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Μetropolita Gennadios: come cristiani abbiamo il dovere di vivere da fratelli

data: 25-01-2019 - Intervista di Sua Em.nza il Metropolita

Radio Vaticana




Il metropolita Gennadios: come cristiani abbiamo il dovere di vivere da fratelli


Si conclude oggi la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2019. La disunione è il fallimento dei cristiani, afferma l'arcivescovo ortodosso Gennadios, che ribadisce: "Pace e unità sono l'unica strada che possiamo percorrere". Nostra intervista al metropolita
Adriana Masotti - Città del Vaticano

“Cercate di essere veramente giusti”. E' stato questo il tema su cui si è riflettuto nel corso della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest’anno, scelto dalle comunità cristiane dell’Indonesia e proposto a tutte le Chiese. Il versetto, tratto dal cap.16 del Libro del Deuteronomio, è sembrato, infatti, rispondere perfettamente alla difficile situazione che vive oggi il loro Paese, ma è risuonato ovunque di grande attualità.

Il messaggio dell'arcivescovo ortodosso Gennadios
“Le parole del libro del Deuteronomio, particolarmente in questi tempi che viviamo, in un mondo pieno di problemi e difficoltà, in una società caratterizzata dalla presenza di inimicizie e fortissime contraddizioni, antagonismi e scandali, guerre e mancanza di rispetto e di amore - ha scritto il metropolita Zervós Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta, nel suo messaggio per questa Settimana di preghiera - ricordano a tutti noi l’impegno di vivere come fratelli e uomini di Dio, di vivere una comune testimonianza di solidarietà e di misericordia per affermare la giustizia, per diventare strumenti della grazia di Dio”.

“Il ristabilimento dell’unità, è necessario e prezioso”, scrive ancora l’arcivescovo, sottolineando come la disunità tra i cristiani rappresenti "il nostro fallimento spirituale, morale e sociale”. E ai nostri microfoni spiega:

R. – Il fallimento è lo scandalo che noi come cristiani portiamo al mondo: è un fallimento, perché non applichiamo le parole “che tutti siano una cosa sola” che il nostro Salvatore Gesù Cristo ci ha lasciato poco prima della sua passione. Così è vana la nostra fede, perché il mondo si scandalizza. L’unione è una cosa indispensabile, non soltanto per la cristianità ma per tutta l’umanità.

Menomale che, dopo un lungo periodo di separazione e di incomprensione, questo cammino ecumenico sta facendo dei passi, è vivo …

R. – Senz’altro. I passi sono grandissimi, perché io sono da 57 anni in Italia e mi ricordo come erano i miei primi giorni, i miei primi anni: sono stati fatti grandi passi. Noi siamo veramente grati a Dio che ha illuminato i nostri capi, le nostre guide spirituali che hanno guidato tutti noi a farci “uno”, a collaborare insieme come fratelli e a realizzare la sua volontà: “Che tutti siano una cosa sola”. Ci hanno dato la forza e il coraggio, ci hanno illuminato e così tutti noi oggi desideriamo nuovi atleti, nuovi lottatori gentili, di buona volontà, di amore, di pace affinché possiamo, come gli apostoli, illuminare anche gli altri ad essere seguaci di Dio, seguaci della sua volontà.

L’unità tra noi cristiani è anche un dovere nei riguardi del mondo, della società, e il tema della Settimana di quest'anno: “Cercate di essere veramente giusti”, sembra sottolineare proprio questo …

R. – Sì, questa grande realtà di giustizia, di amore e di pace deve dominare nel mondo: è indispensabile la giustizia e noi dobbiamo essere giusti per essere un paradigma, un esempio che siamo uomini di Dio, perché Dio dice: beati loro che sono giusti e possono portare la pace nel mondo. L’unità dei cristiani è una forza, una grandissima forza: può aiutare la società, può aiutare la cristianità e tutta l’umanità. E noi dobbiamo essere veramente fratelli giusti verso il nostro prossimo, perché come dicono i Padri: “Il prossimo è icona di Dio”.

Sappiamo che l'ecumenismo ha diversi livelli: c’è quello teologico, il dialogo tra i leader delle Chiese, ma c’è anche l’ecumenismo dei cristiani che collaborano in iniziative concrete di solidarietà ecc... In Italia, c’è qualche cosa che cattolici e ortodossi fanno insieme?

R. – Certo, e ci sono cose anche nuove! Cose importantissime per la nostra unità. Per esempio, circa un anno fa è stata fondata la Cattedra ecumenica internazionale Athenagoras-Chiara Lubich, una Cattedra dell’Istituto universitario Sophia a Loppiano, del Movimento dei Focolari. In questa Cattedra vengono teologi, metropoliti per insegnare la teologia ortodossa, l’ecumenismo, l’ecclesiologia dal punto di vista ortodosso, quindi c’è questo arricchimento tra Chiesa ortodossa e Chiesa cattolica. E' un meraviglioso lavoro del Movimento dei Focolari che, insieme alla nostra arcidiocesi ortodossa d’Italia, abbiamo sviluppato e già si sono iscritti tanti studenti per prendere la laurea sull’ecumenismo. Questo avvenimento credo sia storico, ma anche unico nel mondo: due grandi personalità, il Patriarca Athenagoras, il grande Patriarca di Costantinopoli, che ha aperto le strade all’ecumenismo, e Chiara Lubich che è stata una grandissima donna di Dio che ha potuto dare il suo aiuto per la riconciliazione tra Roma e Costantinopoli. Athenagoras era un uomo di preghiera, un uomo d’amore, di pace e perciò la sua collaborazione con Chiara Lubich è stata profondissima, sincera, per arrivare, come diceva lo stesso Patriarca, all'unico calice. Questa grande realtà era il sogno di Athenagoras.


 

Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta



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