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26.07: Memoria di San Glisente, eremita nel territorio diocesano di Brescia

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Glisente eremita nel territorio diocesano di Brescia

Tratto da

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94414

È molto popolare e vene­rato nella Val Camonica, ma purtroppo di lui non si hanno sicure notizie storiche. Secondo le tradi­zioni locali, raccolte da scrittori del sec. XVII, era un soldato dell'esercito di Carlo Magno; dopo la battaglia di Mortirolo ottenne dall'imperatore di ritirarsi dall'esercito per evangelizzare la valle; in seguito sali sul monte di Berzo per fare vita eremitica in una spelonca, dove mori il 6 ag. 796.
Sebbene questa leggenda, nata forse nel sec. XIV-XV non abbia alcun fondamento storico, il culto di Glisente è però attestato almeno fin dal sec. XIII. Nel 1200, infatti, esisteva un altare a lui dedicato nella chiesa di Bovegno, un tempietto gli era consacrato a Nord-Ovest della stessa località, in una zona mineraria; in un atto di permuta re­datto nel 1222 è ricordata una chiesa di S. Glisente; nel 1262 fu fondata nella stessa Bovegno una fraglia, o luogo pio, in suo onore con precisi statuti. Episodi della vita di Glisente sono raffigurati negli affreschi della pieve di S. Lorenzo (sec. XVI), in quella parrocchiale di S. Maria in Berzo, e in quella a lui dedicata sul monte che divide il terri­torio di Berzo da Bovegno e Collio in Valle Trompia (sec. XV). Nell'attuale chiesa parrocchiale di Berzo (sec. XVII) gli è dedicato un altro altare.
Nel sec. XVII G. fu incluso nel Calendario dei santi bresciani e la sua festa fu stabilita al 26 luglio., forse perché gli abitanti di Collio (o di Bagolino) restituirono in quel giorno le reliquie del santo che avevano precedentemente trafugato. Oggi però esse sono di nuovo scomparse e non si sa dove si trovino.

 

Tratto da

http://www.lupidisanglisente.it/?page_id=34

le diverse tradizioni su San Glisente

1. S. Glisente fu un valoroso comandante dell’esercito di Carlo Magno, Re dei Franchi, che seguì Carlo Magno in Valcamonica, ma poi non si sentì di seguire il suo sovrano e lo implorò di potersene restare in questi luoghi. Così prese l’abito di romito e si ritirò su un monte di Berzo, dove morì il 6 agosto del 796. Il giorno dopo alcuni pastori videro una colomba che portava ramoscelli e foglie sul monte. Qui trovarono il corpo dell’eremita, lasciarono alcune sue reliquie nella spelonca e ne portarono altre nella chiesa di S. Lorenzo a Berzo Inferiore.

2. S. Glisente e i suoi fratelli, S. Fermo e S. Cristina, giunsero in Valcamonica al seguito dell’esercito di Carlo Magno e poi si ritirarono in eremitaggio: Glisente (aiutato dall’orsa) sui monti di Berzo, S. Fermo (assistito anch’egli da un’orsa, da un’aquila e dal suo scudiero Rustico) su quelli di Borno e S. Cristina sui monti di Lozio. Prima di separarsi per sempre i tre fratelli strinsero il patto di comunicare tra loro ogni sera per mezzo di un falò che ciascuno avrebbe acceso fuori dal proprio romitaggio. Glisente per mettere in contatto Fermo e Cristina, che non potevano comunicare direttamente, accendeva due falò. Così per diversi anni i valligiani ammirarono ogni sera quei fuochi sui monti, finché quelle luci una alla volta si spensero. Dei tre eremiti, narra la leggenda, l’ultimo a morire fu Fermo.

3. S. Glisente fu un nobile camuno di origine franca, probabilmente epigono dei signori di Berzo, discendenti da una delle tre famiglie franche di Esine, citate nella donazione di Giselberto del 979.
Fu probabilmente sul monte Roncole che il nobile Glisente, seguendo l’esempio di S. Costanzo, S. Obizio e molti altri, si ritirò a vita di preghiera e meditazione, svolgendo apostolato fra i molti pastori e mandriani che vivevano su quei monti. Sul monte poi sarebbe morto e sulla sua tomba venne edificata la prima chiesa.

4. S. Glisente fu un frate Umiliato, fondatore di una casa di Umiliati sul monte di Berzo, intorno alla medesima epoca in cui S. Costanzo di Niardo fondava e dirigeva la casa degli umiliati a Conche. Il santuario di S. Glisente potrebbe essere stato la “domus de Eseno” (casa di Esine), ricordata da un antichissimo catalogo delle Case Umiliate.

  

Leggere

San Glisente la leggenda dell’eremita tra la Val Grigna e la Val Trompia

http://www.montagnedivalgrigna.it/wp-content/files_mf/librosanglisentedefinitivocorretto25.pdf

 


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