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25.08: Memoria dei Santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, martiri a Roma

 




 

Santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, Martiri a Roma.

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/91784
La loro passio, pervenutaci in varie redazioni, racconta che vissero al tempo dell’imperatore Commodo (180-92). Per seguire i consigli evangelici distribuirono ai poveri i loro averi. Quando l’imperatore ordinò un pubblico atto di culto in onore di Giove ed Ercole, essi non solo rifiutarono, ma anche intensificarono la loro propaganda cristiana. Convertirono al Cristianesimo anche il senatore Giulio, che pure si affrettò a distribuire le sue ricchezze ai poveri: il giudice Vitellio lo condannò ad essere ucciso a vergate. Eusebio e i suoi compagni ne seppellirono il corpo con onore.
Vitellio li fece arrestare e li sottopose ai supplizi del cavalletto, dello stiramento dei piedi, della bastonatura e del fuoco ai fianchi. Un angelo scese a medicare le loro orrende ferite. Lo vide Antonio (o Antonino), uno dei carnefici; si converti e poco dopo suggellò col sangue la sua fede recente. Eusebio ebbe la lingua strappata dalle radici, eppure continuò a parlare e, messo di nuovo in carcere insieme coi compagni, continuò la predicazione e i miracoli, cosi che si convertì il sacerdote pagano Lupolo e, seguendo il suo esempio, lo stesso carceriere. Vitellio, allora, ricevuti ordini dall’imperatore, comandò fossero uccisi dai colpi di una sferza munita di pallottole di piombo. Era il 25 agosto. Il prete Rufino ne raccolse i corpi e li seppelli in una cripta tra la via Aurelia e quella Trionfale, al sesto miglio da Roma.
Già il Tillemont aveva messo in dubbio il valore storico di questo racconto; lo difese invece il bollandista Stilting negli Acta Sanctorum Augusti mentre i recenti Bollandisti nel Commento al Martirologio Romano, giudicano fittizia la passio, ma accettano quel che dice a proposito della data e del luogo di deposizione dei quattro martiri. Fu Adone ad introdurre questi nomi nel suo Martirologio riassumendo il racconto della passio. Il suo elogio, compendiato da Usuardo, passò tale e quale nel Martirologio Romano, al 25 agosto.
Una lapide della basilica di S. Lorenzo in Lucina ricorda che, in occasione della consacrazione di quella basilica da parte del papa Celestino III, il 26 maggio 1196, furono poste nell’altare maggiore, insieme con molte altre, anche le reliquie “Pontiani, Eusebi, Vincenti et Peregrini”. Invece Adone, nella seconda edizione del suo Martirologio, aggiunse all’elogio dei quattro martiri, la notizia che nell’865 “largitione pape Nicolai membra” (reliquie?) dei santi Eusebio e Ponziano vennero portate a Vézelay e a Pothières “in monasteriis sancto apostolo Petro voto religioso collatis”, ove erano venerate. Della traslazione resta un’ampia relazione. Anche la città di Lucca si vanta di possedere nella chiesa monasteriale di S. Ponziano il corpo del martire romano titolare e ne celebra la festa il 25 agosto. Vi sarebbe stato portato nel sec. X: probabilmente anche qui si tratta soltanto di reliquie.

Tratto
Da http://www.enrosadira.it/santi/e/eusebio-ponziano-vincenzo-pellegrino.htm
Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino , santi, martiri a Roma, furono sepolti dal prete Rufino in una cripta tra la via Aurelia e quella Trionfale, al sesto miglio da Roma. Rinvenuti il 15 ottobre del 1112 dal presbitero Benedetto sotto un altare di una chiesa dedicata a S. Stefano, in località detta Acqua Traversa, furono traslati a S. Lorenzo in Lucina e qui ritrovati nel 1605. Reliquie di Vincenzo vengono indicate da P. Lugano (1960) a S. Stefano Rotondo al Celio. Quelle di Eusebio e Ponziano si vogliono anche, dal 865, a Vezelay e a Pothiers. Lucca vanta il possesso del corpo di Ponziano nella chiesa a lui intitolata, ma con probabilità si venera solamente una parte di esso.

Martirologio .Romano .: 25 agosto - A Roma i santi martiri Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, i quali, sotto l'Imperatore Commodo, furono prima stesi sull'eculeo e stirati con nervi, e quindi percossi con bastoni e bruciati ai fianchi; e, poichè perseveravano fedelissimamente nella confessione di Cristo, furono battuti con flagelli piombati finchè spiraron

 

 


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