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Sui Canoni di San Giovanni il Digiunatore

 

Traduzione a cura di Giovanni Fumusa




 

Sui Canoni di San Giovanni il Digiunatore

Tratto da: https://www.johnsanidopoulos.com/2010/09/on-canons-of-saint-john-faster.html
Traduzione a cura di Giovanni Fumusa

San Giovanni IV il Digiunatore, Patriarca di Costantinopoli (582-595), è noto nella Chiesa Ortodossa come compilatore di un nomocanone penitenziale che è giunto fino a noi in varie versioni, pur avendo un’unica e identica base. Si tratta di istruzioni per i sacerdoti su come ascoltare la confessione di peccati segreti, sia che essi siano già stati commessi, o che si tratti semplicemente di peccati di intenzione.
Le antiche norme della chiesa affrontavano la modalità e la durata delle penitenze pubbliche, stabilite per peccatori ovvi ed evidenti. Ma fu necessario adattare queste norme per la confessione segreta di cose nascoste. San Giovanni il Digiunatore pubblicò il suo nomocanone penitenziale (o “Canonaria”) affinché la confessione dei peccati segreti, sconosciuti al mondo, testimoni già la buona propensione del peccatore e della sua coscienza a riconciliarsi con Dio, per cui il santo ridusse le penitenze dei Padri antichi di metà o più.
Peraltro, stabile in maniera più precisa il carattere delle penitenze: digiuno severo, compimento quotidiano di un dato numero di prostrazioni a terra, la distribuzione dell’elemosina, ecc. La durata della penitenza è determinata dal sacerdote. Lo scopo principale del nomocanone compilato dal santo Patriarca consiste nell’assegnare penitenze, non semplicemente secondo la gravità dei peccati, ma secondo il grado di pentimento e dello stato spirituale della persona che confessa.
Tra i Greci, e più tardi nella Chiesa Russa, le regole di San Giovanni il Digiunatore sono onorate sullo stesso livello “con altre norme sante” ed i nomocanoni del suo libro sono considerati “applicabiili in tutta la Chiesa Ortodossa.” San Nicodemo l’Aghiorita (14 Luglio) lo incluse nel Manuale per la confessione (Exomologitarion), pubblicato per la prima volta nel 1794, e nel Pedalion, pubblicato nel 1800.
La prima traduzione in slavo fu compiuta molto probabilmente dal Santo Isoapostolo Metodio, allo stesso tempo produsse il Nomocanone in 50 Titoli del santo Patriarca Giovanni Scolastico, il cui successore sulla cattedra di Costantinopoli fu San Giovanni il Digiunatore. Questa antica traduzione fu conservata nella Rus’ nel “Pedalion di Ustiug” del XIII secolo, pubblicato nel 1902.
A partire dal XVI secolo, nella Chiesa russa, il nomocanone di San Giovanni il Digiunatore circolò in un’altra edizione, compilata dai monaci e dal clero del Monte Athos. In questa forma fu pubblicata ripetutamente nella Lavra delle Cave di Kiev (nel 1620, 1624, 1629).
A Mosca, il Nomocanone Penitenziale fu pubblicato sotto forma di supplemento al Trebnik (“Il Libro delle Necessità”) sotto il Patriarca Ioasaf nel 1639, sotto il Patriarca Giuseppe nel 1651 e sotto il Patriarca Nikon nel 1658. L’ultima edizione da quegli anni è quella stampata nel Grande Libro delle Necessità. Un’edizione erudita del nomocanone con testi paralleli in greco e slavo con un dettagliato commento storico e canonico fu pubblicato da A. S. Pavlov (Mosca, 1897).

 


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