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11.05: Memoria di sant'Arghìrios di Epanomi, martire (1806)

 

a cura di Spyridon Colucci




 

Arghirios era un giovane Cristiano di appena diciotto anni che agli inizi del 1800 lavorava come apprendista sarto a Salonicco. Un giorno, di ritorno da lavoro, vide alcuni Turchi che festeggiavano la conversione (per convenienza) all’Islam di un prigioniero Cristiano che era stato condannato a morte. Arghirios senza nulla temere, spinto dall’amore per il prossimo, sgridò l’apostata: Fratello, hai fatto proprio male a rinnegare Cristo il nostro Salvatore. Sei sfuggito alla morte temporale ma non potrai sfuggire a quella eterna poiché hai consegnato la tua anima alla dannazione. Ti prego, dunque, ritorna in te stesso e pentiti confessando di nuovo Cristo, non importa se ti uccideranno. Vale la pena offrire il nostro sangue per Cristo, morire per il suo amore poiché Egli si è sacrificato per amor nostro.
A queste parole, i Turchi, inferociti, gli saltarono addosso e dopo lusinghe minacce torture e un processo fu impiccato l’11 Maggio 1806. Le sue ultime parole furono: Sono Cristiano e non rinnego la mia fede, non mi importa cosa mi farete. Mia gloria e mio vanto è la Croce di Cristo. Mio desiderio morire per la Fede e per l’amore di Cristo.

 


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