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02.08: RITROVAMENTO DELLE RELIQUIE DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

 




 

02.08: RITROVAMENTO DELLE RELIQUIE DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

Secondo la celebre lettera del prete Luciano (scritta alla fine del 415) gli Ebrei lasciarono il corpo di Stefano esposto alle belve, ma per volere di Dio nessun animale lo toccò. Gamaliele, che aveva simpatia per i discepoli di Cristo, commosso dalla sorte del Diacono, convinse i cristiani a seppellirlo in segreto in un luogo poco distante da Gerusalemme, detto Caphargamala. I cristiani fecero come aveva suggerito Gamaliele e seppellirono Stefano dopo aver fatto solenni riti funebri. In questo luogo il corpo del Santo rimase come dimenticato per circa quattrocento anni. Tuttavia questo non deve sorprendere, in primo luogo perché il culto dei martiri iniziò solo nel II secolo e si sviluppò dopo il IV in seguito all’ottenimento della libertà religiosa; in secondo luogo perché Gerusalemme subì una completa distruzione prima nel 70 da parte di Tito e poi nel 135 sotto l’imperatore Adriano e quindi la memoria di molti era andata perduta.
Nel 415 Luciano, prete del villaggio di Caphargamala, dopo le visioni avute in sogno individuò il luogo in cui era sepolto il corpo del Protomartire. Egli descrisse il ritrovamento in una lettera scritta poco dopo gli avvenimenti.
Dopo il ritrovamento, il corpo fu traslato a Gerusalemme, per opera del vescovo Giovanni, nella data del 26 dicembre 415. Durante la traslazione una pioggia abbondante interruppe la terribile siccità che affliggeva la terra. Il corpo di santo Stefano rimase nella chiesa del Monte Sion fino al 14 giugno del 460, quando fu trasportato nella basilica fatta costruire appositamente per accogliere le reliquie del Santo dall’imperatrice Eudossia moglie di Teodosio II.
Intanto, dopo il ritrovamento del corpo, furono inviate in ogni parte del mondo le reliquie del Santo, e dovunque esse giungevano si costatavano miracoli strepitosi; di conseguenza si moltiplicavano i luoghi di culto dedicati al Protomartire. Le reliquie giunsero anche in molte chiese dell’Africa settentrionale. Anche il più che prudente sant’Agostino, convinto dagli innumerevoli miracoli, favorì l’estensione del culto del Protomartire, soprattutto con i suoi celebri Discorsi e riferendo nella sua famosa opera “La Città di Dio” i miracoli più significativi avvenuti nei nuovi santuari dedicati al Santo, compreso quello consacrato da lui stesso ad Ippona.
Secondo una pia tradizione il corpo di Stefano fu successivamente traslato a Costantinopoli e da qui trasferito a Roma alla fine del sec. VI, durante il pontificato di Pelagio II, e sistemato nella Basilica di san Lorenzo fuori le mura.

 


Δωρισε το 8 τοις χιλιοις

ΑΓΙΟΙ ΤΗΣ ΗΜΕΡΑΣ

i santi di oggi 13-08-2020

La traslazione delle reliquie di san Massimo il Confessore; San Serido di Gaza; San Doroteo di Gaza; San Dositeo; Santa Eudocia, imperatrice; Santa Irene (Xenia), imperatrice e fondatrice del monastero di Pantokrator; San Coronato, martire; Santi Pamfilo e Capitone, martiri; Santi Sergio e Stefano.

i santi di domani 14-08-2020

San Michea, profeta; San Marcello, vescovo di Apamea, ieromartire; San Ursicio, martire; San Lucio, il soldato, martire; San Simeone di Trebisonda, neomartire.

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