «Passio» che lo riguarda, compilata nel VI secolo, è leggendaria. Venerato nel Lazio e in Campania, è menzionato, oltre che negli antichi martirologi, anche nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell’842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le reliquie furono nascoste nella vicina Gaeta. Quando furono ritrovate, nel 917, il martire venne proclamato patrono della diocesi del Golfo. Nel 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta, dedicandola alla Vergine e a sant’Erasmo. È invocato contro le epidemie e le malattie dell’intestino per il fatto che, nel martirio, gli sarebbero state strappate le viscere. I marinai lo venerano con il nome di Elmo
Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/55550
Fonti degne di fede attestano l'esistenza di un s. Erasmo, martire, vescovo di Formia, il cui culto era molto diffuso nella Campania e nel Lazio. La più antica è il Martirologio Geronimiano in cui Erasmo è ricordato il 2 giugno S. Gregorio Magno alla fine del sec. VI, scrivendo al vescovo Bacauda di Formia, attesta che il corpo del santo era conservato in quella chiesa: "Formianae ecclesiae in qua corpus beati Herasmi martyris requiescit". Lo stesso pontefice ricorda due monasteri dedicati ad Erasmo: uno a Napoli e l'altro posto "in latere montis Pepperi" presso Cuma. Anche Roma aveva un monastero dedicato al santo sul Celio, nel quale fu educato da giovane il papa Adeodato I (m. 619) che poi, da pontefice, lo ampliò e lo arricchì di beni e privilegi. Altri monasteri intitolati ad Erasmo erano presso Formia (detto anche di Castellone) e presso Itri "in valle Itriana".
Il nome di Erasmo, oltre che nei martirologi storici, donde è passato nel Romano, era inserito nel Calendario marmoreo di Napoli. Nell'842, dopo che Formia era stata distrutta dai Saraceni, le sue reliquie vennero trasferite a Gaeta e nascoste in un pilastro della chiesa di S. Maria, dove furono rinvenute nel 917 dal vescovo Bono. Da quel tempo Erasmo fu proclamato patrono di Gaeta e furono anche coniate monete con la sua effigie. Il 3 febbraio 1106 Pasquale II consacrò la cattedrale di Gaeta in onore della Vergine e di Erasmo Nel Medio Evo il santo fu annoverato tra i cosidetti santi Ausiliatori e invocato specialmente contro le epidemie, mentre i marinai lo venerano come patrono col nome di S. Elmo.
Sulla personalità di Erasmo purtroppo siamo male informati poiché la passio, compilata con molta probabilità verso il sec. VI, è favolosa e leggendaria, né può aver maggior valore una biografia attribuita, senza solido fondamento, a Gelasio II (1118-19). Da questi scritti appare evidente come gli autori niente sapessero di sicuro intorno ad Erasmo se non ch'era stato vescovo di Formia ed era morto martire al tempo forse di Diocleziano.
Secondo la passio, dunque, Erasmo era oriundo di Antiochia. Quando scoppiò la persecuzione era già vescovo e si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città fu arrestato e condotto al tribunale dell'imperatore che con lusinghe e tormenti cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei; ma Erasmo rimase saldo nella fede e fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente, si recò nell'Illirico dove in sette anni convertì quattrocentomila persone. Arrestato ancora una volta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono immediatamente uccise, mentre Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, era rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall'arcangelo Michele che lo condusse a Formia, ed ivi sette giorni dopo placidamente morì.
Tratto da
http://www.metafonicamente.it/storia_erasmo.htm
La vita di Sant'Erasmo è sospesa fra storia e leggenda poichè non possediamo fonti documentarie dirette che narrino con certezza gli eventi della sua esistenza terrena. Ciò che è certo è che egli è nato nel 3° secolo dopo Cristo ad Antiochia ed è morto, martire, nel 303, in seguito alle persecuzioni di Diocleziano. Di famiglia benestante, si narra che abbia studiato a Roma fin da piccolo e che la sua fede si forgiò, fortissima, fin dalla più tenera età. Intorno ai quarant'anni divenne vescovo di Antiochia. E qui la sua vita assume le tinte della leggenda: bisogna attingere alla "Passio" compilata nel VI secolo e che è sicuramente leggendaria. Qui si narra che quando scoppiò la persecuzione contro i cristiani da parte di Diocleziano e Massimiano, Erasmo era già vescovo. Per cercare di sfuggire alla persecuzione, si nascose per sette anni in una caverna del monte Libano. Ritornato in città con l'intenzione di affrontare anche la morte pur di diffondere la fede in Cristo, fu arrestato e condotto al tribunale dell'imperatore che, alternando lusinghe a tormenti, cercò di persuaderlo a sacrificare agli dei e a rinunciare alla sua fede; ma Erasmo fu irremovibile e rimase saldo nella fede e, perciò, fu rinchiuso in carcere. Liberato miracolosamente dall'intervento di un angelo, si recò nell'Illirico dove, in sette anni di infaticabile predicazione, convertì quattrocentomila persone. Arrestato di nuovo, stavolta per ordine di Massimiano, fu condotto a Sirmio dove, in segno di sfida, abbatté un simulacro e convertì altre quattrocentomila persone, molte delle quali furono uccise. Erasmo, dopo essere stato ancora tormentato orribilmente, fu rinchiuso in carcere. Fu liberato allora dall'arcangelo Michele che lo condusse a Formia, e qui, sette giorni dopo, spirò il 2 giugno 303, essendo stato martirizzato, pare, tramite eviscerazione (gli furono strappati gli intestini) e leggenda vuole che le visceri gli fossero legate ad un argano: il famoso dipinto di Poussin ritrae proprio tale scena per raffigurare il martirio del Santo.

