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08.03: Memoria di San Teofilatto, vescovo di Nicomedia

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

San Teofilatto, di origine asiatica, giunse giovanissimo a Costantinopoli per perfezionare i suoi studi. Per la sua eccellente istruzione rapidamente acquisì un’ottima reputazione e sviluppò relazioni amichevoli con alti funzionari statali, come il futuro patriarca Tarasio, che a quel tempo era primo segretario imperiale. Quando nel 784, succedendo a Paolo IV, Tarasio divenne Patriarca di Costantinopoli, Teofilatto fu inviato insieme a Michele (il futuro vescovo di Sinnada) in un monastero sul mar Nero. Poco più tardi, probabilmente intorno all’anno 800, fu scelto come vescovo di Nicomedia. In questa nuova posizione, san Teofilatto si distinse per le opere di carità e di assistenza sociale. Costruì chiese, il grande ospedale dei Santi Anargiri Cosma e Damiano, case di accoglienza per i malati e i poveri, per le vedove e gli orfani.
Alla morte dfel Patriarca Tarasio, nell’806, fu scelto a succedergli Niceforo I. Questi chiese l’aiuto ad un gruppo di vescovi per combattere l’indirizzo iconoclasta dell’imperatore Leone V l’Armeno: tra essi, il beato Teofilatto, sant’Emiliano di Cizico, sant’Eutimio di Sardi, Eudossio di Amorio, san Michele di Sinnada e san Giuseppe di Tessalonica. Tutti insieme si recarono al palazzo imperiale ed esposero i motivi della correttezza dogmatica del culto delle icone. Ma l’imperatore non cambiò idea. Il beato Teofilatto allora prese la parola e disse apertamente al sovrano che a causa del suo disprezzare il sacrificio e la longanimità del Signore, una morte terribile era nel suo destino, senza nessuna possibilità di aiuto. L’imperatore si infuriò e condannò tutti all’esilio. Il patriarca Niceforo a Crisopoli, sul Bosforo, gli altri vescovi in diversi luoghi, e Teofilatto a Strobilo in Asia Minore, dove rimase per trent'anni, ivi morendo in pace nell'840. Leone l’Armeno, così come profetizzato dal beato, fu aggredito la notte di Natale dell’820 nella cappella del palazzo imperiale, trovando la morte senza che nessuno potesse soccorrerlo.
Diversi anni dopo, al tempo dell’imperatrice Teodora e del patriarca Metodio, il corpo del santo fu riportato a Nicomedia, nell’anno 846, e seppellito nella chiesa dei Santi Anargiri, che egli stesso aveva fatto costruire. San Teodoro lo Studita parla del beato Teofilatto come “colonna della verità, fondamento dell’Ortodossia, custode della pietà, sostegno della Chiesa”.

 


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