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27.07: Memoria dei Santi Mauro Vescovo, Pantaleimon e Sergio martiri a Bisceglie sotto Traiano

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

Santi Mauro Vescovo, Pantaleimon e Sergio martiri a Bisceglie sotto Traiano

Tratto da
https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro,_Sergio_e_Pantaleone

Un racconto attendibile parla di Mauro, nato a Betlemme e convertito al Cristianesimo forse in seguito alle prediche degli apostoli, pervenne in Puglia nell'anno 51 con l'intenzione di predicare il Vangelo nei luoghi ancora pagani;[1] la tradizione vuole che venne consacrato primo vescovo di Bisceglie, presso Bari, dall'apostolo Pietro, sebbene la sua presenza nell'Italia Meridionale sembra non essere certa.[2]
Un giorno, mentre faceva una delle omelie nella sua città episcopale, Mauro venne ascoltato da due alti funzionari dell'imperatore Traiano (98-117): Sergio, governatore della città e Pantaleone, ufficiale delle guardie. Colpiti dalle parole del vescovo, entrambi si convertirono e vennero battezzati, divenendo i suoi più intimi collaboratori.[1]
Nel frattempo, il proconsole romano di Venosa, avvertito della conversione dei suoi funzionari, ordinò l'arresto del vescovo e di Sergio e Pantaleone; una volta che essi rifiutarono di abiurare, vennero gettati in una tetra prigione dove rimasero per dieci anni. Il 27 luglio 117, il proconsole li condannò a morte: Mauro venne decapitato, Sergio fu scarnificato e poi trafitto da una spada, mentre Pantaleone venne crocifisso e finito anch'esso con una pugnalata.[1]
Dopo la loro morte, i corpi vennero gettati in pasto alle fiere le quali, benché affamate, rifiutarono di divorarli. Fu così una cristiana del posto, Tecla de Fabis, a raccoglierli amorevolmente e a seppellirli a Sagina, dove fece costruire un sepolcro e un altare dedicati a Sergio, forse suo parente.[1]
Note
1. ^ a b c d I tre santi di Bisceglie, Bisceglie.net.
2. ^ (EN) Mauro, Sergio e Pantaleone, St. Patrick Catholic Church, 1998.

 

TRATTO da
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/485761/mauro-sergio-e-pantaleone-i-tre-santi-di-bisceglie.html

Un vescovo e due soldati romani accomunati il 27 luglio del 117 secolo dopo Cristo dalla stessa tragica condanna del martirio, l’uno per aver predicato il Vangelo e gli altri due per aver tradito l’imperatore convertendosi al Cristianesimo. Mauro vescovo, Sergio e Pantalone, senza le lunghe ed approfondite cause di beatificazione di oggi, divennero Santi a furor di popolo e protettori di Bisceglie. Le reliquie, custodite in contrada Sagina nel territorio di Bisceglie, divennero oggetto di culto con l’assenso del vescovo di Bisceglie, Amando, che nel 1167 ne descrisse il loro ritrovamento. A ricostruire le alterne vicende storiche del culto che si protrae da oltre otto secoli, con tutti i risvolti sacri e profani dei festeggiamenti e delle rievocazioni, è stato il giornalista Luca De Ceglia nel libro: “Il culto dei tre Santi Martiri Mauro, Sergio e Pantaleone tra curiosità e festa popolare” edito dall’associazione Borgo Antico nell’ambito della collana di storia locale, che sarà presentato il 30 agosto, alle ore 20.30 in piazza Duomo, per la rassegna “Libri nel Borgo Antico”. Interverrà, oltre all’autore, don Mauro Camero, rettore della Cattedrale di Bisceglie, che ha curato la prefazione. Moderatrice della conversazione sarà la dott.ssa Annamaria Natalicchio, esperta in comunicazione. Uno degli inni dedicati ai tre santi sarà cantato dal coro della basilica Concattedrale, diretto da Carmela Rocco. Il libro, frutto di lunghe e meticolose ricerche in vari archivi pubblici e privati, raccoglie anche un notevole apparato iconografico a colori: dipinti (tra i quali l’af fresco quattrocentesco realizzato nella chiesa di Santa Caterina a Galatina), ex voto, edicole votive e fotografie e cartoline d’epoca dei riti e della festa popolare che si protrae nel tempo. Tra questi sono valorizzati anche due spartiti inediti risalenti ai primi del ’900 di inni dedicati ai tre santi e venuti alla luce nell’archivio diocesano di Bisceglie. Una delle prime notizie di questo singolare culto “trigemino” è contenuta nel prezioso Evangeliario risalente al XII secolo rinvenuto nell’archivio capitolare della Cattedrale biscegliese ed oggi custodito nel locale museo diocesano. Seguono nel libro le vicende delle due “inve n z i o n i ” delle ossa dei tre santi, che trasudavano una manna ritenuta da tutti miracolosa da devoti e viaggiatori di passaggio.

Leggere
http://www.vestigia.it/cenni-sulla-storia-dei-santi.html

Leggere
La scoperta delle ossa dei tre santi
http://biscegliestory.altervista.org/Tre_santi.htm

 


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