Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




L’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea

 

Metropolita Gennadios Arcivescovo Ortodosso d'Italia e Malta

2010




 

 Innanzitutto il tema “L’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea” presenta le due meravigliose realtà della vita e dell’attività del sacerdote-pastore, “ruolo” e “missione”, realtà che devono fondarsi, naturalmente, non sulla sapienza del mondo, ma sulla predicazione dell’Apostolo Paolo, che è predicazione di Cristo, vale a dire della “Parola di Dio” (Logos Theou) “ e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.”  
    Questa indubitabile verità è confermata se prendiamo in considerazione quanto San Giovanni Crisostomo, uno dei più importanti Padri e scrittori della Chiesa Indivisa, ha scritto nei suoi discorsi sul sacerdozio dove sostiene che il sacerdozio costituisce la più alta guida spirituale sulla terra. Con maggiore precisione afferma: “essi, infatti, pur abitando sulla terra e vivendo sulla stessa, hanno ricevuto il permesso di governare cose celesti ed un potere, che Dio non ha concesso né agli angeli, né agli arcangeli”.
    Il testo dei suoi discorsi mostra chiaramente in modo meraviglioso non solo l’indicibile grandezza e prestigio del sacerdozio, ma anche la sua divina sacralità, per tale motivo deve essere nelle mani di Dio come “vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona.”   Contemporaneamente un accurato studio dei suoi discorsi permette di scoprire l’abbondanza delle qualità e le capacità che deve avere il sacerdote-pastore per adempiere pienamente i suoi numerosi doveri sacerdotali, pastorali, spirituali e sociali.
Qual è, dunque, la Missione del sacerdote-pastore e quali i suoi principali impegni-doveri?
1. La costruzione.
La costruzione del proprio gregge è il suo primo e principale impegno-dovere della missione del sacerdote. L’Apocalisse sotto il significato di “costruzione” intende le forze soprannaturali; “se davvero avete già gustato come è buono il Signore. Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo”, scrive l’Apostolo Paolo.   
    Sotto questo significato morale e soprannaturale col termine “costruzione” è inteso secondo il pensiero del grande Apostolo delle nazioni questa realtà: “siamo, infatti, collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio”  
    Il mezzo principale nell’opera di costruzione, come appare in Geremia, e, tramite lui, al sacerdote-pastore di oggi, è la Parola di Dio e la sua invincibile forza soprannaturale.
2. Il ruolo del Sacerdote-pastore.
    Anche il suo ruolo è divino ed unico; “opera per comando  e trasmette lo spirito e la vita di Dio  . Opera ed ha potere come l’architetto che costruisce case o come il giardiniere che abbellisce il giardino. Una sola Parola, di minaccia o di salvezza nella sua bocca non è un suono vuoto o un suono di una bolla, ma è vera forza, energia, azione e realizzazione.
Anche il compimento e l’esecuzione di quanto il sacerdote-pastore annuncia, la sua parola è parola divina e di conseguenza è forza divina, spirito e vita, fatto che sottolinea ed elogia il suo ruolo. Ecco cosa scrive il Profeta Geremia: “Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e il Signore mi disse: «Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.”, “Io poserò lo sguardo sopra di loro per il loro bene; li ricondurrò in questo paese, li ristabilirò fermamente e non li demolirò; li pianterò e non li sradicherò mai più.”  Anche l’Apostolo Paolo nella sua 2 Lettera ai Corinzi testimonia e mostra questa verità. Il sacerdote-pastore è nella sua chiesa come San Paolo a Corinto. “In realtà, anche se mi vantassi di più a causa della nostra autorità, che il Signore ci ha dato per vostra edificazione e non per vostra rovina, non avrò proprio da vergognarmene.”, “Per questo vi scrivo queste cose da lontano: per non dover poi, di presenza, agire severamente con il potere che il Signore mi ha dato per edificare e non per distruggere.”  
Ogni costruzione del sacerdote-pastore deve avere come base e fondamento in Cristo, poiché come sapiente architetto secondo la grazia che gli è stata concessa da Dio di porre le fondamenta; uno costruisce: “Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.”  E’ verità indiscutibile il fatto che “Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.” .
Se riflettiamo sulla Lettera agli Efesini  potremo facilmente comprendere lo scopo secondo la vocazione e la missione del sacerdote-pastore: “È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo”.
Ogni azione ed energia del sacerdote-pastore deve porre chiaramente anche il suo scopo, ma essere anche diretta ed è portata a termine da Cristo, per la costruzione del corpo di Cristo.
Conseguenze che sgorgano
dal Buon Pastore
La comunione dei fedeli è, secondo la stessa espressione dell’Apostolo Paolo, la “pienezza di Cristo”. Da ciò derivano due conseguenze per il sacerdote-pastore:
A. Prima conseguenza:
Cristo è il “Buon Pastore”.
Quando il sacerdote-pastore diventa una sola cosa con Cristo e vuole fare quanto Egli vuole, allora può dire di essere un buon pastore e può appropriarsi di questa identità divina: “È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni”  confermando il ruolo divino del pastore sacerdote. Dal “Buon Pastore” come dalla fonte di questa verità, sgorgano quattro forze spirituali, indispensabili per il felice esito dell’alto ruolo e della missione del pastore sacerdote che Cristo ha manifestato ed operato. Sono le seguenti.
1. La forza e la capacità che il sacerdote-pastore viva per la sua parrocchia-gregge, divenendo una sola cosa con essa: “… Fateci posto nei vostri cuori! A nessuno abbiamo fatto ingiustizia, nessuno abbiamo danneggiato, nessuno abbiamo sfruttato. Non dico questo per condannare qualcuno; infatti vi ho già detto sopra che siete nel nostro cuore, per morire insieme e insieme vivere.”  
2. Il vivo sentimento, la viva coscienza, di vivere per la propria parrocchia fino a sacrificarsi e giungere ad annunciare, come l’Apostolo Paolo: “Per conto mio mi prodigherò volentieri, anzi consumerò me stesso per le vostre anime. Se io vi amo più intensamente, dovrei essere riamato di meno?”  e affermare con Cristo “io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la propria vita per le pecore”
3. La conoscenza dei fedeli della sua parrocchia, del proprio gregge, secondo la parola di Gesù Cristo: “conosco le mie pecore ed esse mi conoscono, come mi conosce mio Padre ed io conosco mio Padre ed offro la mia vita per le pecore”
    A questo punto ha posto l’istruzione dei parrocchiani-fedeli riguardo alla fede e la loro perfezione: “… perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore”  Solo così presenterà la sua parrocchia matura e perfetta in tutti i settori dell’attività sociale e della pura vita cristiana.
4. L’esempio del sacerdote-pastore è sempre stato un modo estremamente espressivo, un mezzo ed un contatto meraviglioso. Gesù cristo, il capo della nostra fede, proclama: “Io sono la porta; se uno entra atraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo”
Seconda conseguenza.
B. La seconda conseguenza, importantissima per la missione e ruolo del sacerdote-pastore nella sua parrocchia, si deve al segno fondamentale del suo servizio, per l’accrescimento del gregge della sua parrocchia, secondo il volere di Dio,  ed essere “collaboratori di Dio,e voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio.”  Il continuo accrescimento in Cristo della parrocchia e la sua perpetua costruzione in lui da parte del sacerdote-pastore deve tenere ben presente la cura che ha avuto Cristo, il quale nutre e assiste la chiesa, offrendo generosamente il proprio Corpo e Sangue.
La parrocchia-gregge in cui egli servirà deve diventare una continuazione ed uno specchio del mondo interiore e della vita secondo il volere di Dio, vale a dire per mezzo dello Spirito Santo, che forgia l’uomo e la parrocchia tempio di Dio.
A questo punto l’amore riempie di sé il gregge e rende perfetta la parrocchia. La parrocchia è opera della fatica di un grandissimo amore. Il sacerdote-pastore è profondamente impegnato nell’opera della fede, dell’amore e della speranza.  Dal momento che è questa la situazione nella parrocchia, il sacerdote-pastore entra e si rende conto di ogni piccolo particolare della vita sociale della vita dei parrocchiani-gregge, per quanto egli è loro padre e guida. Non può, tuttavia, affermare mai di aver concluso la propria opera e di essere pronto. Ogni parrocchia, piccola o grande, si accresce nel corso del tempo come anche si accresce stabilmente la Chiesa di Cristo, che è il suo capo, e “le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
Il sacerdote-pastore nella società contemporanea.
Le parole di Cristo rivolte ai suoi discepoli “ insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.”  , abbracciano la sostanza ed il contenuto della missione del sacerdote-pastore, che affronterà vecchie e nuove sfide della società contemporanea, in cui deve porsi in modo adeguato all’altezza della sua funzione divina e da essere degno rappresentante del Signore Gesù Cristo, che è divenuto per noi “sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.”  
    Deve affrontare i problemi spirituali, morali e sociali della sua parrocchia-gregge come padre, come padre spirituale, perché rappresenta un’autorità, che a chiunque chieda deve dare una risposta e deve guarire le anime con la preghiera, la sua purezza e santità.
    Nei problemi speciali, sia della parrocchia, che dei fedeli ed in quelli della società contemporanea, come con i giovani ed i suoi problemi, gli ammalati, quanti sono in prigione, quanti subiscono ingiustizie e sono perseguitati, i poveri e gli orfani, gli alcolizzati, i drogati, le vittime del terrorismo, gli eretici e gli altri, sono una parte del suo servizio in modo particolare un suo impegno e dovere urgente.
Soprattutto nella terribile situazione odierna di una società secolarizzata il sacerdote-pastore salverà il proprio gregge dalle sfide grossolane ed eretiche se crederà nel proprio ruolo divino in quanto è suo padre e soprattutto nella misura in cui darà esempio e si comporterà in modo da trasmettere i perenni insegnamenti evangelici, la redenzione e la salvezza in Cristo, poiché, come dice lo spirito, secondo il Profeta Malachia, “Infatti le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l'istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti.”  
    Degne di memoria le preziose parole di San Gregorio di Nissa a proposito della paternità spirituale e dell’azione di guida da parte del sacerdote-pastore.
    Realmente, sostiene il sapiente padre e scrittore greco della Chiesa, mentre sino a pochi giorni prima il sacerdote-pastore era un semplice uomo tra molti, con la grazia dello Spirito Santo diviene poi guida del popolo, maestro di pietà, esegeta dei misteri divini. Anche la Lettera ai Galati è testimone di quanto detto sopra “figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi!”  Provvisto, quindi, della corazza della giustizia, con la cintura della verità, con i calzari del vangelo della pace, con la spada dello spirito, e certamente con la grandezza d’animo e la fede nei confronti di Dio,  come afferma San Giovanni Crisostomo, in un certo ambiente, dove avanza la globalizzazione ed è spinta tramite la scomparsa della morale e dei costumi, delle tradizioni culturali dei popoli, in questi tempi infelici, in cui la superconoscenza tecnologica esalta il pensiero mondano e tenta di rendere possibile quanto è impossibile per intromettersi nella vita della Chiesa al solo scopo di modificare il modo di pensare del clero e del popolo “così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti” , il sacerdote-pastore, grazie a Dio, può salvare la parrocchia-gregge, seguendo, come dice l’Apostolo Paolo, l’esempio del nostro Salvatore Gesù Cristo “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” . Vivendo nella società contemporanea, squilibrata e non educata in Cristo, dove dominano l’indegnità e l’irreligiosità, l’indifferenza, l’egoismo ed, in genere, la mancanza di valore e la mondanizzazione di tutte le cose con terribili problemi sociali, fornito dei doni adamantini, che oggi presenta il Padre del dialogo San Giovanni Crisostomo, come anche altri padri greci orientali, può aiutare e salvarla, in quanto “opera per comando e trasmette lo spirito e la vita di Dio” .


