Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




10.08: Memoria di San Lorenzo diacono e martire

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Lorenzo diacono e martire

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/21350
Lorenzo, da ragazzo, ha visto le grandiose feste per i mille anni della città di Roma, celebrate nel 237-38, regnando l’imperatore Filippo detto l’Arabo, perché figlio di un notabile della regione siriana. Poco dopo le feste, Filippo viene detronizzato e ucciso da Decio, duro persecutore dei cristiani, che muore in guerra nel 251. L’impero è in crisi, minacciato dalla pressione dei popoli germanici e dall’aggressività persiana. Contro i persiani combatte anche l’imperatore Valeriano, salito al trono nel 253: sconfitto dall’esercito di Shapur I, morirà in prigionia nel 260. Ma già nel 257 ha ordinato una persecuzione anticristiana.
Ed è qui che incontriamo Lorenzo, della cui vita si sa pochissimo. E’ noto soprattutto per la sua morte, e anche lì con problemi. Le antiche fonti lo indicano come arcidiacono di papa Sisto II; cioè il primo dei sette diaconi allora al servizio della Chiesa romana. Assiste il papa nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra le offerte fatte alla Chiesa.
Viene dunque la persecuzione, e dapprima non sembra accanita come ai tempi di Decio. Vieta le adunanze di cristiani, blocca gli accessi alle catacombe, esige rispetto per i riti pagani. Ma non obbliga a rinnegare pubblicamente la fede cristiana. Nel 258, però, Valeriano ordina la messa a morte di vescovi e preti. Così il vescovo Cipriano di Cartagine, esiliato nella prima fase, viene poi decapitato. La stessa sorte tocca ad altri vescovi e allo stesso papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Si racconta appunto che Lorenzo lo incontri e gli parli, mentre va al supplizio. Poi il prefetto imperiale ferma lui, chiedendogli di consegnare “i tesori della Chiesa”.
Nella persecuzione sembra non mancare un intento di confisca; e il prefetto deve essersi convinto che la Chiesa del tempo possieda chissà quali ricchezze. Lorenzo, comunque, chiede solo un po’ di tempo. Si affretta poi a distribuire ai poveri le offerte di cui è amministratore. Infine compare davanti al prefetto e gli mostra la turba dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagna, dicendo: "Ecco, i tesori della Chiesa sono questi".
Allora viene messo a morte. E un’antica “passione”, raccolta da sant’Ambrogio, precisa: "Bruciato sopra una graticola": un supplizio che ispirerà opere d’arte, testi di pietà e detti popolari per secoli. Ma gli studi (v. Analecta Bollandiana 51, 1933) dichiarano leggendaria questa tradizione. Valeriano non ordinò torture. Possiamo ritenere che Lorenzo sia stato decapitato come Sisto II, Cipriano e tanti altri. Il corpo viene deposto poi in una tomba sulla via Tiburtina. Su di essa, Costantino costruirà una basilica, poi ingrandita via via da Pelagio II e da Onorio III; e restaurata nel XX secolo, dopo i danni del bombardamento americano su Roma del 19 luglio 1943.

Tratto da
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2014/8/10/SANTO-DEL-GIORNO-Il-10-agosto-si-celebra-San-Lorenzo-martire/519415/
il 10 agosto è dedicato a San Lorenzo, uno dei martiri cristiani più amati. Poco si conosce, però, della sua vita. Nacque in Spagna, ad Osca, nel 225 e si trasferì a Roma ancora molto giovane. Per la sua indole e le sue doti che lo portarono ad occuparsi dei più poveri e bisognosi, fu particolarmente apprezzato da Papa Sisto II che lo nominò diacono e gli affidò le offerte per la Chiesa da amministrare e gestire in favore di vedove, orfani e poveri. Sotto l’imperatore Valeriano ripresero, tuttavia, le persecuzioni contro i cristiani, anche se all’inizio non sembrano così violente come nel caso dei suoi predecessori. Nonostante i divieti, nel 258 i soldati romani scoprirono Papa Sisto II, Lorenzo ed altri diaconi che celebravano messa nelle catacombe di San Callisto. Tutti subirono il martirio, tranne Lorenzo che, come era noto anche all’imperatore, gestiva i tesori della Chiesa. Per questo motivo gli venne risparmiata la vita, con la speranza che egli potesse consegnare tutto ciò che aveva all’imperatore. Anzi, in particolare, gli fu promessa salva la vita se egli avesse, entro tre giorni, consegnato tutto il tesoro. A questo proposito si racconta che, sottoposto ad un duro interrogatorio per fargli confessare il luogo dove era custodito l’oro, Lorenzo portò Valeriano davanti ai suoi poveri e disse "ecco il tesoro". Fu così imprigionato nei sotterranei del palazzo di un centurione, Ippolito. Anche in questo caso Lorenzo si distinse per la sua grande umanità. Sembra, infatti, che portò consolazione e speranza agli altri detenuti, molti dei quali si convertirono al cristianesimo. In particolare a Lucillo, suo compagno di cella, cieco e malato. Lorenzo lo battezzò con dell’acqua che sgorgava dal suolo e, secondo la tradizione, egli riacquistò immediatamente la vista. Tutti questi fatti, compresa la serenità che il Santo era riuscito a portare tra i detenuti, non passarono inosservati agli occhi di Ippolito. Anch’egli rimase profondamente colpito e decise di convertirsi al Cristianesimo. Poco dopo, scoperta la sua conversione, subì un tremendo martirio. Anche Lorenzo fu condannato a morte, ma sulla tipologia del suo martirio ci sono molti dubbi. Sicuramente morì il 10 agosto del 258 e, secondo la tradizione fu arso vivo su una graticola, così viene, infatti, raffigurato in tutte le rappresentazioni pittoriche. Si racconta, ad esempio, che un soldato romano, dopo aver assistito al suo supplizio, raccolse il sangue di San Lorenzo e lo portò nel suo paese natale, Amiseno in provincia di Frosinone. Qui, ogni 10 agosto, avviene il miracolo della liquefazione del sangue, molto simile a quella di San Gennaro. I primi scritti circa il martirio di Lorenzo sono ad opera di Sant’Ambrogio il quale, raccolse tradizioni orali e racconti tramandati tra le persone, sulla cui veridicità sorgono vari dubbi. Secondo gli studiosi, infatti, sotto Valeriano non vi furono torture, quindi è probabile che Lorenzo fu decapitato come Sisto II o come San Cipriano. Non vi sono dubbi, invece, sulla data della sua morte. Egli fu sepolto sulla via Tiburtina dove l’imperatore Costantino, nel 330, fece costruire una Basilica in onore del Santo. Onorio III la ingrandì e diede la definitiva sistemazione alla sua tomba ma, durante la seconda guerra mondiale, la Basilica venne quasi totalmente distrutta nel corso di un bombardamento.

 

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 21-08-2018

San Taddeo, apostolo; Santi Bassa, Teognio, Agapio e Pisto, martiri; San Alessandro di Iconio; San Isacco di Hanak, ieromartire.

i santi di domani 22-08-2018

Santi Agatonico, Zotico, Zeno, Teoprepio, Acindino, Severiano, martiri; Santi Antusa di Seleucia, Carissimo, Neofito, martiri; San Atanasio, vescovo di Tarso; Santa Arianna, imperatrice; San Giuliano di Eliopoli, martire.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP