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LA TEOLOGIA DEI SINODI

 

Archimandrita del Trono Ecumenico p. Evangelos Yfantidis

Relazione al XII incontro del clero diocesano, Napoli 2019




 

LA TEOLOGIA DEI SINODI
P. Evangelos Yfantidis
XII incontro del clero diocesano
Sorelle e fratelli carissimi,
ΧΡΙΣΤΟΣ ΑΝΕΣΤΗ!
Come ben si sa, la Fede ortodossa si esprime attraverso l’unica e sola autenticità che la Chiesa riconosce, quella dell’istituzione sinodale, cioè il Sinodo dei Vescovi canonici della Chiesa; di conseguenza: “l’Ortodossia è la Chiesa della Sinodalità”. Gli albori del sistema sinodale, visto come modo di organizzazione della vita ecclesiastica, come presa di decisioni e garanzia dell’incontaminato insegnamento trasmesso, oltre che come punto focale dell’unità ecclesiastica, vengono identificati per la prima volta nel Sinodo Apostolico di Gerusalemme dell’anno 49 (Atti 15:6-29). In questo Sinodo, dove risplendettero la verità e l’unità, soprattutto attraverso la figura illuminata dallo Spirito Santo dell’apostolo delle genti Paolo, si affrontano: la definizione, le caratteristiche e l’importanza dell’istituzione sinodale, il solo mezzo per tutelare “tanto la verità, quanto l’unità della Chiesa”. La Passione dell’apostolo Paolo per l’unità della Chiesa, sottolinea il Patriarca Bartolomeo, “lo ha condotto alla sola possibile e veritiera affermazione del suo insegnamento, il quale si individua sulla decisione sinodale. Questo è stato da sempre quello che la Chiesa ha mantenuto lungo i secoli, determinando solo attraverso i Sinodi che cosa è veritiero e che cosa è eretico. La Sinodalità risulta l’unica strada ecclesiastica, per la vittoria della verità contro la bugia, cioè dell’ortodossia contro l’eresia”. Giustamente, dunque, la domenica dell’Ortodossia è il giorno in cui “la verità ha stravinto e ha brillato contro la falsità”. Da notare qui che i Sacri Canoni della Chiesa delegano al sistema sinodale al quale partecipano tutti i Vescovi ordinari in servizio –a vicenda o in modo plenario– l’assumersi delle decisioni di alta responsabilità e autorità, nelle dispute e questioni ecclesiastiche.
A questo punto va sottolineato che se da una parte il pleroma ecclesiastico conferma –con la propria approvazione– le decisioni dei Sinodi dei Vescovi canonici della Chiesa –o fa il contrario, come nel caso del Sinodo di Ferrara/Firenze– il clero e il popolo di Dio, al quale si riserva il liturgico “Amen” del Sinodo, deve avere uno spirito puro, incontaminato e fedele all’Ortodossia, per essere considerata la sua opposizione degna di menzione. Non bisogna dimenticare che la nostra storia ecclesiastica, dalle origini sino i nostri tempi, è piena di esempi di persone o gruppi di persone le quali, credendo profondamente di esprimere la genuina Fede e Tradizione ortodossa, non hanno accettato delle decisioni sinodali, e avendo uno “zelo per Dio, ma non secondo una retta conoscenza” (Cfr. Romani 10:2), si sono infine separati dal corpo della Chiesa. Un recente esempio sono i gruppi “vetero-calendaristi”, i quali si sono allontanati e separati dalla Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica, soltanto perché hanno negato l’uso del calendario corretto.
Meritevoli di essere commentati sono due riferimenti nella prima parte dell’Enciclica patriarcale e sinodale sulla convocazione del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa (domenica dell’Ortodossia 2016), i quali, essendo menzionati in un testo patriarcale e sinodale, acquisiscono suprema valenza e speciale significato. La frase: “gli eretici credevano e credono”, conferma la tesi del Patriarcato Ecumenico secondo cui le eresie non fanno parte solo di un preciso momento storico del passato della Chiesa ma hanno una continuità temporale ed esistono anche nei nostri giorni. Tale riferimento sottolinea l’autocoscienza ortodossa della Madre Chiesa, la quale, rimanendo fedele a questo principio teologico, già dall’anno 1920 è promotrice del dialogo tra i Cristiani, nel tentativo di esaudire il volere del Signore “che tutti siano una cosa sola” (Giovanni 17:21). Degna di essere citata è anche la frase: “ci saranno sempre quelli che caratterizzeranno come ‘eretici’ coloro i quali non sono d’accordo con i loro punti di vista”. La frase sopracitata probabilmente non fa riferimento ai fratelli che sono fuori della Chiesa, ma a quelli che si trovano dentro di essa, i quali esprimono “posizioni, valutazioni e opinioni incompatibili con la consuetudine e la Tradizione ortodossa, opinioni e posizioni che provocano in generale dubbi, creando pericoli e conseguenze inaspettate per l’unità della nostra stessa […] Santa Chiesa Ortodossa nel suo insieme”. Purtroppo, per quando concerne il precedente punto di riflessione dell’Enciclica, la parola dell’apostolo delle genti “fuori battaglie dentro paure” (2Corinzi 7:5), rimane tutt’ora attuale.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 23-07-2019

San Focas di Sinope, martire; San Ezechiele, profeta; San Apollinare, vescovo di Ravenna, ieromartire; Santi Vitale e Valeria, martiri; I Santi sette martiri di Chaldia; San Apollonio di Roma, martire; I Martiri dei Bulgari al tempo di Niceforo I; Sant'Anna di Leucade; Santa Pelagia di Tinos; San Tirso, vescovo di Carpasia.

i santi di domani 24-07-2019

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