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Il Signore è “medico delle anime e dei corpi” (Matteo 8, 5-11)

 

Archimandrita Evangelos Yfantidis

2014




 

Una delle qualità caratteristiche del nostro Signore è quella di “medico delle anime e dei corpi”. Per di più la guarigione del corpo e non solo dell’anima, è un punto di riferimento principale del Vangelo, in qui, secondo le narrazioni dei miracoli di guarigione del Gesù, vengono usati i verbi «ἰάσθαι», «θεραπεύειν» e «σώζεσθαι» con quasi lo stesso significato. Per questo motivo nelle guarigioni degli ammalati il Signore prima chiedeva agli uomini di mostrare la loro fede e solo dopo che essa era stata accertata guariva, con vari modi, anche da lontano, come è successo con il servo del centurione nella lettura evangelica odierna. La fede del centurione è quella che in realtà porta il servo alla guarigione. Allora la guarigione viene collegata direttamente con la salvezza dell’anima umana ed in conseguenza con la salvezza della società, della quale l’ammalato è membro.
In base a tutto ciò, possiamo comprendere meglio perché la Chiesa viene definita anche un ospedale, un “ambulatorio spirituale”, secondo san Giovanni Crisostomo. Come ben si sa, dal momento dell’allontanamento dell’uomo dal Paradiso fu alterata la sua relazione con Dio, fatto che ha influenzato negativamente tutte le sue relazioni, sia con il prossimo che con la creazione intera. Fu creata allora per l’uomo una situazione negativa, dalla quale è venuto per liberarlo definitivamente il Signore con la Sua Resurrezione, attraverso il Corpo della Chiesa. I sintomi di questa malattia spirituale dell’uomo sono i peccati di ogni tipo, mentre gli effetti sono le relazioni disturbate che abbiamo appena menzionato. L’unica guarigione non è altra che la μετάνοια, cioè il cambiamento di mente e di cuore. I farmaci per questa guarigione sono da una parte “la Grazia Divina”, che viene trasmessa attraverso i sacramenti, come anche “la vita spirituale”, cioè la ricerca dell’uomo di vivere secondo l’insegnamento di Cristo, basato sull’amore disinteressato per Dio, per il prossimo e per tutta la creazione. Allora comincia la “κάθαρσις” purificazione del cuore umano, e a seguire la sua illuminazione, affinché l’uomo possa in seguito arrivare alla “θέωσις” dell’uomo, diventare cioè simile a Dio, ed unirsi a Lui. Scopo allora della Chiesa come ospedale è che l’uomo ritrovi la sua vera relazione con Dio, con il prossimo e con tutto il creato. Per compiere questa missione terapeutica che viene svolta nella Chiesa, il Signore, che è il vero “medico”, come anche il vero “Santo”, ha invitato, attraverso i Suoi apostoli, i pastori della Chiesa, i Vescovi e i Presbiteri, che si possono considerare il “personale” della Chiesa come ospedale: il vescovo è il direttore, i presbiteri sono i medici e i diaconi sono gli infermieri. Il cristiano che segue questa terapia, con l’indicazione del medico – presbitero e del proprio padre spirituale, riceve la Grazia Divina, attraverso sia la sua partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa, che la sua vita spirituale, affinché possa essere assolto dai sintomi della sua malattia, che sono i peccati. Questa terapia è stata provata dai milioni dei Santi, e il suo successo si vede proprio dall’esistenza di innumerevoli Santi. Si vede inoltre dai miracoli che Cristo ha compiuto attraverso le preghiere di questi Santi, anche durante la loro vita terrestre, e dall’incorruttibilità di tantissimi corpi di Santi, i quali hanno vinto il deperimento naturale, simbolo della loro vita eterna.
La Chiesa, come ambulatorio, rinasce, guarisce e salva l’uomo “socializzandolo”, offrendo cioè a lui la possibilità di passare dallo stato di individuo a quello di persona. La Chiesa, cioè Cristo, guarisce non con tutto ciò che insegna, ma con quello che veramente è, vale a dire una “κοινωνία”, una società, comunione di amore disinteressato, nella quale, l’uomo impara ad amare e ad’essere amato liberamente, come il nostro Signore ha amato l’uomo ed è stato amato da lui. Per questo motivo, il cristiano diventa veramente sano quando ritrova la sua vera relazione con Dio, con il prossimo e con la creazione.
Oggi la questione principale è se siamo disposti a ricevere questa forza terapeutica di Cristo, di riscoprire Cristo come Salvatore e di incontrarLo come nostro medico. E questo non si fa vagamente, con idee o ideologie. Cristo è presente nella Chiesa, nel Suo corpo. Là riceviamo la remissione e la riconciliazione e là diventiamo “nuova creazione”. Là mangiamo il Suo Corpo e il Suo Sangue e là l’uomo diventa lo stesso corpo con Cristo. Allora, e solo così, la Sua forza ci guarisce, ci dà la redenzione, ci salva.
La lettura evangelica di Matteo 8, 5-11 ci invita a ridefinire le nostre relazioni: a diventare veri “uomini di Dio”, affinché la nostra società possa trovare la propria sanità spirituale e allontanarsi dalla crisi spirituale e morale, che si avverte così forte ultimamente, per la salvezza del mondo intero.

 


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