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23.06: Memoria di Santa Agrippina, martire a Roma e venerata in Sicilia con le Sante Paola Bassa ed Agatonica martiri in Sicilia sotto Valeriano (verso il 257) e di San Felice presbitero e martire a Sutri sotto Aureliano (verso il 274)

 




 

Santa Agrippina, martire a Roma e venerata in Sicilia con le Sante Paola Bassa ed Agatonica martiri in Sicilia sotto Valeriano (verso il 257)


Tratto da https://santiebeatidisicilia.wordpress.com/a/agrippina-santa-martire/
Nobile ragazza romana morta di spada sotto Valeriano ( 253-260). Sepolta nella Basilica di San Paolo fuori le mura, fu traslata a Mineo dalle vergini Bassa, Cleonica e Agatonica.La nobile Eupressia fece edificare nel 263 presso la sua casa un Oratorio, consacrato dal vescovo Severino di Catania,per la guarigione della figlia Teognia. il tempio fu ricostruito nel 1693 con una statua lignea di Vincenzo Archifel.
Festeggiata in tutta la Sicilia il 23 Giugno, a Mineo l'ultima Domenica di Agosto.
Il Menologio imperiale attinse le notizie da un Inno del IX secolo,


Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Agrippina_di_Mineo

Agrippina nacque nel 243 da una nobile famiglia cristiana. Il 23 giugno del 258 sotto il regno dell'imperatore Valeriano, fu martirizzata. Venne torturata in varie maniere: percossa con nodosi bastoni, flagellata, quasi soffocata sotto un grosso masso e messa sull'eculeo, fino alla decapitazione.
Il suo corpo fu sepolto a Roma nel cimitero di San Paolo fuori le mura In seguito fu traslato da tre ragazze, Bassa, sorella di Agrippina, Paola ed Agatonica in Sicilia. Il corpo della santa giunse a Mineo via Agrigento in Contrada Lamia (Grotta di Sant'Agrippina) , un luogo infestato da demoni fino all'arrivo del sacro corpo. In seguito venne portato ad opera della matrona romana Eupresia in città. Era il 17 maggio del 263.
l primo evento miracoloso si verifica proprio in casa di Eupresia: la figlia paralitica Teogonia venne prodigiosamente guarita. Secondo la tradizione le spoglie di Sant'Agrippina vennero occultate sotto la chiesa a lei dedicata
Agrippina è venerata a Mineo, dove la chiesa dedicata conserva una statua lignea della santa risalente al XVI secolo e attribuita a Vincenzo Archifel Il culto è attestato a Ferla, Scicli, Nicosia , Enna Palermo
Fuori dai confini italiani il suo culto si incontra nel mondo ortodosso (Grecia, Russia e a Boston negli StatI Unitidove il culto è stato importato dagli emigrati menenini.

Tratto da http://www.paternogenius.com/pagine/Virgillito/pagine/San%20Biagio/Santa%20Agrippina%2001.htm
Santa, martire di Roma. Il Martirologio Romano, il 23 giugno, commemora Santa Agrippina che, morta a Roma, sarebbe stata trasferita a Mineo in Sicilia.
Questa santa, che ebbe grandissimo culto in Sicilia, dove in varie diocesi si recitava in suo onore un Ufficio proprio e la Messa aveva un Oremus proprio per il regno di Sicilia, è special¬mente venerata a Mineo, di cui è patrona.
Dai Greci le è stato dedicato un inno liturgico, databile probabilmente al secolo IX . Esiste pure una vita di Agrippina (BHL, I, p.29, n.173) che, scritta probabilmente nel secolo VIII, narra come la santa vergine, di nobile famiglia, dedicatasi alle opere di carità, fu martirizzata a Roma, sotto Valeriano il 23 giugno, sepolta nella basilica di S.Paolo e indi, da un monaco, trasferita in Sicilia, e come le sue reliquie furono ricevute da S.Gregorio di Agrigento e trasportate a Mineo, dove un tale Severino, vescovo di Catania, fu invitato a consacrare una chiesa in suo onore al tempo di Costantino.
A Mineo esiste, infatti, una cripta di S. Agrippina.
"Questo racconto" dice il Lanzoni è inverosimile se posto sotto Valeriano e Costantino, verosimilissimo nell' VIII-IX secolo". Allora, infatti, i monaci greci di Sicilia erano in buonissime rela¬zioni con i monaci romani, in parte anch' essi di origine greca; un celebre S.Gregorio pontificò veramente a Girgenti nei secoli VII -VIII, e, tra la fine del secolo VIII ed il principio del IX secolo, un tale Severo fu vescovo di Catania.
Per spiegare la popolarità della santa fra i Greci, Papebrochio suppone una traslazione delle sue reliquie al tempo dei saraceni, ma di questa traslazione non si ha prova alcuna; i Greci, d' altron¬de, hanno spesso commemorato molti santi siciliani.

 

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San Felice presbitero e martire a Sutri sotto Aureliano (verso il 274)

Tratto da http://www.viaggispirituali.it/2012/05/santuario-di-san-felice-sutri-viterbo/

Santuario di San Felice – Sutri (Viterbo)
Di questo santuario, situato a circa un Km da Sutri, presso l’odierno cimitero e la catacomba di San Giovenale, rimangono oggi solo pochi resti.
Le poche memorie storiche, incerte e lacunose si rifanno perlopiù sulla scorta della relazione redatta nel 1728 dal Canonico archeologo Marco Antonio Boldetti (1663- 1749). Già nel ‘700 quindi il complesso versava in condizioni rovinose tanto da renderne incerta la datazione e la lettura architettonico strutturale.
Si ipotizza che l’edificazione della primitiva “basilichetta” sia avvenuta tra il 300 e il 700 sulla catacomba in cui si crede fosse venerato il Santo. Gli scavi hanno evidenziato almeno due fasi costruttive; la seconda, in età medioevale (900 d. C.) venne presumibilmente seguita da una nuova dedicazione del Santuario a San Giovenale, con cui il sito sacro è oggi noto. Il Santuario, oggi in disuso, celebrava la festività del Santo titolare il 23 Giugno.

 


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