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07.06: Memoria del Santo Martire Teodoto di Ancyra

 

a cura di Giovanni Joseph Fumusa




 

Memoria del Santo Martire Teodoto di Ancyra

San Teodoto visse ad Ancyra in Galazia (l’odierna Ankara), in un periodo in cui le persecuzioni perpetrate su ordine dell’Imperatore Diocleziano contro i cristiani furono terribili. Molti cristiani vennero imprigionati e torturati, altri cercavano la fuga o un nascondiglio.
Secondo quanto descritto nel “Martirio del Santo Teodoto di Ancyra e di sette vergini con esso” ad opera di Nilo (cfr. Acta Sanctorum, Maggio, vol. IV, p. 149 e ss.), Teodoto era proprietario di una locanda, i cui proventi devolveva a favore della comunità; la stessa locanda divenne rifugio di quanti fuggivano dalle persecuzioni e luogo di culto. Teodoto si mostrò pio nei confronti dei cristiani imprigionati, i quali erano sottoposti a varie torture corporali e psicologiche. Nel “Martirio”, Nilo ricorda come Teodoto recuperasse i corpi dei cristiani che venivano gettati in pasto ai cani per poter donare loro una degna sepoltura.
Le sette vergini a cui si fa riferimento nel titolo del “Martirio” sono Tecusa, zia di Teodoto, Alessandra, Faina, Claudia, Eufrasia, Matrona e Giulitta. Queste avevano confessato di fronte ad un tribunale la loro fede e, a causa di ciò, vennero mandate in una casa di malaffare, dove riuscirono a non essere violate. Furono quindi spogliate delle loro vesti e condotte verso un lago in processione, con musicanti che suonavano i loro strumenti e alcuni spettatori che incrementavano il frastuono battendo i piedi per terra. Altri, tra la folla, provavano pietà per le vergini e ne ammiravano la modestia e versavano lacrime. Alla processione prese parte anche il prefetto Teotecno (definito nel testo γέννημα του δράκοντος / viperinum germen). Alle vergini furono legate delle funi con dei pesi, quindi le sette donne furono gettate in fondo al lago. Dopo due giorni, Tecusa apparve in sonno a Teodoto dicendogli “Dormi, figlio Teodoto, e non ti preoccupi di noi?”. Teodoto si alzò, quindi, e andò a recuperare i corpi delle sette vergini martiri per poterli seppellire.
Per questo motivo fu denunciato e portato davanti al tribunale dove confessò la propria fede.
A causa della sua professione di fede, gli furono strappate le unghie, fu picchiato, i suoi fianchi cosparsi di aceto e bruciati con delle lampade. Vedendo che Teodoto resisteva alle torture e non abiurava la propria fede, Teotecno ordinò che gli fossero tirati via i denti. Poi fu tradotto in carcere.
Teodoto subì un altro interrogatorio ed un’altra tornata di atroci torture che lo condussero alla morte mentre lodava e ringraziava Dio per avergli permesso di entrare nel regno dei cieli. Teotecno ordinò dunque che fosse costruita una pira per dare il corpo del Martire in pasto alle fiamme. Ma ecco che sopra la pira apparve una luce che illuminò tutt’intorno e non permise alle fiamme di lambire il corpo del santo.
Teotecno cercò di porre a guardia del corpo le sue milizie, ma infine un presbitero di nome Frontone riuscì a seppellire il corpo del Santo Martire Teodoto.

 

 


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