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13.06: Memoria di Santa Felicola vergine martire a Roma verso l’anno 90

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Santa Felicola vergine martire a Roma verso l’anno 90

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/57010
Le più antiche notizie di questa martire si trovano nel Martirologio Geronimiano, in cui è ricordata al 14 febbraio, al 5 e al 13 giugno, e con l’indicazione topografica del VII miglio della via Ardeatina. Sembra che il vero dies natalis fosse il 14 febbraio poiché in questo giorno il Sacramentario Gelasiano la commemorava insieme con Valentino e Vitale: «XVI Kalendas marcias. Orationes in natale Valentini Vitalis et Filiculae». Secondo il Delehaye la commemorazione del 5 giugno sarebbe una falsa interpretazione della parola Felic. trascritta Felicula invece di Felicitas, mentre quella del 13 giugno dipenderebbe dalla passio, di cui tosto diremo.
Il culto della santa oltre che a Roma era diffuso anche a Ravenna: sue reliquie, infatti, erano state inviate in questa città da san Gregorio Magno al vescovo Giovanni che, verso il 592, aveva edificato un oratorio, nelle fonti antiche e locali chiamato monasteri, accanto alla basilica di Sant'Apollinare in Classe, e nel quale egli stesso volle essere seppellito. Insieme con le reliquie di Felicola, il papa aveva inviato anche quelle dei papi Marco e Marcello, come si ricava dall’iscrizione che Giovani aveva posto sulla porta:
Inclita praefulgent sanctorum limina templo Marci Marcelli Feliculaeque simul.
Pontifices hos Roma cepit, haec Martir
[habethur horum Gregorius dat Papa Reliquias
Quas petit antistes meritis animoque Johannes]

Purtroppo, sulla personalità della santa e sul tempo del suo martirio non si hanno notizie sicure; è ricordata nella passio leggendaria dei santi Nereo e Achilleo evidentemente soltanto perché era sepolta sulla via Ardeatina, come la maggior parte dei martiri in essa raggruppati, e non perché avesse avuto dei rapporti con essi. Comunque, secondo l’agiografo, Felicola era sorella di latte di Petronilla, la presunta figlia dell’apostolo Pietro; dopo la morte di questa il comes Flacco le pose l'alternativa di sposarlo o di sacrificare agli dei; naturalmente Felicola rifiutò ambedue le cose e fu perciò affidata ad un certo Vicario che la tenne chiusa dapprima sette giorni in una stanza senza darle alcun cibo e poi per altri sette giorni presso le Vestali, cercando di farla apostatare. Infine, dopo essere stata sospesa sull’eculeo, fu gettata nella cloaca, quattordici giorni dopo la morte di Petronilla, avvenuta appunto il 31 maggio. Il presbitero Nicomede recuperò il suo corpo e lo seppellì al VII miglio della via Ardeatina.
Secondo una notizia del Panciroli, nel 1110, sotto il pontificato di Pasquale II, il corpo di Felicola fu portato nella chiesa di san Lorenzo in Lucina e l'Ugonio attesta che ai suoi tempi era qui conservato sotto l'altare maggiore. Ranuccio Pico, invece, seguito dal Ferrari, afferma che nel 1427 due pellegrini di Parma lo prelevarono dal sepolcro della via Ardeatina e lo portarono nella loro città, dove fu collocato nella chiesa di San Paolo.

Tratto da
http://www.enrosadira.it/santi/f/felicola.htm
Felicola, santa, martire di Roma, la passio di Nereo e Achilleo la vuole sorella di latte di S. Petronilla. Sepolta al VII miglio della via Ardeatina, nel 1112 venne scoperta dal presbitero Benedetto e traslata a S. Lorenzo in Lucina. Il suo corpo qui ritrovato nel 1605 è conservato presso l’altare maggiore. Il primo rinvenimento dei resti avvenne, secondo la lapide del 1112, insieme alle spoglie del martire Gordiano.
M.R.: 13 giugno - A Roma, sulla via Ardeatina, il natale di santa Felicola, Vergine e Martire. Non volendo maritarsi a Flacco, ne sacrificare agli idoli, fu data in mano ad un Giudice, il quale, perseverando essa nella confessione di Cristo, dopo tenebroso carcere e lunga fame, tanto tempo la fece tormentare nell'eculeo, finchè essa non rese lo spirito, e così finalmente la fece deporre e gettare in una cloaca. Il suo corpo, estratto da san Nicomede Prete, fu sepolto sulla medesima via.

Tratto da
http://ordovirginumsicily.blogspot.com/2012/01/le-sante-vergini-consacrate-del-mese-di_16.html

Felicola fu amica di S. Petronilla. Al tempo di Domiziano, Felicola non acconsentì alle nozze col Prefetto Flacco e rifiutò di offrire sacrifici agli dèi “Io non voglio essere tua moglie, perchè ho Gesù Cristo per mio sposo e nemmeno voglio sacrificare i tuoi dèi, perchè sono cristiana”. Pertanto lo stesso Prefetto la consegnò al giudice il quale la tenne in carcere per sette giorni senza acqua, né cibo. Alcune donne che erano lì di guardia cercavano di convincerla a prendere per marito un giovane così bello quale era il prefetto Flacco. Ma ella rispondeva : “Io sono sposa di Gesù”Cristo, né voglio altro sposo che Lui”. Trascorsi i sette giorni fu portata tra le Vestali, ma Felicola scelse di non mangiare i cibi offerti alla dea Vesta. Il giudice, vedendo la costanza della santa vergine, la condannò alla tortura sull’eculeo. Durante il supplizio ella diceva: “Io ormai vedo il mio amato Gesù Cristo, nel quale ho posto tutto l'amor mio”. I suoi carnefici cercavano di convincerla a rinnegare la sua fede ma ella rispondeva: “Io non nego, né posso, o voglio negare il mio amato Gesù: il quale per amor mio fu coronato di spine, gli fu dato da bere il fiele e morì in Croce”. Allora essi la gettarono in una cloaca dove la vergine rese l’anima a Dio. Avutane notizia il presbitero Nicomede una notte ne prese il corpo e lo seppellì sulla via Ardeatina, fuori le porte di Roma. (In Nuovo leggendario di Alfonso Villegas pp. 696 ss.)
Nel sec. X il vescovo di Parma Sigefredo fece edificare nel suburbio della città di Parma un piccolo monastero e la chiesa di San Paolo (Abbazia di S. Felicola) “hoc cenobium paucarum virginum et Liudae abbatissae sacntissimae” sotto la regola di San Benedetto. Quindi portò solennemente le reliquie di Santa Felicola, discepola di San Pietro, traslandole dalla chiesetta a lei dedicata che sorgeva a Romolano, luogo situato sulla riva dell’Enza, di proprietà della Cattedrale. Dopo l’incendio del 1313 i beni dell’abbazia (tra cui le reliquie di S. Felicola) passarono alla chiesa S. Sepolcro e quivi tumulate in un urna barocca presso l’altare maggiore.

 

 

 

 


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i santi di domani 22-07-2018

Santa Maria Maddalena; Santa Marcella di Chio, martire.

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