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10.08: Memoria di San Sisto II, Papa e Patriarca di Roma Antica e martire

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Sisto II, Papa e Patriarca di Roma Antica e martire

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/28650
Secondo il Liber Pontificalis fu eletto papa nel 257 alla morte di Stefano I. San Cipriano che lo definisce "sacerdote buono e pacifico", racconta in una lettera al vescovo africano Successo la persecuzione del 258 in seguito al secondo Editto di Valeriano. Questo prevedeva la decapitazione per vescovi, presbiteri e diaconi, e la confisca dei beni della Chiesa, compresi i cimiteri. Da Papa Damaso si sa che Sisto venne sorpreso nel cimitero, probabilmente quello di San Callisto, mentre insegnava la parola divina e fu decapitato con sei dei sette diaconi di Roma (Felicissimo. Agapito, Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano). Il settimo, il protodiacono Lorenzo, fu ucciso tre giorni dopo sulla via Tiburtina. Sisto II è sepolto nel cimitero di S. Callisto presso la cripta Santa Cecilia.
Eletto in tempo di persecuzione e ucciso per la fede sotto l’imperatore Valeriano, dopo appena undici mesi di pontificato: non poteva certo fare molte cose questo secondo pontefice di nome Sisto, già arcidiacono di Roma e probabilmente originario di Atene. Eppure, prima del martirio, un’impresa gli è riuscita: una di quelle che portano alla beatitudine proclamata nel Discorso della Montagna. Sisto II è stato un costruttore di pace. Pace tra i cristiani: difficilissima impresa già al suo tempo.
Tra le varie Chiese c’erano divergenze legate ai frequenti conflitti dottrinali, e vertevano su un punto non da poco: se un cristiano eretico vuole rientrare nella Chiesa da cui era staccato, si dovrà battezzarlo di nuovo o è sufficiente il battesimo che ha ricevuto la prima volta? La Chiesa di Roma e alcune altre in Asia e in Africa riaccoglievano ogni convertito senza ribattezzarlo, semplicemente imponendogli le mani sul capo e ungendogli la fronte col crisma. Invece altre Chiese africane – la maggior parte – dell’Asia Minore e della Siria ritenevano indispensabile un nuovo battesimo.
Ma ecco che da Roma giunge loro un severo rimprovero: il papa Vittore (predecessore di Sisto) impone a tutti di seguire l’uso romano, pena la scomunica. E questo rigore provoca l’inevitabile e gravissimo malcontento, che ricade addosso a Sisto II appena eletto; come se già non bastasse la persecuzione. Ma lui affronta la crisi nel modo giusto, lasciando cadere le minacce di scomunica. Qui non sono in gioco la fede comune: perciò ogni Chiesa o gruppo di Chiese risolva la questione in base a sue specifiche situazioni e vicende. Pace fra i cristiani, dunque, per opera di Sisto (e del vescovo Dionigi di Alessandria d’Egitto, efficace consigliere di moderazione). Ma intanto c’è la persecuzione, in due fasi. Nell’agosto 257 un primo decreto di Valeriano proibisce il culto cristiano pubblico (non quello privato) e ordina ai membri del clero di venerare con sacrifici pubblici gli dèi dell’impero, pena il domicilio coatto e i lavori forzati. L’impero, aggredito lungo il Danubio, sul Mar Nero e in Mesopotamia, ha bisogno all’interno di una rigida disciplina anche religiosa, e deve procurarsi mezzi attraverso le confische. Così, nel 258 un secondo editto stabilisce la pena di morte per il clero che non venera gli dèi, e la destituzione con sequestro dei beni per i funzionari imperiali cristiani.
E’ in base a questo secondo decreto che papa Sisto II viene arrestato, mentre predica presso il cimitero di san Callisto. I soldati hanno ordini precisi. Non si occupano dei fedeli: vanno dritti verso Sisto, che li attende fiancheggiato da due diaconi per parte. Così, sempre con loro, cammina fra i soldati fino al luogo fissato per il supplizio. E con essi viene subito ucciso.

 

TRATTO da http://www.lastampa.it/2017/09/16/vaticaninsider/sisto-ii-vescovo-pacifico-e-martire-santo-epxeBe5OMzruRF083e94QK/pagina.html
Sisto II, Papa e santo, è stato vescovo di Roma dall’agosto del 257 al 6 agosto del 258. Un periodo difficile per i cristiani e per la Chiesa, perseguitati dall’imperatore romano. Infatti, scrive Francesco Scorza Barcellona: «Il pontificato di Sisto II è contrassegnato dai due editti di Valeriano, il primo dell’agosto del 257, che vietava le riunioni dei cristiani, imponendo ai vescovi e ai presbiteri di apostatare, comminando l’esilio ai refrattari, mentre il secondo ordinava l’immediata esecuzione dei membri del clero che non si fossero sottomessi».
La cosiddetta “disputa battesimale”
Sembra che l’aspetto più interessante del pontificato di Sisto II consista nella cosiddetta “disputa battesimale”: il predecessore Stefano I riguardo a quanti erano stati battezzati da eretici o scismatici avrebbe voluto imporre la tradizione romana di ammettere costoro alla Chiesa cattolica mediante la sola imposizione delle mani, mentre altre Chiese (per esempio la Chiesa africana) consideravano non validi tali battesimi e occorreva ricorrere all’intero autentico rito. La fonte di questa notizia è la Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea (265-339), il «padre della storia ecclesiastica», che testimonia di una corrispondenza tra il vescovo Dionigi di Alessandria e Sisto II. Prendendo le mosse da una frase del diacono Ponzio, l’autore della Vita Cypriani, dedicata al vescovo Cipriano di Cartagine, si potrebbe congetturare che un uomo come Sisto II probabilmente, sulla questione della “disputa battesimale” e sul rapporto tra la Chiesa di Roma e quella d’Africa, abbia agito con magnanimità; perché Ponzio lo definisce «buono e pacifico vescovo e beatissimo martire».

