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23.07: Memoria di Santa Pelagia di Tinos

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - Napoli




 

Memoria di Santa Pelagia di Tinos

Pelagia era la figlia del sacerdote Nikiforos Negrepotis. Sua madre era di Tripotamos di Tinos e apparteneva alla famiglia Frangoulis. Nacque nel 1752 nel villaggio di Kampos a Tinos e il suo nome mondano era Lucia. Diversi documenti attestano che aveva altre tre sorelle. La sua famiglia si distingueva per una fede pura e per la dedizione agli ideali religiosi.
Pochi anni dopo la nascita di Lucia suo padre morì. Aveva allora 12 anni e mostrava segni di intenso desiderio di dedicare la sua vita a servire la volontà di Dio. Le difficoltà della condizioni economiche spinsero la madre a mandarla a Tripotamos, dalla sorella più ricca. Lì Lucia rimase per tre anni, facendo frequente visita ad una zia, che era monaca al Monastero di Kechrovouni. Sentì quindi un bisogno impellente di intraprendere la vita monastica e all'età di 15 anni entrò nel monastero come novizia, sotto la supervisione della zia monaca. Quando venne il momento, fu tonsurata anche lei monaca e prese il nome di Pelagia.
Come monaca, si dedicò completamente all'adorazione di Dio e al sollievo dei sofferenti. La purezza della sua anima, la santità della sua vita, la sua abnegazione, la sua vita mistica e il suo desiderio di redenzione fecero in modo che la monaca Pelagia diventasse il "vaso di elezione" attraverso cui la Vergine facesse ritrovare la sua santa immagine nel campo di Doxara nella città di Tinos (30 gennaio 1823), fatto che doveva fare di Tinos un'isola santa e rendere Pelagia stessa una Santa. Questo accadde quando la Beata aveva 73 anni e Gabriele era Metropolita di Tinos.
Santa Pelagia operò diversi miracoli, attraverso l’intercessione della Vergine Maria e la grazia di Dio, prima e dopo la sua morte, avvenuta il 28 aprile 1834. Fu sepolta nella chiesa degli Arcangeli del monastero.
Nel 1973 un tempio maestoso fu costruito nel suo nome, dove è oggi custodita e venerata la santa reliquia della sua testa. Fu proclamata Santa con l’Atto Patriarcale Sinodale dell'11 settembre 1970, e la sua memoria fu stabilita il 23 luglio, il giorno della sua terza visione.

                                                                                                     ***
La scoperta dell'icona miracolosa della Vergine avvenne in seguito ad una visione di Santa Pelagia.
Domenica 9 luglio 1822 vide in sogno una magnifica signora con l'aureola che prese a spiegarle come fosse stata sepolta per così tanto tempo sotto terra. Le chiese di visitare l’addetto agli affari interni del monastero quando si sarebbe fatto giorno, annunciandogli il suo desiderio di rivelare il suo palazzo sepolto e in rovina nel campo di Antonios Doxarà.
Quando la Santa si svegliò, si rese conto che la donna era la Madre di Dio e che il palazzo era ovviamente il suo Tempio. Ma le nacquero dei dubbi sul fatto che tutto questo fosse accadeuto proprio a lei, umile monaca, e su quanto avrebbe dovuto soffrire a sopportare la sicura messa in ridicolo da parte del mondo scettico. Quindi decise di non fare menzione di nulla.
La domenica successiva, 16 luglio 1822, la stessa Signora le apparve di nuovo in sogno, dando sempre lo stesso ordine. Pelagia non aveva più alcun dubbio sul fatto che fosse la prescelta dalla Theotokos, ma di nuovo i suoi dubbi le impedirono di agire.
Quando anche la terza domenica, il 23 luglio, apparve in sogno con un tono addolorato ma duro, chiedendo spiegazioni per il suo ordine non rispettato, Santa Pelagia decise di agire senza ulteriori esitazioni.
Lo stesso giorno, Pelagia si recò dall’Igumena che, conoscendo la sua vita virtuosa, le credette, e riferì tutto al consigliere del monastero. Costui, a sua volta, informò il Metropolita di Tinos, che invitò il popolo di Tinos alla Chiesa metropolitana degli Arcangeli, chiedendo il suo sostegno per questa impresa, donando denaro o impegnandosi nei lavori.
Il popolo iniziò con gioia gli scavi all'inizio del settembre 1822: venne scoperto un antico tempio di Dioniso e il tempio di San Giovanni Battista. Tuttavia, non fu ritrovata alcuna traccia dell’icona, e questo oscurò il clima positivo e portò lentamente all'abbandono dell'impresa. La peste ebbe una recrudescenza in quel periodo, e il Consigliere del monastero interpretò questo fatto come una punizione divina.
In accordo con il Metropolita di Tinos, fu convocato nuovamente il popolo dei fedeli con lo stesso appello, nominando anche un comitato per il controllo del progetto. Poiché i lavori non portarono risultati, la gente prese a schernire Pelagia accusandola di essere una visionaria. Con le lacrime agli occhi, Pelagia chiese l'aiuto della Theotokos, la quale le rivelò il punto esatto in cui era stata seppellita la sua icona.
Il 30 gennaio 1823, dopo l’indicazione della nuova posizione, l'ascia del signor Vlassis impattò sull'icona miracolosa!

 


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