Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




20.07: memoria della nostra veneranda madre Marina, Pazza per Cristo

 

Archimandrita Antonio Scordino




 

La veneranda nostra madre Marina, pazza per Cristo, nacque nel 1062 a Scanìo (verosimilmente un sobborgo di Messina) dalla famiglia Pandariti. Una famiglia che mi piace immaginare originariamente formata da quel Pandareo che, per sfuggire all’ira di Zeus, fuggì da Creta e si rifugiò in Sicilia. La Vita di Marina racconta che la madre le insegnò la pittura tessile e la istruì nella religione ortodossa, che si conviene ai cristiani ed è la più amata. Sin da giovane scelse la Pazzia per Cristo: una volta schiaffeggiò una sua compagna di giochi, così, senza apparente motivo; in realtà quella poverina era posseduta da un demonio. Fattasi tagliare i capelli, prese il nome di Marina e si diede all’esicasmo in un piccolo kellìon: coloro che erano oppressi da febbri o infiammazione agli occhi, o tumori, o mal d’orecchio, artrite e altre malattie, si rivolgevano a lei con fiducia. Per sfuggire alla fama da cui era circondata, partì tutta sola – travestita da uomo – alla volta di Tripoli di Siria. Qui fu ospitata dal vescovo; ottenuta la sua benedizione, raggiunse a piedi Gerusalemme, e trascorse tre anni in un monastero lungo il Giordano, il più santo tra i fiumi. Tornata in Sicilia, scoprì che i genitori erano morti, e di nuovo pellegrinò a Gerusalemme. Vissuta colà per cinque anni, Marina ha una divina visione che le dice di tornare in Sicilia, perché bisognava che lasciasse questa vita al più presto. Dopo soli sei mesi dal ritorno in patria, partì infatti per la patria celeste. Fu seppellita nel tempio della Theotokos, nel suo stesso villaggio, ma dopo alcuni anni le sue reliquie furono traslate in un oratorio a lei dedicato. Fin qui, fedelmente sunteggiata, la breve Vita: l’oratorio in cui erano deposte le reliquie, forse è quella chiesa di Santa Marina de Cunta (in territorio di Castanea, alla periferia di Messina) che poi fu usurpata. La chiesa oggi è scomparsa, come scomparse sono le reliquie, a meno che non siano della nostra santa quelle che alcuni frati Carmelitani portarono a Sciacca, dicendo che erano di una santa carmelitana di nome Angela: gli stessi Carmelitani pare abbiano copiato – nel 15° secolo – la Vita di santa Marina, attribuendola a una fittizia Angela di Boemia, descritta come monaca carmelitana morta a Praga nel 1243 (ma il ramo femminile dei Carmelitani fu fondato secoli dopo). Gli stessi Carmelitani, nel 15° secolo attribuirono le reliquie di uno sconosciuto martire conservate nella città di Eknomos [Licata, AG] a un ‘carmelitano’, chiamato con poca inventiva Angelo, la cui ‘Vita’ sarebbe stata scritta nientemeno che dal patriarca Enoch attorno al 1225 (sic).

 


OFFRO 8 PER MILLE PER LA SALVEZZA DEL CREATO

Santi di oggi

i santi di oggi 05-10-2022

Notice: Undefined variable: nome in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlb8YvzQ on line 37

i santi di domani 06-10-2022

Notice: Undefined variable: nome2 in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlb8YvzQ on line 65

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP