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30.06: Memoria delle sante Attinia (Actinèa) e Greciniana

 




 

La verità sulle sante Attinia e Greciniana

da: Il Tirreno


VOLTERRA.«...Imperciocché in Volterra erano in quell'epoca due vergini, le quali servivano sempre dio...dicevano con intrepidezza di essere cristiane...l'una aveva nome Attinia e l'altra Greciniana». Inizia così il racconto di Lodovico Falconcini, un illustre volterrano che narra di due donne che in uno dei momenti più funesti per la fede cristiana decisero di continuare a servire dio, e rifiutando una vita dedita ai rituali pagani, affrontarono la morte.
Il fatto avvenne intorno al 303, anno del primo editto di persecuzione di cristiani promulgato dall'imperatore Diocleziano. L'editto aprì un decennio di sanguinose morti anche in Etruria, che non risparmiò le sante volterrane.
Di queste martiri, del loro estremo sacrificio, del segno che hanno lasciato nelle testimonianze della fede cristiana si è parlato nel convegno di studi organizzato dalla diocesi e dall'Accademia dei sepolti di Volterra. Le relazioni hanno fatto luce su una storia vissuta più di 1700 anni fa, cercando di focalizzare l'inquadramento storico, gli aspetti teologici e il riflesso di quell'evento nell'espressione artistica della fede.
Non è mancato il sostegno scientifico, in una inedita relazione dell'equipe dell'università di Pisa sulla «Ricognizione delle reliquie delle sante», commissionata dalla diocesi. Che, con una scelta per certi aspetti coraggiosa ha concesso un'analisi completa dei resti scheletrici delle martiri.
I risultati esposti dal professor Gino Fornaciari in parte confermano i dati tramandati della tradizione agiografica, come il sesso femminile e l'assenza di segni di parto. In parte ci offrono scoperte inattese e dettagli curiosi: come i denti che presentando segni di carie indicano una ricca e raffinata alimentazione, o la piccola statura delle donne, che sfiorava il metro e cinquanta. Ma la notizia che ha lasciato di stucco i presenti è stata senza dubbio la rivelazione della vera età delle martiri, credute poco più che bambine. Infatti se per Attinia con i suoi venticinque anni il dato non è poi così lontano, per Greciniana siamo di fronte a un forte contrasto con la tradizione visto che le indagini la presentano come una signora di mezza età, sofferente di artrosi all'anca destra. Sono discordanze comprensibili tenuto conto delle testimonianze così remote.
Ma un errore di trascrizione non muta minimamente la sostanza dell'evento. «Un lembo squarciato in cielo cupo di bronzo - per il vescovo di Volterra Mansueto Bianchi - il martirio, come memoria del passato, come coscienza del presente, della nostra identità, e come profezia per l'avvenire». Per conoscere e capire a fondo le vicende di queste due «bimbe» (come sempre le chiameranno affettuosamente i volterrani) è in edicola il libro di Alessandro Furiesi «Le sante Attinia e Greciniana, vergini e martiri volterrane».

 


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