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13.06: Memoria di San Trifilio nato a Roma vescovo di Leucosia/Nicosia a Cipro, uno dei padri sinodali del Santo Concilio di Nicea (verso il 370)

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Trifilio nato a Roma vescovo di Leucosia/Nicosia a Cipro, uno dei padri sinodali del Santo Concilio di Nicea (verso il 370)

Martirologio Romano: A Nicosía nell’isola di Cipro, san Trifillo, vescovo, che difese strenuamente la retta fede di Nicea e, come afferma san Girolamo, fu l’oratore più eloquente del suo tempo e straordinario commentatore del Cantico dei Cantici.

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/93027

il bollandista Papebroch ha pubblicato nel 1698 l'unica Vita di Trifillio che ci è pervenuta. F. Halkin nel 1948 ne ha dato una nuova edizione riveduta e corretta con un commento sulla vita e sul culto del santo.
Secondo questo racconto Trifillio era originario di Roma, ma fu educato a Costantinopoli dove il padre era stato trasferito dall'imperatore Costantino. Giovane si portò insieme con la madre a Gerusalemme. Al ritorno divenne primo discepolo di s. Spiridione vescovo di Trimitonte (Cipro) e poi vescovo di Leucosia, oggi Nicosia. Durante l'episcopato predicò tutti i giorni alle sue pecorelle, fece numerosi miracoli e visse poveramente. Fondò un monastero dove sua madre morì. Dopo la morte, gli Agareni profanarono il suo corpo troncandogli la testa e gettarono le reliquie nel fuoco. Alcune di esse si salvarono e furono rinvenute nascoste nel muro.
L'autore di questa biografia si è limitato a raccogliere le tradizioni orali che circolavano a Leucosia su Trifillio. Egli non conosce quanto s. Atanasio, s. Girolamo e Sozomeno hanno scritto sul personaggio. S. Girolamo (De viris illustribus, 92) riferisce che Trifillio lasciò alcuni scritti, fra i quali commentari al Cantico dei Cantici, ma nessuna sua opera è pervenuta. Sozomeno nella sua Storia Ecclesiastica (I, 11) dà alcuni particolari sulla sua formazione giuridica a Beirut e sulla sua eloquenza un po' mondana. S. Atanasio elogia la sua ortodossia in quanto era stato a lui favorevole nel concilio di Sardica. Anche le tracce sul culto non sono numerose.
Nei menei greci è ricordato il 13, l'11 o il 12 giugno. Nel sec. XVI il suo nome fu introdotto nei calendari e martirologi occidentali: prima dal Molano nel 1573. dal Genebrard nel 1577 e dai compilatori del Martirologio Romano nel 1584 con la data al 13 giugno. Le chiese slave si sono conformate ai bizantini nella commemorazione al 13 giugno. La sua immagine orna il calendario russo figurato, dipinto nel sec. XVII e riprodotto dal Papebroch e dal Martinov.

 

 


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