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26.07: Sinassario di Santa Parasceve

 

testo inglese tradotto da Joseph Giovanni Fumusa




 

Sinassario di Santa Parasceve

Tratto da: https://www.johnsanidopoulos.com/2016/07/synaxarion-of-saint-paraskevi-martyr.html

Traduzione a cura di Giovanni Fumusa

Il ventisei di questo stesso mese, facciamo memoria della Santa Venerabile Martire di Cristo Parasceve

Santa Parasceve visse durante il regno dell’Imperatore Antonino (138-161), era originaria di un villaggio dell’antica Roma, figlia di genitori cristiani di nome Agatone e Politia. Erano attenti nel rispettare i comandamenti del Signore e senza figli, per cui supplicarono incessantemente il Signore affinché venisse loro concessa la prole. Dio, che fa la volontà di quanti Lo temono, concesse loro una bambina, che essi chiamarono al Santo Battesimo Parasceve, perché era nata nel giorno di Parasceve (Venerdì).

Si dedicò quindi a Dio da quando era tra le braccia della madre, fu istruita e consigliata dalla madre. Dopo aver appreso le sacre lettere, iniziò a leggere sempre le divine Scritture, e passando il tempo libero nella chiesa di Dio, visse in santa preghiera. Quando morirono i genitori, distribuì tutti i suoi averi ai poveri, fu tonsurata e indossò lo schema di monaca, uscendo tra la gente a predicare il nome di Cristo nostro vero Dio. In questo modo portò molti greci verso la conoscenza di Dio.
In quel periodo, alcuni ebrei presentarono all’Imperatore Antonino delle accuse contro di lei dicendo: “Una tal donna di nome Parasceve predica Gesù il figlio di Maria, crocifisso dai nostri avi.” Avendo udito queste cose, ordinò che la Santa fosse portata al suo cospetto e fu meravigliato ed entusiasta per la sua saggezza e la sua bellezza. Quindi le disse: “Se sei persuasa dalle mie parole, o fanciulla, e sacrifichi agli dei, erediterai molti doni e tanti beni. Se non sei persuasa, sappi che dovrò consegnarti a tanto tormento.” Con pensieri coraggiosi, la Santa rispose all’imperatore: “Lungi da me rinnegare il nome di Cristo mio Dio! ‘Gli dèi che non hanno fatto i cieli e la terra scompariranno dalla terra e da sotto il cielo’ (Ger. 10:11), come disse il Profeta Geremia.”
Ciò fece ardere di rabbia l’imperatore ed ordinò che un elmo di ferro riscaldato fosse posto sul capo della Santa. Quando ciò avvenne, la Santa fu mantenuta incolume da una divina frescura ristoratrice. Meravigliati da ciò, molti greci credettero in Cristo in quel momento. L’imperatore ordinò quindi che un calderone pieno di olio e catrame venisse portato a bollore, e la Santa vi fu posta dentro. In piedi al centro del Calderone, la Martire apparve rinfrescata. Quando la vide l’imperatore, disse “Spruzzami con olio e catrame, Parasceve, affinché possa sapere se il catrame e l’olio brucino.” La Santa si riempì le mani di olio e catrame e spruzzò il miscuglio sul volto dell’imperatore, rendendolo immediatamente cieco. Quindi egli urlò: “Abbi pietà di me, serva del vero Dio. Anche io credo nel Dio che tu predichi.” Avendo detto ciò, gli fu restituita la vista. Per cui credette in Cristo, assieme alle proprie guardie, e ricevettero il Santo Battesimo nel nome della Santa Trinità.
Quando la Santa partì da lì, andò verso altre città e villaggi, proclamando sempre il nome di Cristo. Giunta in una città governate da un uomo di nome Asklepios, venne portata al suo cospetto, la Santa invocò il nome di Cristo, sigillandosi col segno della Venerabile Croce. Confessò di essere cristiane e proclamò Cristo come Dio dei cieli e della terra. Quando il re ebbe udito ciò, fu turbato, e la mandò presso un drago temibilissimo che risiedeva fuori dalla città, il quale sibilava rumorosamente e, quando apriva la bocca, da essa fuoriusciva molto fumo. Quando la Santa si avvicinò al drago, disse: “L’ira di Dio, o bestia, è giunta contro di te.” Quindi soffiò sul drago, e fece il segno della Venerabile Croce. Il drago quindi sibilò rumorosamente, si strappò in due parti e svanì. Il re e quanti erano con lui, vedendo ciò, furono meravigliati e credettero tutti in Cristo.
In seguito, la Santa lasciò quei luoghi, dirigendosi verso un’altra città governata da un altro re di nome Tarasios. Quando fu informato sulla Santa, la chiamò in giudizio. Quando interrogò la Santa, questa confessò di essere cristiana, proclamando Cristo come vero Dio. Perciò fu posta in un calderone pieno di olio, catrame e piombo, sotto cui fu acceso un fuoco. Un Angelo del Signore raffreddò il calderone e ciò che era in esso. Per questo motivo la Martire di Cristo rimase incolume. Dopo aver subito tante altre torture, il tiranno disumano non fu capace a dissuaderla dalla sua solida fede. Infine ordinò che fosse decapitata, e l’anima della Santa volò via vittoriosa verso l’abitazione eterna.

Apolytikion, tono Primo
Rendendo la tua sollecitudine adeguata al nome che degnamente porti, hai ereditato quale dimora la fede che ha il tuo stesso nome, o vittoriosa Parasceve: per questo effondi guarigioni e intercedi per le anime nostre.

Kontakion, Tono Quarto
Poiché abbiamo trovato il tuo santuario, o venerabilissima, come luogo di cura per le anime, in esso noi tutti fedeli a gran voce ti onoriamo, santa martire Parasceve, degna di essere celebrata.

Ikos
La voce dello sposo, chiamandoti come sposa, ti ha ornata di una corona di impassibilità, o gloriosissima Parasceve di mente divina, e ti ha degnamente annoverata tra i vittoriosi e i martiri venerabili; allietandoti con loro, ricordati di quanti celebrano la tua santa festa e si sono riuniti nel tuo tempio: poiché ora che ci troviamo qui, ti offriamo inni dal profondo dell’anima, o santa martire Parasceve, degna di essere celebrata.

 


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