Sisto e i “comites Xysti”
Sulla morte del santo Papa abbiamo la testimonianza di Cipriano di Cartagine che nel suo Epistularium ne ricorda la morte violenta, in occasione della persecuzione conseguente il secondo editto di Valeriano contro i cristiani; Sisto sarebbe morto il 6 agosto del 258 insieme a quattro diaconi: «Xistum autem in cimiterio animaduersum sciatis octauo iduum augustarum die et cum eo diacones quattuor». Come ricorda Francesco Scorza Barcellona, il cimitero senza altra denominazione è quello “per antonomasia”, cioè il cimitero di Callisto sulla via Appia, secondo l’affermazione della Depositio martyrum, e il luogo della sepoltura la cosiddetta “cripta dei Papi”.
Papa Damaso (366-384), che «onorò i sepolcri dei martiri adornandoli di versi», dedicò alcuni dei suoi epigrammi al nostro. In particolare l’epigramma 17, riguardante con alta probabilità Sisto II, presenta la seguente scena sugli ultimi istanti di vita del santo Papa: il Vescovo di Roma che insegna le cose sacre ai presenti e l’improvvisa irruzione dei soldati romani, che lo strappano dal seggio vescovile, mentre i fedeli cercano di aiutare il proprio vescovo; egli per evitare una inutile strage offre subito la propria vita facendosi decapitare. Il nome di Sisto compare in altri due epigrammi damasiani, l’epigramma 16 e l’epigramma 25, che aprono ad una questione «senza dubbio complessa e di non facile soluzione»: quella del numero dei diaconi, dei “comites Xysti” che hanno subìto il martirio con Sisto.
Conviene attenersi a quello che riporta il Martirologio Romano, alla data del 7 agosto: «Santi Sisto II, Papa, e compagni, martiri. Il Papa Sisto, mentre celebrava i sacri misteri insegnando ai fratelli i precetti divini, per ordine dell’imperatore Valeriano, fu subito arrestato dai soldati sopraggiunti e decapitato il 6 agosto; con lui subirono il martirio quattro diaconi, deposti insieme al pontefice a Roma nel cimitero di Callisto sulla via Appia. Nello stesso giorno anche i santi Agàpito e Felicissimo, suoi diaconi, morirono nel cimitero di Pretestato, dove furono pure sepolti».
Alla fine del IV secolo si fa risalire una (tradizione) che accomuna Sisto II e il celebre diacono san Lorenzo. Ambrogio di Milano, verso il 389-390, riporta un dialogo tra Sisto, che viene condotto al martirio, e Lorenzo: questi si lamenta del fatto che non può condividere con il santo Papa la gloria del martirio, Sisto gli preannuncia che ben presto – esattamente dopo tre giorni – egli avrebbe sopportato prove ben più grandi e quindi la morte. Il grande poeta latino cristiano Prudenzio, «il maggiore esponente dell’umanesimo cristiano del IV secolo», intorno al 400, nel suo inno su san Lorenzo, presenta Sisto inchiodato alla croce che consola Lorenzo e gli preannuncia il martirio dopo tre giorni.

Documenti vari
Un’altra fonte, il Liber pontificalis, nella sua prima redazione, attingendo ad una Passio vetus, fa di Sisto II un greco, precedentemente filosofo, il cui pontificato ebbe luogo ai tempi di Valeriano e Decio, mentre nella seconda redazione aggiunge che il martirio del santo Papa fu conseguenza del suo rifiuto di sacrificare agli idoli pagani; sempre secondo il Liber pontificalis, Sisto II avrebbe ordinato quattro presbiteri, sette diaconi e due vescovi. Secondo Francesco Scorza Barcellona: «La commemorazione di Sisto II alla data del 10 agosto compare anche nel Martyrologium Hieronymianum, dal quale è passata ai martirologi medievali e al Martyrologium Romanum, e si trova anche nel Kalendarium Carthaginiense e nel Synaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae. Nel Martyrologium Syriacum ricorre alla data del 1° agosto.» Oggi nel Martirologio Romano la commemorazione di Sisto II ricorre il 7 agosto. Infine, è probabilmente Sisto II e non Sisto I il santo martire ricordato nel Communicantes del Canone Romano della Messa ed esiste a Roma una chiesa dedicata a Sisto II, denominata San Sisto Vecchio, edificata, secondo la tradizione, sul luogo del martirio.

 

 

 


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