Fu sepolto dal vescovo formiano Probo nella parte occidentale della città, nei pressi dell'anfiteatro (oggi teatro) e il suo corpo rimase in quel luogo fino alla traslazione nel castro di Gaeta. Trent'anni dopo le invasioni saracene del IX secolo, proprio a Gaeta, il vescovo Bono ed il patrizio Docibile, essendo state rinvenute le ossa nella chiesa di S. Maria del Parco, fecero erigere una chiesa (oggi Cattedrale) degna di cotanto santo.

La Passio si conclude con il ricordo dei miracoli che ancora al tempo di Gelasio avvenivano sia nel luogo dove era la prima tomba, a Formia, sia nel luogo, a Gaeta, dove trovò definitva sepoltura.

I successivi ritrovamenti archeologici hanno comunque confermato i dati storici della Passio. Gli scavi archeologici a Formia e Ochrida hanno restituito la tomba e il culto.

Il nome del Santo, Elmo o Elm, è frutto di una trasformazione nel corso dei secoli, soprattutto ad opera dei marinai, da Erm a sua volta derivato da Erasmo.

I monaci benedettini furono particolarmente legati al culto per il santo martire. Anche Gregorio Magno si interessò alla sua vita e aiutò la nascita della cattedrale formiana. Il culto è attestato lungo l'Appia ed è certamente la cultualità più antica: l'evangelizzazione di Erasmo potrebbe essere avvenuta proprio lungo la strada consolare.

Al tempo del Ducato di Gaeta (IX-XII secolo) Erasmo era stato proclamato patrono della città: il culto fu propagato via mare dai marinai e commercianti gaetani nei porti del Tirreno. Attorno ai santi patroni si identificava e consolidava la società cittadina. Durante il Medioevo il suo culto si consolidò e venne inserito tra i cosiddetti Santi ausiliatori quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco. La memoria liturgica si festeggia il 2 giugno.

Fu proprio tra i marinai che il nome di Sant’Erasmo si mutò in quello di Elmo ed ebbe un curioso seguito, ovvero le spettrali fiammelle che si vedono, o si vedevano un tempo, sugli alberi e i pennoni delle navi, prima o dopo tempeste di mare, e che sono dovute a scariche di elettricità statica: esse vennero chiamate comunemente fuoco di “Sant’Elmo”. Si volle, così, attribuire questo fenomeno alla protezione che il Santo sicuramente non avrebbe fatto mancare ai marinai, trasformando la loro nave a guisa di un grande candelabro, che alzava al cielo la richiesta della salvezza contro le forze scatenante della natura.

Dal santo prende nome anche la bella isola di Sant'Erasmo, situata nella zona nord della laguna di Venezia.

Sant'Erasmo è il patrono di:
• Castel Goffredo, in provincia di Mantova, dove è compatrono con san Luca Evangelista.
• Civitella Messer Raimondo in provincia di Chieti.
• Formia, dove è patrono con San Giovanni Battista.
• Gaeta, dove è patrono con San Marciano.
• Legnano, dove è patrono dell'omonima Contrada, una delle otto che ogni anno gareggiano nel palio.
• Porto Ercole.
• Roccagorga in provincia di Latina.
• Santeramo in Colle, un comune della provincia di Bari gemellata con la città di Formia.
• Succiano di Acciano in provincia dell'Aquila.

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 16-05-2022

Notice: Undefined variable: nome in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlnaH0yI on line 37

i santi di domani 17-05-2022

Notice: Undefined variable: nome2 in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlnaH0yI on line 65

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP