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28.06: Memoria di San Papia (in alcuni codici Papino) martire in Sicilia sotto Diocleziano

 




 

San Papia (in alcuni codici Papino) martire in Sicilia sotto Diocleziano

Tratto da
http://regio18.blogspot.com/2012/06/san-papino-o-pappiano-o-papia-martire.html
Ricordato dai Sinassari bizantini al 28 giugno ed è riportato nella stessa data nel Martirologio Romano di Gregorio XIII (aggiornato e rivisto da Clemente X e Clemente XI, edito in italiano nel 1702). L’odierno Martirologio Romano (edito nel 2001) non menziona più il Martire Papio
Alcuni agiografi lo vogliono armeno, altri di Segesta, ma è incerto se la città fosse quella siciliana o spagnola. La tradizione lo dice martirizzato in Sicilia nel 303, sotto l'Imperatore Diocleziano, nel luogo detto La Bruca (oggi Brucoli ) perché non volle sacrificare agli dei. Fu sospeso a un palo, battuto con le verghe e quindi decapitato. Era festeggiato il 17 giugno a Milazzo (ME) come antico Patrono: la data corrisponde al giorno della sua traslazione, come riportano gli Acta Sanctorum Junii: «Ditem autem ejusdem mensis XVII esse nove alicuijus translationis vel dedicationis apud Mylas celebrate».
Tracce di questo culto è una Chiesa a lui intitolata nel 1620, con una pala d’altare settecentesca con S. Papino, con la Vergine e altri Santi.

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/96642
Sconosciuto agli antichi martirologi occidentali, fu introdotto nel M. Romano dal Baronio (con la grafia Papio), sull’autorità dei Sinassari bizantini che lo commemorano sotto il nome di Pappia il 28 giugno.
La passio è andata perduta, ma dalla breve sintesi che ne riportano i menologi, e dalla quale il Baronio trasse il suo latercolo, si può facilmente dedurre che il danno non è grave, poiché si tratta del solito canovaccio di luoghi comuni e fantastici senza alcun elemento serio e degno di fede.
Secondo questo scritto Pappio fu arrestato durante la persecuzione di Diocleziano; poiché non volle sacrificare agli idoli fu crudelmente tormentato in diversi modi; uscito illeso da tutte le prove con l’aiuto di un angelo che lo proteggeva, fu infine decapitato.
La mancanza di indicazioni topografiche non permette di stabilire a quale città Pappia debba attribuirsi. Egli tuttavia è festeggiato, con il nome però di Papino, il 17 giugno come patrono di Milazzo (provincia di Messina), dove fin da tempi antichissimi esisteva una chiesa a lui dedicata. Il Lanzoni prospetta l’ipotesi che il patrono di Milazzo debba identificarsi con uno degli omonimi venerati a Cipro o a Tomi, il cui culto sarebbe stato trasferito in Sicilia.

 

 

 


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