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01.08: Memoria di San Leone vescovo di Montefeltro

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Leone vescovo di Montefeltro

Tratto dal quotidiano Avvenire
Nel 257 due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe in Dalmazia, giungono a Rimini attratti dall’opportunità di lavorare come scalpellini. Accanto al lavoro mettono da subito l’attività di evangelizzazione della popolazione riminese. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiano in cima al Monte Titano. Dopo tre anni Leo (Leone), con un piccolo gruppo di compagni, si reca presso la rupe del Monte Feliciano dove costruisce una piccola cella e una cappella dove, nel segreto, raduna i Cristiani. La sua opera missionaria lo portò a diventare pastore della futura diocesi di Montefeltro, della quale, per tradizione, è considerato il primo vescovo, anche se l’istituzione ufficiale della diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo viene deposto in un sarcofago di pietra di cui si conserva tutt’oggi il coperchio

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/65150

Correva l’anno 257 d.C. e due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe in Dalmazia, giunsero a Rimini attratti dall’opportunità di lavorare come scalpellini.
San Leone e San Marino, giunti nella zona del Monte Titano in cerca di pietre da lavorare, restarono affascinati dal maestoso Monte e vi si recavano spesso, Oltre a quel lavoro, essi svolgevano la missione di convertire la popolazione riminese al cristianesimo. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiarono in cima al Monte Titano. Passati tre anni, San Leo, con un piccolo gruppo di compagno, si diresse verso la rupe del Monte Feliciano che nella lingua del posto è chiamato Feretrio. Qui giunto costruì una piccola cella e a Dio dedicò una cappelletta.e in tutta segretezza, cominciò a radunare i Cristiani e a predicare il Vangelo. La sua missione diede subito frutti copiosi ed il Cristianesimo si propagò rapidamente in tutta la regione circostante, fino alla creazione della Diocesi di Montefeltro con a capo Leone nel frattempo ordinato vescovo. Leone è considerato, per tradizione, i primo vescovo del Montefeltro, anche se l’istituzione ufficiale della Diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo venne deposto in un sarcofago di pietra di cui, nel Duomo, si conserva il coperchio.

Le vicende legate a san Leo sono giunte fino a noi tramite la Vita Sancti Marini, testo agiografico redatto verso la fine dell'anno 900. Secondo la Vita, Leo, scalpellino originario dell'isola di Arbe, nella Dalmazia settentrionale, giunse intorno al 297 in Italia, insieme a Marino, per la ricostruzione delle mura di Rimini e per sfuggire alla persecuzione contro i Cristiani iniziata dall'imperatore Diocleziano.
Gli scalpellini, giunti a Rimini, furono inviati per tre anni sul Monte Titano per estrarre e lavorare la roccia. In seguito Marino e Leo si divisero: mentre il primo tornò a Rimini, Leo si rifugiò sul Monte Feliciano (o Monte Feltro) dove edificò un convento e una chiesa. Quest'insediamento sul Monte Feliciano prenderà poi il nome di San Leo.
Il vescovo di Rimini, Gaudenzio, convocò Leo e Marino per esprimergli la sua riconoscenza. Poi consacrò il primo sacerdote e il secondo diacono.
Dopo la morte di Leone il suo corpo viene deposto in un sarcofago di pietra (di esso si conserva tutt'oggi il coperchio nel Duomo). Attualmente le sue reliquie sono conservate nella Chiesa di Santo Stefano a Ferrara, dove vi vennero trasferite dalla sede vescovile di Voghenza nel 1083.[1]
1. ^ SAN LEONE (Sacerdote), su diocesi-sanmarino-montefeltro.it. URL consultato il 6 maggio 2016.

TRATTO da
http://www.diocesi-sanmarino-montefeltro.it/la-diocesi/santi-e-beati/

Patrono della Diocesi e Titolare della Cattedrale (IV secolo) in San Leo.
Leone viene a Rimini per lavoro e per sfuggire alla persecuzione con Marino, compatriota e amico fraterno, entrambi originari di Arbe (Rab ex Jugoslavia).
Provetto nell’arte d’intagliare la pietra, è sovrintendente ai lavori ed ha modo di aiutare e difendere i lavoratori.
Recatesi con Marino sul Titano per estrarre pietre, si innamora della solitudine e del silenzio di quell’altura.
Dal Vescovo di Rimini viene chiamato presso di lui per la fama di santità e ordinato sacerdote.
Dopo alcuni anni di fraterna consuetudine con Marino, se ne distacca, per amore di solitudine o per diversità di carismi. Sceglie la selvatica rocca feretrana (S. Leo), che diventa teatro della sua santità e dei suoi miracoli. Fissa la sua dimora presso la sorgente che scaturisce in quella piccola valle, che sarà poi chiamata “Santa”.
Con i discepoli che spontaneamente si raccolgono attorno a lui costituisce la prima comunità cristiana che sarà il primo nucleo della Diocesi di Montefeltro, che lì ebbe sede fino al XVI secolo.
Lo spirito di Leone, che anticipa quello benedettino di “Ora et labora” è magnificamente espresso nell’epigrafe sul coperchio del suo sarcofago, che la tradizione vuole scalpellato da lui stesso: Dum vixi, hoc amavi, hoc dixi, hoc scribsi: omnes dicamus dea gratias semper… haec requies mea in saeculum saeculi hic habitabo quoniam preelegi eam orate dominum semper, orate dominum semper.
Il suo corpo fu trafugato per devozione dal santo imperatore tedesco Enrico II, detto il Pio, che avrebbe voluto trasferirlo in Germania. Ma, narra la leggenda, che giunto nel Polesine sia per gli acquitrini, sia per l’eccessivo peso, fu costretto ad abbandonarlo in quel di Ferrara, a Voghenza. Altri sostengono che le reliquie possono essere ancora nascoste a S. Leo.
Sulla sua tomba sorsero i due meravigliosi monumenti che sono la Pieve e il Duomo.
Luogo meno conosciuto, ma di grande fascino e suggestione è la così detta “Fonte di S. Leone”.
La festa liturgica si celebra il 1° agosto

Tratto da
http://ricerca.gelocal.it/lanuovaferrara/archivio/lanuovaferrara/2007/02/13/UP4PO_UP407.html

Voghenza ha come patrono un Santo venuto da lontano, San Leo, che nel calendario liturgico ricopre un'importanza notevole. Era l'anno 257 d.C., quando due cristiani, Leone e Marino, provenienti dall'Isola di Arbe in Dalmazia, giunsero a Rimini per l'opportunità di lavorare come scalpellini nei diversi cantieri aperti. I due santi, dicevano scalpellini, oltre all'antico lavoro, svolgevano anche la predicazione del cristianesimo e per sfuggire all'ordine di persecuzione dell'imperatore Diocleziano si rifugiarono nel Monte Titano. Dopo alcuni anni, Leone (San Leo), con alcuni compagni, si diresse verso la rupe del Monte Feliciano, chiamato Feretrio. Qui vi costrui un piccola cella che dedicò a Dio ed un cappella; in cui, in segreto, riuniva i cristiani e da cui predicò il Vangelo con grandi effetti, ed il Cristianesimo si propagò in tutta le regione.
Grazie alla sua opera fu creata la Diocesi di Montefeltro, antico nome dell'attuale città di San Leo, con a capo Leone, ordinato vescovo. Leone è considerato, per tradizione, il primo Vescovo del Montefeltro, anche s'è l'istituzione ufficiale della Diocesi è avvenuta nell'anno 826 d.C. San Leo mori nel 360 d.C

 

 

 


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