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27.08: Memoria dei Ss. Narno primo vescovo di Bergamo e Giovanni vescovo di Pavia

 




 

San Narno primo vescovo di Bergamo

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/38000
Frate Branca da Gandino (sec. XIII) è il più antico scrittore che menzionò s. Narno; pose il santo come vescovo di Bergamo, dopo la persecuzione di Diocleziano.
Tenne la carica episcopale probabilmente verso la metà del secolo IV, secondo alcuni studiosi negli anni 334-345 e che fu s. Ambrogio a consacrarlo terzo vescovo di Bergamo.
È incerto il luogo della nascita, chi dice Castione, chi Ogna, chi Villa d’Ogna, ma si propende per Ogna (Bergamo); si ritiene che abbia fatto costruire la primitiva basilica alessandrina, della quale sarebbe stata promotrice santa Grata.
Morì nella sua sede di Bergamo, verso il 345 e sepolto a quattro metri di profondità dal coro, nella cripta dell’antica chiesa alessandrina, che era il ‘martyrium’ di s. Alessandro e insieme cattedrale e lì fu onorato di un altare e ogni anno venerato con solenni liturgie.
Nel 1561 si dovette abbattere, per ordine della Serenissima, l’antica basilica di S. Alessandro e le reliquie di s. Narno, insieme a quelle del successore s. Viatore e di altri santi, furono trasferite alla chiesa di S. Vincenzo, odierna cattedrale di S. Alessandro, dove tuttora sono venerate.
Durante questi lavori si trovò una lapide antica che indicava il luogo dove erano sepolti, sia s. Narno sia s. Viatore indicando, naturalmente in latino: “episcopus Narnus Christi Confessor” cioè s. Narno ha il titolo di ‘Confessore’ che anticamente comprendeva anche i martiri, si pensa che forse aveva subito maltrattamenti in gioventù, durante la persecuzione di Diocleziano.
Nei secoli successivi vi furono altre quattro ricognizioni delle reliquie; in un calendario del secolo XI e in uno del secolo XIII, di proprietà del monastero di S. Grata, la festa di s. Narno è posta al 27 agosto, data che poi è passata in altri ‘Cataloghi’ e anche nel ‘Martirologio Romano’.
Sulla figura del vescovo di Bergamo, esiste una vasta bibliografia, come pure una discreta antica iconografia.
Nella diocesi di Bergamo la sua memoria si celebra il 15 gennaio

Tratto da
http://www.bergamopost.it/vivabergamo/santi-che-da-citta-alta-vegliano-su-bergamo/
E di San Narno e San Viatore cosa sappiamo? Questi strani nomi non vi dicono nulla? Mai gettato l’occhio curioso nel passaggio della Curia di Bergamo, tra piazza Santa Maria Maggiore e Duomo, all’interno della bifora, o in Santa Maria Maggiore? Forse no, ormai sono talmente antichi da essere stati dimenticati. In ogni caso sono balzati agli onori della cronaca nel 1291, quando furono rinvenuti in cattedrale con Proiettizio, Esteria e Giovanni, tutti raccolti sotto una lapide che li proclamava martiri, uccisi durante la loro predicazione. Furono i primi vescovi di Bergamo, ma il loro culto, così come quello degli altri che conosceremo tra poco e considerati locali (Domno, Domneone, Eusebia), venne abbandonato quando negli anni Sessanta del secolo scorso venne riformato il calendario

Tratto da
https://wikivividly.com/lang-it/wiki/San_Narno
Il frate francescano Branca da Gandino, il più antico scrittore che menzionò il santo, in un Leggendario del XIII secolo, lo pose come vescovo di Bergamo, dopo la persecuzione di Diocleziano, ma non vi sono documenti che testimoniano quanto scritto dal francescano e che confermino la storia del santo[1].
Narno nacque probabilmente a Ogna[2], paesino in Val Seriana, (Bergamo) e secondo la leggenda sarebbe stato battezzato e ordinato vescovo da San Barnaba[3], il primo evangelizzatore di Bergamo. Si pensa che Narno abbia aiutato Santa Grata nella costruzione della primitiva Basilica di Sant'Alessandro.
Il Muzio nel suo Sacra Istoria di Bergamo, narra che il vescovo, compì un viaggio a Santiago di Compostela. Tornò stanco e vecchio, desideroso di nominare il suo successore; ricevette la visita del vescovo di Brescia, San Viatore, e a questi chiese di lasciare la diocesi bresciana e di prendersi in carico il suo gregge, accentando il Viatore divenne il secondo vescovo di Bergamo[4]. Morì nella sua sede vescovile, verso il 345, e fu sepolto nella cripta dell'antica basilica alessandrina, che era la cattedrale.
Il giorno della festa del santo, era usanza bere l'acqua della fonte presente vicino alla chiesa, la cui credenza popolare attribuiva miracolosi poteri taumaturgici[5]
Culto
Nel 1561 la basilica fu abbattuta, durante la costruzione delle mura venete, le reliquie di San Narno, insieme a quelle del suo successore San Viatore e di altri santi, furono trasferite alla chiesa di San Vincenzo, che è l'odierna cattedrale di Sant'Alessandro, sotto l'altare maggiore, dove sono ancora venerate. La festa di San Narno ricorre il 27 agosto. Tra le sette pale del coro della cattedrale, vi è quella intitolata alla Consacrazione Episcopale del primo vescovo di Bergamo ad opera di Francesco Polazzo[6], che raffigura il santo mentre viene consacrato.
Note
1. ^ Bruno Caccia, L'antica cattedrale di San Vincenzo martire in Bergamo, Bergamo, Bolis edizioni, 2015.
2. ^ Muzio, p.6
3. ^ Muzio, p.2
4. ^ Muzio, p.13-16
5. ^ p.270 Massimo Firpo, Vittore Soranzo vescovo ed eretico, Loterza, 2009.
6. ^ Cattedrale di Bergamo, Cattedrale di Bergamo. URL consultato il 14 settembre 2016.

 

 

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San Giovanni vescovo di Pavia

Tratto da
http://www.santiebeati.it/dettaglio/67730
San Giovanni I è il ventisettesimo vescovo di Pavia. Nella cronotassi ufficiale viene eletto vescovo dopo un periodo in cui fu la diocesi fi amministrata dal benedettino Waldo di Reichenau e precede il vescovo Sebastiano.
Secondo la serie dei vescovi descritta dallo studioso E. Hoff, e secondo il catalogo di vescovi pavesi, scoperto “ex vetere libello” ed inserito in un registro del capitolo della cattedrale dal canonico A. Beretta, governò la diocesi per tredici anni dall’812 all’825.
Di questo vescovo conosciamo solo il nome.
Si presume che sia stato sepolto nella cattedrale di Santo Stefano, anche se in realtà la sua tomba non fu mai ritrovata.
Il martirologio romano fissa la sua festa nel giorno 27 agosto.

 

 

 


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