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25.02: Memoria del nostro padre tra i santi Tarasio, arcivescovo di Costantinopoli

 




 

San Tarasio, Patriarca di Costantinopoli, veniva da un’illustre famiglia. Nacque e fu educato nella capitale. Fece una rapida carriera alla corte dell’imperatore Costantino VI (780-797) e di sua madre, la santa imperatrice Irene (797-802; comm. 7 agosto), raggiungendo il rango di senatore. In questo periodo la chiesa era agitata dalla questione iconoclasta. Il santo Patriarca Paolo (780-784, comm. 30 agosto), sebbene non d’accordo con l’iconoclastia, non era riuscito a combattere con decisione l’eresia, e preferì ritirarsi in un monastero. Paolo dichiarò che colui che più degnamente doveva succedergli era  Tarasio, a quel tempo ancora un semplice laico. Tarasio a lungo rifiutò, non considerandosi all’altezza di un compito così alto, ma alla fine si arrese alla comune opinione, ponendo però la condizione che fosse indetto un concilio ecumenico per esprimere un giudizio sulla questione iconoclasta. Progredendo in poco tempo per tutti i gradi ecclesiastici, Tarasio fu elevato al trono patriarcale nel 784. Nell’anno 787, nella città di Nicea, fu indetto il Settimo Concilio Ecumenico, presieduto dal Patriarca Tarasio. Erano presenti 367 vescovi. Fu confermato il culto delle sante icone, e furono riammessi nel pleroma della Chiesa quei vescovi che, convinti in precedenza dall’iconoclastia, si fossero pentiti.

Tarasio governò con saggezza la Chiesa per 22 anni. Condusse una vita strettamente ascetica. Usò tutti i suoi averi  in maniera gradita a Dio, sfamando e confortando gli anziani, i poveri, le vedove e gli orfani, e nel giorno di Pasqua preparava per loro il pasto e lo serviva di persona. Il santo Patriarca senza timore denunciò l’imperatore Costantino quando questi decise di divorziare dalla sua consorte, l’imperatrice Maria d‘Amnia –la nipote del giusto Filarete il Misericordioso (+ 792, comm. 1 dicembre)- così da risposarsi con Teodota. Tarasio in maniera decisa si rifiutò di annullare il matrimonio, e per questo cadde in disgrazia. Presto, tuttavia, Costantino fu deposto da sua madre, l’imperatrice Irene. Tarasio morì nell’anno 806. Prima della sua morte, i demoni lo portarono a ricordare tutta la sua vita, dal tempo della giovinezza,  e provarono a far ammettere al santo di aver commesso peccati che gli erano estranei. "Sono innocente, rispetto a ciò di cui parlate - rispose il santo-, e quindi falsamente mi diffamate: ma voi non avete alcun potere su di me".

Pianto dalla Chiesa, il santo fu seppellito in un monastero da lui costruito sul Bosforo. Molti miracoli avvennero presso la sua tomba. Oggi la sacra reliquia è conservata a Venezia, presso la chiesa di San Zaccaria, ma anche presso il monastero di San Panteleimon, sul Monte Athos

 

Kontàkion.

Tono 4.Ti sei manifestato oggi.

Come grande sole, sempre illumini tutti i popoli della terra con i bagliori delle dottrine e dei prodigi, o celeste iniziato, beatissimo Tarasio.

Ikos.

Rischiara con la luce della tua misericordia la mia anima oscurata dal buio delle colpe, o mio Salvatore, e donami un pensiero per ciò che è buono, o Cristo mio, purificandomi dalla caligine dei cattivi pensieri, perché in tal modo possa così degnamente celebrare il tuo gerarca e arrivare alla vita, alle azioni luminose, alla fede divina e allo zelo che egli ebbe per la tua Chiesa, che giustamente lodandolo acclama: O celeste iniziato, beatissimo Tarasio.

 


Messagio di Sua Eminenza il Metropolita d' Italia

Santi di oggi

i santi di oggi 07-12-2022


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i santi di domani 08-12-2022


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