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04.07: Memoria di Sant'Andrej Rublëv, l'iconografo

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Memoria di Sant'Andrej Rublëv, l'iconografo

Andrej Rublëv, nacque intorno al 1360-1370 ed è considerato il principale iconografo russo del Medioevo.
Pochi dettagli della sua vita sono noti. Non sappiamo dove sia nato, né quale fosse il suo nome secolare, se non che gli fu dato il nome Andrea quando prese l’abito monastico nel Monastero della Santissima Trinità. La prima menzione del suo nome risale al 1405, in un documento che attesta l’affidamento a lui della decorazione del Tempio dell'Annunciazione al Cremlino insieme a Teofane il Greco e a un certo maestro Procoro. Quest'ultimo è stato menzionato lì, a causa dell'età e dell'anzianità.
Si dice che nel 1408 intraprese, insieme al suo socio Daniele, la decorazione del Tempio dell'Ascensione a Vladimir e dal 1425 fino al 1427 del katholikon del suo monastero, la Santa Trinità e San Sergio. Infine, dopo la morte di Daniele, arrivò al monastero Andronikov a Mosca, dove intraprese la decorazione del katholikon. Si ritiene che sia morto durante questo lavoro a circa 70 anni, il 29 gennaio.
Nel 1988 fu proclamato santo dalla Chiesa russa come Sant'Andrea l'Iconografo.
Andreji Rublev era il più importante agiografo russo ed è considerato uno dei più grandi del mondo. Il lavoro per il quale è riconosciuto come uno dei principali agiografi ortodossi è l'icona della Santissima Trinità, che è il capolavoro dell'arte iconografica russa. L'immagine della Santissima Trinità, nota come "L’Ospitalità di Abramo", si distingue per la sua composizione, il ritmo, l'illuminazione, l'armonia, la purezza e la semplicità.
I giudizi estetici sul suo lavoro sono difficili da formulare con certezza, poiché le opere a lui attribuite sono state rimaneggiate più tardi, poiché i materiali utilizzati in quel momento in Russia non erano indelebili. In ogni caso, l’influenza delle opere di Teofane il Greco è chiaramente rintracciabile, ma si ritiene che Andrea sia andato oltre Teofane, per quanto riguarda la rappresentazione della spiritualità nelle figure.
La sua tecnica combina ascetismo e armonia nello stile bizantino. Le sue opere si distinguono per la tranquillità e la serenità e sono considerate un modello di iconografia ortodossa.

 

 


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