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12.07: Memoria di San Paterniano Vescovo di Fano

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Paterniano Vescovo di Fano

Tratto dal Quotidiano Avvenire

Secondo un’antica tradizione, san Paterniano nacque a Fano verso il 275. Mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano una visione angelica lo avvertì di lasciare la città, riparando in luogo deserto al di là del fiume Metauro. Più tardi, quando le persecuzioni cessarono e il Cristianesimo divenne religione di stato con l’imperatore Costantino, la cittadinanza fanese reclamò vescovo il virtuoso eremita da tutti considerato santo. Invano egli tentò di opporsi, tanto che «quasi a viva forza» fu portato in città. Governò la diocesi per 42 anni istruendo, confortando e convertendo numerosi pagani. Il Signore avvalorò il suo zelo con molti prodigi. Avvertito della fine imminente, intraprese la visita all’intera diocesi, volendo arrivare di persona dove non era giunto il suo insegnamento. Morì alla periferia della città il 13 novembre, probabilmente dell’anno 360. Sul suo sepolcro si moltiplicarono i prodigi e il suo culto si estese rapidamente anche oltre i confini d’Italia. Trentadue paesi l’hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome. Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a Lui dedicata

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90981

Secondo un'antica tradizione, San Paterniano nacque a Fano verso il 275.
Mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano una visione angelica lo avvertì di lasciare la città, riparando in luogo deserto al di là del fiume Metauro. Più tardi, quando le persecuzioni cessarono e il Cristianesimo divenne Religione di Stato con l'imperatore Costantino, la cittadinanza fanese reclamò Vescovo il virtuoso eremita che la voce comune considerava santo.
Invano egli tentò di opporsi, tanto che "quasi a viva forza" fu portato in città. Governò la diocesi per 42 anni placando gli animi, istruendo e confortando. I pagani, trascinati dalla sua predicazione, abbandonarono gli idoli e distrussero i templi stringendosi al santo Vescovo. Il Signore avvalorò il suo zelo con una bella fioritura di prodigi.
Avvertito della fine imminente, intraprese la visita all'intera diocesi, volendo arrivare di persona dove non era giunto il suo insegnamento di Vescovo. Morì alla periferia della città il 13 novembre, probabilmente dell'anno 360. Sul suo sepolcro si moltiplicarono i prodigi e il suo culto si estese rapidamente anche oltre i confini d'Italia. Trentadue paesi l'hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome. Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a Lui dedicata.

 

Tratto da
http://www.turismo.comunecervia.it/it/scopri-il-territorio/personaggi-storia-tradizioni/riti-leggende/antiche-feste-cervesi/san-paterniano
Paterniano visse la maggior parte della sua vita nel IV secolo, quando la Chiesa , ormai libera di manifestarsi e di annunciare il Vangelo, approfondiva il contenuto della dottrina cristiana lottando contro le eresie e, intorno ai suoi vescovi, rinsaldava le basi delle convivenza civile. Fu quella un'epoca di grandi santi vescovi: Ambrogio (+397), Geminiano (+397), Gaudenzio di Rimini (+360), la condivisero con Paterniano e probabilmente ebbero ad incontrarlo.
Nato verso il 275, fu eremita, poi Vescovo di Fano e la tradizione vuole che sia morto il 13 novembre del 360, dopo quarantadue anni di ministero pastorale.
All'epoca della persecuzione di Diocleziano degli anni 304-305, che fu l'ultima e la più dolorosa, il giovane Paterniano visitava, confortava e sosteneva i cristiani che attendevano in preghiera di essere chiamati in giudizio. Provvidenzialmente gli fu evitato il processo: lo attendeva infatti un altro destino. Un angelo lo invitò ad allontanarsi dalla città in solitudine, per fare la volontà di Dio. Si fece quindi eremita, con pochi amici, in una grotta di là dal Metauro; qui, tentando di sfruttare la sua bontà e, presentandosi come una fanciulla bisognosa di protezione, il diavolo lo tentò inutilmente. Dopo che nel 313 Costantino diede libertà di culto ai cristiani, le comunità cercavano buoni vescovi che le guidassero e la città di Fano chiese all'eremita di assumere la sua guida. Paterniano vedendo in ciò la volontà di Dio, accettò.
Di lui si ricorda, tra l'altro, che restituì la vista a una donna che aveva consumato i suoi occhi piangendo i cristiani perseguitati e sanato uno storpio.
Trenta giorni prima della sua morte, un angelo gli annunciò l'imminente trapasso: il santo vescovo si mise dunque in viaggio e visitò tutte le comunità che da lui dipendevano, rinvigorendone la fede. Il dies natalis (cioè il giorno della sua morte che equivale al giorno della nascita al Cielo) di Paterniano fu contrassegnata da un raggio di luce che squarciò le nubi e investì tutta la persona dell'anziano vescovo.
La fama di Paterniano si diffuse ovunque e nei nomi stessi di molti paesi ne troviamo la testimonianza. La sua fama infatti si era diffusa in tutte le Marche, l'Umbria, l'Emilia Romagna, e, portata dai pellegrini, giunse, lungo la famosa via del sale, fino ad un paese del Salisburgese, Paternion, che porta il suo nome, e nella cui chiesa troviamo narrata per immagini la sua storia.

 


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