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12.10: Memoria di San Simeone il Nuovo Teologo

 

a cura di Giovanni Fumusa




 

Memoria di San Simeone il Nuovo Teologo

San Simeone il Nuovo Teologo nacque nel 949 in Galazia (o, su alcune fonti, in Paflagonia) e fu istruito a Costantinopoli presso la corte imperiale. Suo padre gli aveva infatti preparato una carriera a corte. Attorno ai quattordici anni di età, presso il Monastero di Studion, incontrò Simeone il Pio, noto anche come lo Studita, che divenne il suo padre spirituale. Il giovane Simeone rimase ancora per anni nel mondo, preparandosi alla vita monastica sotto la guida del padre spirituale, entrando in monastero in seguito, all’età di ventisette anni.
San Simeone il Pio, in preparazione alla vita monastica, raccomandò al suo giovane omonimo la lettura degli scritti di San Marco l’Asceta; questi scritti lo colpirono profondamente per la loro bellezza spirituale e, desiderando acquisirla, aggiunse alla sua Regola, la lettura di altri Salmi e altre prostrazioni, oltre alla ripetizione continua della preghiera “Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me”. E così prese a pregare per un numero sempre maggiore di ore, rimanendo sveglio, in preghiera, fino a notte inoltrata. Una notte, mentre era intento a pregare, fu avvolto da una luce radiosa in cui non riusciva a distinguere nemmeno il pavimento su cui poggiava i piedi. Guardando verso il cielo fu avvolto da una seconda luce, ancora più luminosa dell’altra in cui gli parve scorgere San Simeone il Pio, colui che gli aveva dato da leggere le opere di San Marco l’Asceta.
Entrò in monastero sette anni dopo aver avuto la visione; in monastero accrebbe il digiuno e la veglia ed apprese a rinunciare al proprio volere. Purtroppo, il Nemico della nostra salvezza, gli aizzò contro gli altri fratelli e, a causa del malcontento crescente, San Simeone fu inviato al monastero di San Mamante, a Costantinopoli. Fu tonsurato allo schema e aumentarono le sue lotte spirituali.
Nel 980 fu nominato igumeno del monastero di San Mamante e rimase nel suo ruolo per venticinque anni. A causa della sua rigida disciplina monastica, molti suoi confratelli manifestarono malcontento tanto da aggredirlo fino quasi ad ucciderlo; espulsi dal monastero per ordine del Patriarca di Costantinopoli, San Simeone chiese che non fossero consegnati alle autorità, ma che fosse loro permesso di vivere nel mondo.
Verso il 1005, San Simeone lasciò il posto da igumeno in favore di Arsenio e si stabilì poco lontano dal monastero. Lì compose le sue opere teologiche, parti delle quali sono presenti nella Philokalìa. I sublimi insegnamenti di San Simeone sui misteri della preghiera mentale e della lotta spirituale furono il motivo per cui gli fu attribuito il titolo “il Nuovo Teologo”. Alcuni dei suoi insegnamenti sembrarono strani ed inaccettabili per i suoi contemporanei e ciò portò a contrasti con le autorità ecclesiastiche, fino al punto di essere bandito dalla città. San Simeone si stabilì nell’antico monastero di Santa Macrina, al di là del Bosforo.
Si addormentò nel Signore nell’anno 1021 e molti furono i miracoli che ebbero luogo dopo la sua morte, tra cui la miracolosa scoperta di una sua icona.
Poiché il 12 Marzo cade durante la Grande e Santa Quaresima, la festa di San Simeone è stata spostata al 12 Ottobre.

 

 


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