Conclusione.

L’Apostolo Paolo sottolinea in modo particolare l’importanza che per il sacerdote ha, oltre all’amore, la verità: “ Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo,  dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.”  
    L’uomo è dotato di qualità naturali. Non si devono sottovalutare, né sopravalutare, ma hanno certamente significato ed importanza. I tre grandi maestri della cristianità Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo, e conseguentemente diversi altri padri, hanno carismi naturali e perfetta cultura. Tuttavia brilla ed eccelle il fattore soprannaturale, che rende degno anche quello naturale completandolo.
    Il Logos divino ed i sacramenti della Chiesa forniscono l’immagine dell’azione concreta della presenza di Cristo nel mondo.
    Come in Cristo hanno operato anche il Logos e la Grazia di Dio, sia di giorno che di notte, senza interruzione, così deve operare oggi anche il sacerdote-pastore. I fedeli-parrocchiani, nell’insieme devono educarsi reciprocamente, accostandosi a Cristo, pietra vivente, essendo anch’essi pietre viventi per il servizio, per la costruzione della Chiesa.
    Quando il parrocchiano progredisce spiritualmente, moralmente e socialmente, quando diviene una sola cosa con Gesù Cristo, quando la parrocchia vive in Cristo anche Cristo vive in essa, allora anche il pastore ed il gregge prendono parte alla vita ed alla passione di Cristo.
    Il Direttore della Scuola Ecclesiastica di Patmos, che ho frequentato, l’allora Archimandrita Meletios Galanopoulos, in seguito Metropolita di Cerigo, era solito affermare nel corso delle sue lezioni di pastorale che “mentre il martire muore e si sacrifica solo una volta, la vita del buon sacerdote-pastore, invece, è un continuo sacrificio per la propria parrocchia, vale a dire per Cristo, per il quale vive e si sacrifica”.
    Dunque, gli odierni sforzi del sacerdote-pastore per la costruzione in Cristo della sua parrocchia devono camminare insieme con i suoi sforzi per la realizzazione della volontà di Dio: “Che tutti siano una sola cosa”. Questo messaggio divino deve essere ogni giorno più vivo nella parrocchia, ma prima di tutto nel cuore del sacerdote-pastore, che non deve cessare di insegnare ai suoi parrocchiani la volontà di Dio, proclamare l’unità e la pacifica convivenza tra i popoli, trasmettere le grandi realtà-verità di salvezza: la fede, l’amore, la pace, la speranza per ogni parrocchiano, ma anche per ogni uomo, per cui è nato, crocifisso e risuscitato il nostro “Signore e Dio”, secondo l’espressione apostolica di San Tommaso, il nostro Salvatore Gesù Cristo.
    
    Così, pregando, operando e sperando, sarà degno e fiero di dire con San Paolo: “ Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.”

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 20-07-2019

San Elia, il profeta; San Elia I, patriarca di Gerusalemme e Flaviano II, patriarca di Antiochia.

i santi di domani 21-07-2019

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP