Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




L’utilità del Vicariato Arcivescovile

 Prima pubblicazzzione in – Πρώτη Δημοσίευσις ἐν:
ΕΙΣ ΤΗΝ ΔΙΑΚΟΝΙΑΝ ΚΑΙ ΤΗΝ ΠΝΕΥΜΑΤΙΚΗΝ ΚΑΙ ΚΟΙΝΩΝΙΚΗΝ ΠΡΟΟΔΟΝ ΤΟΥ ΑΝΘΡΩΠΟΥ
AL SERVIZIO DELL’UOMO E DEL SUO PROGRESSO SPIRITUALE E SOCIALE

Τόμος πρός Tιμήν τοῦ Σεβασμιωτάτου Μητροπολίτου Ἰταλίας καὶ Μελίτης κ. Γενναδίου
Volume di Riconoscenza filiale dedicato a Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

Protopresbitero Serafino Corallo

2011




 

Il tema che andrò fra poco a trattare penso sia importante vista la crescita della nostra Sacra Arcidiocesi in questi anni e le varie problematiche che si sono presentate in passato e sicuramente altre si presenteranno.     Penso sia doveroso trattare questo tema dell’utilità del Vicariato nella nostra Arcidiocesi, anche perché discuterne servirà sicuramente a migliorare la visione di ognuno di noi sul tema, e trovare insieme al nostro Pastore punti di convergenza e consigli per lavorare tutti al meglio nell’amore di Cristo. Oltretutto i Vicariati Arcivescovili sono nati nella nostra Arcidiocesi in questi ultimi 5 anni per volere del Metropolita che se li ha istituiti, lo ha fatto certamente perché servissero.
Il Vicario (vicarius) nell'Impero romano, dopo la riforma di Diocleziano, era l'alto funzionario al quale era affidata l'amministrazione civile di una Diocesi o Territorio. A partire dal Medioevo, il titolo di Vicario venne attribuito a vari funzionari, come avviene tuttora nell'ordinamento canonico della Chiesa: al riguardo si possono ricordare il Vicario Generale, il Vicario Episcopale ed altri tipologie di Vicariato nella Chiesa Cattolica (Apostolico, Parrocchiale). Nel caso specifico della nostra Arcidiocesi il Vicariato è l'organo incaricato in via preventiva e generale ad esercitare, quale supplente, le piccole competenze spettanti al Metropolita a seguito dell'impossibilità di quest'ultimo di operare per assenza, o impedimento ad essere presente sempre, in un vasto territorio come l’Italia; ognuno di noi sa benissimo il grande impegno del nostro Metropolita in questi anni, impegno che è sicuramente molto più grande di qualsiasi altro Metropolita, specialmente per la presenza del continuo rapporto con il Papa e i vari Vescovi Cattolici, oltre che con le comunità Ortodosse sparse sul vasto territorio e non ultima il Consiglio Episcopale Ortodosso, di cui è Presidente.
Ora iniziamo dal Vicario Generale (Πρωτοσύγκελλος), che è il collaboratore più stretto del Metropolita, da Lui personalmente scelto, e che rappresenta il Metropolita su tutto il territorio. Lui, essendo a Venezia, dove è la Sede di Sua Eminenza, assiste all’amministrazione dell’Arcidiocesi, svolgendo ogni attività che il Metropolita stesso affida a lui, come per esempio l’organizzazione della vita pubblica e delle attività pastorali a livello diocesano, il coordinamento dei vari Vicari Arcivescovili ecc.
L’utilità dei Vicari Arcivescovili (Ἀρχιερατικοί Ἐπίτροποι) è subordinata al territorio loro assegnato. In suddetto territorio sono liberi di muoversi, e il loro compito è fare crescere la rispettabilità da parte delle autorità civili e della Chiesa Cattolica Latina, verso il Metropolita e la nostra Arcidiocesi.
Ma come comportarsi per ottenere buoni risultati ed essere utili? Secondo la mia esperienza pluritriennale di Vicariato Arcivescovile bisogna oltre che mantenere buoni rapporti, creare nuove comunità e chiedere nuovi luoghi di culto alla chiesa Cattolica, perché non dobbiamo dimenticare il canone 28; noi abbiamo il dovere di pascere il gregge multietnico che vive in Italia e aiutati dai Sacerdoti presenti sul territorio del vicariato, servire altre comunità in altri luoghi fuori dalle parrocchie di appartenenza, anche saltuariamente ma con cadenza continua sperando con fede che il buon Dio mandi altri operai per aiutarci; essere insomma precursori della futura Italia ortodossa e non dimenticando che molti dei nostri figli e dei figli dei nostri parrocchiani in un futuro non lontano avranno bisogno di guida pastorale e spirituale, altrimenti si perderanno o saranno preda di altre confessioni. Insieme agli altri Sacerdoti occuparsi proprio di questi giovani organizzando incontri di tutte le parrocchie del territorio in modo da fare crescere l’Ortodossia nel loro cuore con varie attività inerenti alla vita parrocchiale.
Altro aiuto e utilità è mantenere buoni rapporti con i rappresentanti degli altri Patriarcati presenti in Italia; ben sappiamo tutti che questo è un problema molto sentito in tutte le nostre parrocchie specialmente con la chiesa Rumena.
Ottenere per l’Arcidiocesi sovvenzioni da vari enti comunali o statali ma con accortezza perché vi sono parecchie problematiche per ottenerle, e comunque, se riusciamo a trovare strade alternative per avere aiuto economico, bisogna sempre informare il Metropolita, e chiedere come fare per non compromettere il suo buon nome e quello dell’Arcidiocesi, oggi è molto facile trovarsi invischiati nella burocrazia, nella politica e rimanere compromessi.
L’utilità dei Vicariati Arcivescovili inoltre funziona se tutti e non solo i Vicari preposti, lavorano non solo per la singola Parrocchia che è stata data in affido, ma cercando soluzioni, idee e interessi comuni in modo da alleviare il peso della gestione al Metropolita ed al Vicario Generale; negli stessi atti degli apostoli è scritto questo, “tutti lavoravano per aiutare gli Apostoli nella gestione e crescita della Chiesa”. Inoltre per essere utile il Vicariato Arcivescovile non deve essere visto come ente superiore insieme al Vicario preposto e per questo ignorato o addirittura ostacolato, ma deve essere visto come organo di difesa, liberatoria da piccoli problemi da demandare al Vicario, organizzazione e punto di riferimento. Tutto questo può avvenire solo con l’aiuto e l’apertura di tutto il clero della sua zona, non dimenticando che tutto e tutti dipendiamo dal Metropolita, a cui spetta comunque l’ultima decisione, anche perché ogni Vicario deve sempre essere in stretto contatto con Lui specialmente nelle decisioni più importanti.
I Vicari Arcivescovili hanno un compito molto limitato di azione e per questo tutto è subordinato ai vari contatti e alla rappresentanza di Sua Eminenza. Vorrei fare un esempio: nel Patriarcato di Mosca l’utilità del Vicariato Arcivescovile è amministrata in altro modo. Il Vicario (Blagocinni in Russo) visita una volta al mese le Parrocchie del territorio affidatogli dal Vescovo, per ritirare la parte di denaro spettante alla Diocesi ma con la comprensione e valutazione della grandezza e crescita della parrocchia, riunisce una volta al mese i sacerdoti per parlare delle varie problematiche, si ricorda delle varie ricorrenze come onomastici del clero e delle loro famiglie, delle feste parrocchiali, cercando di essere presente sempre per portare il saluto e l’amore del vescovo. Periodicamente viene convocato dal Metropolita o dal Vescovo con gli altri Vicari per discutere le problematiche e poi il Vescovo riunisce una volta l’anno così come noi tutto il clero.
Solo ascoltando e rispettando il nostro Metropolita e le sue decisioni, i Vicariati Arcivescovili ed i Vicari preposti, se lavoreranno e saranno sostenuti moralmente dal clero, diventeranno utili, altrimenti rimangono solo titoli sulla carta ad utilità zero per la Sacra Arcidiocesi.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 24-07-2019

i santi di domani 25-07-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP