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GIOBBE

 

a cura dell'Archimandrita Antonio Scordino



 

C’era un uomo nella regione d’Avsitidhe – Iov il suo nome – e quell’uomo era veritiero, irreprensibile, giusto, timorato di Dio, alieno da qualsiasi azione malvagia. 2Gli vennero sette figli e tre figlie; 3e il suo bestiame era di settemila pecore, tremila cammelli, cinquemila paia di buoi, cinquecento femmine d’asino al pascolo, servitù molta assai; possedeva molta terra da lavorare, e quell’uomo era un nobile tra gli Orientali. 4I suoi figli andavano l’uno dall’altro; ogni giorno facevano un rinfresco, prendendo insieme anche le loro tre sorelle, per mangiare e bere con loro. 5Quando finivano i giorni del rinfresco, Iov li faceva venire a purificarsi, alzandosi al mattino presto e offrendo per loro sacrifici pari al loro numero, e un vitello per il peccato, per le loro anime. Diceva infatti Iov: “Non sia mai che i miei figli nei loro pensieri abbiano pensato male contro Dio”. Iov dunque faceva sempre così. 6E un giorno avvenne che ecco, gli angeli di Dio vennero a schierarsi innanzi al Signore, e con loro venne il diavolo. 7Il Signore disse al diavolo: “Da dove arrivi?”. Il diavolo rispose al Signore e disse: “Ho girato tutt’attorno per la terra, andando qua e là sotto il cielo, e ora eccomi qui”. 8Il Signore gli disse: “Hai fatto attenzione, in mente tua, al mio servo Iov? In terra non c’è uomo come lui irreprensibile, veritiero, giusto, timorato di Dio, alieno da qualsiasi azione malvagia?” 9Il diavolo, rispondendo, si oppose al Signore e disse: “Forse che Iov serve gratis Dio? 10Non l’hai forse rifornito di quel che ha fuori e dentro casa, e di tutto quel che ha fuori,attorno a lui? Hai benedetto le opere delle sue mani, e hai reso ingente il suo bestiame sulla terra! 11Ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che ha: non ti benedirà in faccia?” 12Allora il Signore disse al diavolo: “Ecco: tutto ciò che ha, lo metto in mano tua, ma non toccare lui”. E il diavolo andò via dal cospetto del Signore. 13E un giorno accadde che i figlie di Iov e le sue figlie stavano a bere vino in casa del loro fratello più anziano. 14Ed ecco, venne a Iov un messaggero e gli disse: “Le paia di buoi stavano arando, le femmine d’asino erano al pascolo accanto a loro, 15quando vennero i predoni e ne hanno fatto preda; hanno ucciso a coltellate i garzoni; mi sono salvato solo io e son venuto a riferirtelo”. 16Questi stava ancora parlando, quando giunse un altro messaggero e disse a Iov: “E’ caduto giù fuoco dal cielo, e bruciato le pecore, divorando anche i pastori; mi sono salvato solo io e son venuto a riferirtelo”. 17Questi stava ancora parlando, quando giunse un altro messaggero e disse a Iov: “I cavalieri hanno fatto contro di noi tre bande; hanno circondato i cammelli e ne hanno fatto preda; hanno ucciso a coltellate i garzoni; mi sono salvato solo io e sono venuto a riferirtelo”. 18Mentre questi ancora parlava, giunge un altro messaggero e dice a Iov: “I tuoi figli e le tue figlie stavano a mangiare e bere dal loro fratello più anziano, 19quando all’improvviso dal deserto è venuto un gran vento; ha preso i quattro angoli della casa; la casa è crollata sui tuoi figli, e sono finiti; mi sono salvato solo io e sono venuto a riferirtelo”. 20Allora Giobbe si levò, si strappò i vestiti, si tagliò la chioma del capo, cadde a terra e adorò il Signore, dicendo: 21“Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo me ne andrò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; come è parso bene al Signore, così è accaduto: sia benedetto il nome del Signore, in eterno!” 22In tutto questo che gli toccò, Iov in nulla peccò innanzi al Signore e non accusò Dio di follia.
II Accadde un giorno che gli angeli di Dio vennero a schierarsi innanzi al Signore, e anche il diavolo venne a schierarsi, in mezzo a loro, innanzi al Signore. 2Il Signore disse al diavolo: “Da dove vieni?” Allora il diavolo al cospetto del Signore disse: “Son qui presente dopo aver viaggiato sotto il cielo ed essere andato qua e là per l’universo intero”. 3Disse il Signore al diavolo: “Hai fatto dunque attenzione al mio servo Iov? In terra non c’è uomo come lui innocente, veritiero, irreprensibile, timorato di Dio, alieno da qualsiasi azione malvagia? Egli resta innocente, e tu invano hai detto di fargli perdere i beni”. 4Il diavolo di rimando disse: “Pelle per pelle! Tutto ciò che l’uomo possiede, lo dà, pur di salvarsi la vita! 5Stendi però la tua mano e tocca le sue ossa e le sue carni: ti benedirà in faccia!” 6Il Signore disse al diavolo: “Ecco: lo consegno a te, ma preservagli l’anima!” 7Il diavolo andò via dal cospetto del Signore, e colpì Iov con una piaga maligna, dai piedi alla testa. 8Egli prese un coccio per raschiare il marciume, e stava seduto sopra al letame, fuori della città. 9Passato molto tempo, sua moglie gli disse: “Fino a quando sarai costante nel dire: 9aEcco, aspetto ancora un poco, attendendo la speranza della mia salvezza? 9bEcco, è sparita dalla terra la memoria di te: i figli e le figlie, doglie e sofferenze del mio grembo, che invano ho portato nell’affanno! 9cE tu stesso siedi a passare le notti all’aperto, su marciume di vermi, 9dmentre io - vagabonda serva di luogo in luogo - passo di casa in casa e aspetto il sole quando mai tramonti per riposare dalle mie fatiche e dai dolori che ora mi stringono. 9eMa tu di’ qualche parola al Signore, e falla finita!” 10Egli la guardò e disse: “Perché parli così, come una donna sciocca? Se abbiamo accettato dal Signore le cose buone, non sopporteremo le cose cattive?” In tutti questi fatti a lui accaduti, Iov per nulla peccò davanti al Signore con le sue labbra. 11Ora, i suoi tre amici sentirono di tutte le cose cattive che gli erano capitate addosso, e s’incamminarono verso di lui, ognuno dalla sua regione: Elifàz, re dei Themanìti; Valdhàdh, tiranno dei Savchèi; Sofàr, re dei Minèi. Arrivarono da lui insieme, per consolarlo e fargli visita. 12Quando da lontano lo videro, non lo riconobbero; gridarono a gran voce, e piansero stracciandosi le vesti e cospargendosi di polvere. Poi si sedettero accanto – per sette giorni e sette notti – ma nessuno di loro parlò, perché vedevano che la sua sventura era insopportabile, troppo grande.
III Dopo di ciò, Iov aprì la sua bocca per maledire la sua vita, 2dicendo: 3“Perisca il giorno in cui sono nato, e quella notte quando hanno detto: Ecco un maschio! 4Quella notte resti tenebra, e non la ricerchi il Signore dall’alto, non giunga in lei un raggio di luce, 5se la prenda la tenebra e l’ombra della morte, venga su di lei la nebbia! Maledetto il giorno 6e quella notte l’avvolga la tenebra; non sia tra i giorni dell’anno, non sia contato tra i giorni del mese! 7Quella notte sia dolore, su di lei non venga gioia o allegria; 8la maledica come maledice quel giorno colui che dovrà affrontare il grande mostro marino. 9Si oscurino le stelle di quella notte: aspetti, ma non venga alla luce e non veda levarsi la stella del mattino, 10perché essa non ha sbarrato le porte del grembo di mia madre e non ha nascosto l’affanno agli occhi miei. 11Perché non l’ho fatta finita già nel ventre? perché sono uscito dal grembo e non me ne sono andato subito? 12perché mi hanno accolto le ginocchia? perché il seno mi ha allattato? 13Ora, anche se dormiente sarei tranquillo; dormirei riposando 14con i re che governano la terra, che si gloriano delle spade, 15o con i principi, dei quali molto è l’oro e che hanno riempito le loro case d’argento; 16oppure sarei come un aborto espulso dal grembo materno, o come i bambini che non hanno visto la luce. 17Là gli empi spengono la passione della collera; là riposano gli sfiniti nel corpo, 18insieme agli esseri che mai hanno udito la voce dell’esattore delle tasse. 19Là ci sono piccoli e grandi, e il servo non teme il suo signore. 20Perché dare luce a chi è nell’amarezza o vita alle anime afflitte? 21Esse son destinate alla morte, e se non la trovano, la cercano come un tesoro 22e gioiscono quando sono sotterrati. 23La morte è un riposo per l’uomo: in lui infatti Dio l’ha rinchiusa. 24Mi nutro di gemiti più che di grano; piango sopraffatto dalla paura; 25la paura che ho sfidato è venuta su di me, e quel che temo mi è venuto incontro. 26Non ho pace, né serenità né riposo: è venuta a me l’ira”.
IV Elifàz il Themanìte prese la parola e disse: 2“Non hai tu forse parlato spesso a chi soffriva? Chi può sostenere la potenza dei tuoi discorsi? 3Tu hai ammaestrato molti e hai sostenuto le mani dei deboli; 4con i tuoi discorsi hai rialzato i malati e hai infuso coraggio alle ginocchia senza forza: 5ti preoccupi ora che il travaglio viene a te? 6Forse che la tua paura non è basata sulla stoltezza, come anche la speranza o il male della tua condotta? 7Ricorda, dunque: un puro fu mai perduto, le persone veritiere furono mai sterminate? 8Io ho visto che quanti coltivano o seminano cattiverie, mietono a se stessi dolori: 9al comando di Dio essi sono persi, e spariscono davanti allo spirito della sua ira; 10il potere del leone, la voce della leonessa, il vanto del drago si spegne; 11il formichiere è perduto perché non ha da mangiare, i cuccioli dei leoni si sbranano l’un l’altro. 12Se ci fosse nei tuoi discorsi qualcosa di vero, nessuno di questi mali ti sarebbe capitato: forse che il mio orecchio ha ricevuto da lui qualcosa di sconveniente? 13Paure ed echi notturni gettano il terrore sugli uomini: 14un tremore mi prese, uno spavento grande mi squassò le ossa; 15uno spirito passò sul mio viso, e i miei capelli e le carni fremettero; 16mi sono levato ma non ho capito, ho guardato ma non c’era una qualche forma innanzi ai miei occhi, ma ho sentito un soffio e una voce: 17Che c’è? Innanzi al Signore c’è un mortale che sia puro, o un uomo irreprensibile nelle sue azioni? 18Egli non crede ai suoi servi, nei suoi messaggeri trova qualche ambiguità, 19e macina come farina quanti dimorano in case di fango, e quanti sono fatti di quello stesso fango. 20Tra mattina e sera essi non sono più, periscono senza che nessuno possa aiutarli. 21Soffiò su di loro ed essi inaridirono, periranno perché essi non ebbero la sapienza.
V Invoca dunque, se mai qualcuno ti ascolti o appaia qualcuno degli angeli santi! 2L’ira toglie di mezzo lo stolto e la passione fa morire lo stolto. 3Io ho visto gli stolti mettere radice, ma subito marcì la loro vita; 4i loro figli furono allontanati dalla salvezza, sono oppressi alle porte dei più deboli e non c’è chi li riscatti. 5Quel che essi hanno raccolto, lo mangeranno i giusti, ed essi non potranno sollevarsi dai mali, perché la loro forza sparirà. 6La fatica non esce fuori dalla terra, e il dolore non germoglia sui monti, 7però l’uomo nasce nella fatica, mentre i pulcini dell’avvoltoio volano verso l’alto. 8E io non dovrei supplicare il Signore e invocare il Signore che è di tutto sovrano? 9Egli compie cose grandi e incomprensibili, gloriose, straordinarie e innumerevoli: 10dà la pioggia sulla terra, manda l’acqua alla terra sotto il cielo; 11porta in alto gli umili e rialza gli afflitti; 12disperde i progetti dei malvagi, perché le loro mani non li realizzino; 13fa cadere i sapienti nei loro raggiri e manda in rovina i consigli degli scaltri: 14di giorno viene incontro a loro il buio, e a mezzogiorno brancolano come di notte, 15periscono in guerra, e il debole si libera dalla mano del potente. 16Ci sia speranza per l’infermo e sia chiusa la bocca dell’ingiusto! 17Beato l’uomo che il Signore corregge: non disprezzare il rimprovero dell’Onnipotente! 18Egli infatti dà l’afflizione ma poi rialza; percuote, ma le sue mani risanano; 19sei volte ti libererà dal bisogno e alla settima il male non ti toccherà. 20In tempo di carestia ti scamperà dalla morte; in tempo di guerra ti libererà dalla mano della spada e 21alla sferza della lingua ti nasconderà; non avrai paura dei mali che arrivano; 22riderai degli ingiusti e degli iniqui; non avrai paura delle belve feroci, 23perché le belve feroci con te faranno pace. 24Tu conoscerai che la tua casa è in pace e che non manca vita nella tua tenda; 25conoscerai che molta è la tua prole e che i tuoi figli saranno come tutta l’erba del campo; 26scenderai nella tomba come grano maturo, a suo tempo mietuto, come fascio di spighe raccolte quando è venuta l’ora. 27Tutto abbiamo così indagato; questo è quel che abbiamo compreso: esamina te stesso, se hai fatto qualcosa”.
VI Rispose Iov e disse: 2“Se qualcuno stendesse sul telaio la mia pena, e insieme pesasse le mie afflizioni sulla stadera! 3Sarebbero più pesanti della sabbia della spiaggia! Ma, come si vede, le mie parole sono sterili. 4Le frecce del Signore sono nel mio corpo e il loro veleno abbevera il mio sangue: appena comincio a parlare, mi trafiggono. 5E che? L’asino selvatico grida forse per nulla, o perché cerca granaglie? Forse che il bue alza la voce se nella mangiatoia ha da mangiare? 6Si mangia forse il pane senza sale? Si può fare un pranzo con le chiacchiere? 7Può mai quietarsi la mia pena? Il mio cibo puzza più dell’afrore d’un leone. 8Oh, mi sia dato e mi venga quel che chiedo, e il Signore mi dia speranza! 9Cominci pure il Signore a scacciarmi, ma non mi sopprima del tutto! 10Mia città sia una tomba, e le sue mura mi circondino, ma non fuggirò, perché non rinnego le parole sante del Dio mio. 11Qual è la mia forza, che mi fa pazientare? Quale il mio tempo, perché si sollevi l’anima mia? 12Forse che la mia forza è la forza delle mura? O le mie carni son forse di bronzo? 13Forse che in questo ho confidato? L’aiuto da me si è allontanato, 14mi è stata negata la misericordia, non mi sostiene la visita del Signore. 15I miei parenti non mi hanno rivolto lo sguardo, son passati via come torrenti, come l’onda son passati sopra di me. 16Quelli che mi rispettavano, ora per me sono caduti come la neve, come cristalli di ghiaccio 17che al primo calore non sai più dove erano. 18Così sono stato abbandonato da tutti, sperduto e senza rifugio. 19Guardate le vie di Themàn e i sentieri di Sava, voi che vi spingete oltre: 20siano ripagati di vergogna quanti confidano nelle città e nei soldi. 21Anche voi siete giunti a me senza pietà, e vedendo la mia rovina, ne avete paura, 22ma vi ho forse chiesto qualcosa? ho cercato forza da voi, 23per salvarmi dal nemico o per riscattarmi dalle mani dei potenti? 24Spiegatemi, e io starò in silenzio; se ho sbagliato, mostratemi in cosa. 25Quanto sono necessarie le parole sincere! Non vi chiedo altro sostegno! 26Il vostro rimprovero a parole non mi acquieta; non tollero il suono delle vostre parole: 27tirate a sorte sull’orfano, e barattate il vostro amico. 28Ora vi guardo negli occhi: non mentisco; 29sedete, e non ci sia ingiustizia: ritornate al diritto. 30Sulla mia lingua non c’è iniquità: la mia laringe si occupa di giustizia!
VII La vita dell’uomo sulla terra non è forse una prova, e la sua vita come la paga d’un sol giorno? 2Come resta nell’ombra il servo che ha paura del suo signore, come il mercenario che aspetta la sua mercede, 3così anch’io passo mesi vuoti, e mi sono state assegnate nottate di dolore. 4Se mi corico, dico: A quando il giorno?; quando mi alzo, dico: A quando la sera? Son pieno di dolori dalla sera al mattino. 5Il mio corpo è un ammasso marcio di vermi, bagno le zolle della terra col marciume che da me cola. 6La mia vita è più debole d’una chiacchiera, che svanisce senza speranza. 7Ricordati dunque che la mia vita è un soffio, e che il mio occhio non tornerà più a vedere il bene! 8Non mi vedrà più l’occhio che ora mi vede; i tuoi occhi saranno nei miei, ma io no: sarò 9come nube che sparisce dal cielo. Quando infatti l’uomo scende all’ade, non vi risale più; 10non tornerà più nella propria casa e non lo riconoscerà più il suo paese. 11Io dunque non terrò ferma la mia bocca; parlerò, perché ne ho bisogno; aprirò l’amarezza dell’anima mia, poiché sono oppresso. 12Sono forse io un mare o un drago, che tu debba schierare guardie attorno a me? 13Avevo detto che il mio letto mi darà sollievo, e che sul mio giaciglio ragionerò tra me e me; 14però tu mi terrorizzi con incubi e mi stordisci con visioni, 15allontani l’anima mia dal mio spirito, e le mie ossa dalla morte. 16Non vivrò in eterno: perché aspetto ancora? Allontanati da me, perché la mia vita è vuota. 17Cosa è l’uomo, che tu lo fai grande e a lui tu volgi attento la mente, 18che tu lo visiti sino al mattino e lo giudichi mentre riposa? 19Quando cesserai di guardarmi e di curarti di me? Quando potrò inghiottire la mia saliva nel dolore? 20Se io ho peccato, cosa mai ho potuto fare, o Sorvegliante della mente degli uomini? Perché mi hai posto come tuo bersaglio? Ti son forse pesante? 21Perché non metti nell’oblio la mia iniquità e non purifichi il mio peccato? Proprio ora andrò sotto terra: al mattino verrai ma io non ci sarò!”
VIII Allora Valdhàdh il Savchìte prese a dire: 2“Fin quando parlerai così, come vento impetuoso dalla tua bocca? 3Forse che il Signore è un giudice ingiusto? Il creatore di tutto sconvolge il giusto? 4Poiché i suoi figli hanno peccato contro di lui, egli li ha consegnati in mano alle loro iniquità? 5Al mattino affrettati a supplicare il Signore onnipotente; 6se sei puro e sincero, egli ascolterà la tua supplica e ristabilirà per te una vita di giustizia: 7se le tue cose prima erano poche, le ultime saranno senza misura. 8Interroga la generazione di prima, ricerca la stirpe dei padri, 9poiché noi esistiamo solo da ieri e non abbiamo visto nulla; la nostra vita sulla terra è appena un’ombra. 10Essi ti insegneranno, ti parleranno, faranno uscire parole dal cuore. 11Non germoglia il papiro senza acqua, e non cresce il giunco fiorito se non è abbeverato; 12ogni erba, anche se è con la radice, prima ancora di essere tagliata, diventa secca se non beve. 13Tale è la fine di tutti quelli che dimenticano Dio; la speranza dell’empio si dilegua: 14inabitabile infatti è la sua abitazione, e la sua tenda si sfascia come tela di ragno; 15si appoggia alla sua casa, ma non regge, vi si aggrappa, ma non dura. 16E’ una pianta d’acqua messa al sole, che si guasta e da lei non spunta gemma: 17giace su un mucchio di pietre, vive in mezzo alla ghiaia; 18se la si raccoglie, persino quel posto la smentirà e dirà di non averla mai vista. 19E’ questa la catastrofe dell’empio, e dalla terra germoglierà un altro, 20poiché il Signore non sostiene l’empio, né dall’empio accetta alcun dono. 21La bocca delle persone sincere sarà colma di sorriso e le loro labbra di confessione, 22ma i loro nemici si vestiranno di vergogna, e la vita degli empi non sarà più.
IX Allora Iov prese a dire: 2“In vero ho visto che è così; un mortale sarà mai giusto innanzi al Signore? 3Se volesse discutere con lui, non sarebbe ascoltato né potrebbe ribattere a una sola sua parola tra mille. 4Egli è savio di mente, forte e grande: chi può essere così tenace da resistergli? 5Egli abbatte i monti sicché più non si vedono, li distrugge con ira; 6sotto il cielo scuote la terra dalle fondamenta e le sue colonne sussultano; 7comanda al sole, e non sorge; alle stelle appone un sigillo; 8egli solo srotola il cielo e cammina sul mare come fosse terraferma; 9egli crea le Pleiadi, l’Espero, l’Arturo e i tesori del Sud; 10compie opere grandi e straordinarie, stupende e prodigiose, senza numero. 11Egli mi sorpassa, e non lo vedo; si allontana da me, e non me ne accorgo: 12Se afferra una preda, chi può sfuggire? e chi gli dice: Cosa fai? 13Egli non ritira la sua collera; sotto di lui si piegano le bestie che sono sotto il cielo. 14Anche se mi ascoltasse, darebbe poi retta alle mie parole? 15Anche se fossi nel giusto, non mi ascolterebbe, e dovrei implorare la sua sentenza. 16Se lo chiamassi, non ascolterebbe; non credo che esaudirebbe la mia voce. 17Vorrà forse travolgermi nell’oscurità? Egli ha moltiplicato senza motivo le mie piaghe, 18non mi lascia infatti respiro, e mi sazia d’amarezza. 19Egli ha in pugno la forza: chi potrà opporsi al suo giudizio? 20Anche se fossi nel giusto, la mia bocca mi condannerebbe; anche se fossi irreprensibile, egli mi troverebbe un difetto. 21Infatti ho peccato, non sono stato attento all’anima, tranne che mi vien tolta la vita. 22Perciò io dico: Nella sua ira egli distrugge il grande e il potente; 23i malvagi muoiono di morte funesta, e i giusti sono derisi, 24perché abbandonati nelle mani degli empi. Egli vela gli occhi dei giudici; e se non è proprio lui, chi è? 25La mia vita sfugge più d’un corridore, vola via e più non si vede: 26lascia forse segno del suo passaggio una nave o l’aquila che vola in cerca di preda? 27Io dico: Mi son saziato di parlare. Il mio volto è confuso, gemo, 28tremano tutte le membra: so che non mi riterrai innocente. 29Se dunque sono empio, perché non muoio? 30Se anche mi lavassi con la neve e ripulissi le mani per farle pure, 31tu mi getteresti a forza nel sudiciume, e persino il vestito avrebbe vergogna di me. 32Tu non sei un uomo come me, per cui possa ribattere e alla pari comparire in giudizio: 33magari ci fosse tra noi un arbitro, che controlli e ascolti a fondo entrambi! 34Allontani da me il bastone, il suo timore non mi sconvolga: io non avrò timore e parlerò, perché non sono in me stesso.
X L’anima mia è stanca; soffrendo, a lui scaglierò le mie parole; parlerò, aggredito dall’amarezza dell’anima mia, 2e dirò al Signore: Non trattarmi da empio! Perché tale mi giudichi? 3Anche se ho mancato, ti pare bello disprezzare l’opera delle tue mani e favorire i progetti degli empi? 4Tu vedi forse come vede un mortale, vedi come vede un uomo? 5La tua, è una vita da uomo, o il tuo tempo è quello umano? 6Perché allora fai inchieste sulla mia iniquità e indaghi sui miei peccati? 7Tu lo sai che non ho commesso empietà! Ma chi può essere sottratto alla tua mano? 8Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto: e poi, cambi e mi calpesti? 9Ricordati che mi hai plasmato dall’argilla: mi vuoi di nuovo ridurre in terra? 10Tu mi hai tratto come panna dal latte, mi hai fatto rapprendere come un formaggio, 11mi hai rivestito di pelle e di carne, mi hai messo su con ossa e nervi, 12mi hai donato vita e misericordia, la tua visita ha custodito il mio spirito. 13Tu questo hai fatto da te stesso; so infatti che tutto tu puoi, a te nulla è impossibile. 14Tu mi sorvegli, quando io pecco, e non mi ritieni senza colpa d’iniquità. 15Se mancassi di pietà, guai a me! Se fossi giusto, non potrei nasconderlo: ma ora sono pieno di miseria. 16Come fossi un leone mi insegui per colpirmi, e di nuovo ritorni a minacciarmi sdegnato; 17di nuovo mi sottoponi a esame, mi fai segno d’una collera grande, e contro di me adduci le prove. 18Perché mi hai tratto fuori dal grembo? Perché non sono morto, sì che occhio alcuno non mi avesse mai visto, 19che io non fossi mai esistito? Perché non m’hanno portato dal grembo al sepolcro? 20Se poco è il tempo della mia vita, lasciami un poco riposare 21prima d’andare lì da dove non tornerò, nella terra oscura e tenebrosa, 22nella terra dell’eterna ombra, dove non c’è raggio di luce, né si vede la vita dei mortali”.
XI Allora Sofàr il Minèo prese a dire: “Chi parla molto, deve pur ascoltare! 2Chi è di parola facile non può credersi giusto! Benedetto il nato da donna che è di vita breve? 3Non fare molte parole, perché non c’è chi ti contraddica. 4Non dire: Io sono puro nelle opere e irreprensibile innanzi a lui. 5Se il Signore dovesse parlarti e aprire la sua bocca con te, 6ti annuncerebbe la forza della sapienza e la doppiezza di chi ti sta accanto: allora sapresti che il Signore ti ha rimesso parte dei peccati. 7Scoprirai forse le tracce di Dio o giungerai alle ultime cose stabilite dall’Onnipotente? 8Altissimo è il cielo, e tu che farai? E tu potrai vedere gli abissi dell’ade, 9più grande del diametro della terra o della vastità del mare? 10Se egli tutto distruggesse, chi potrebbe chiedergli: Che hai fatto? 11Egli conosce le opere degli uomini perversi, vede l’iniquità e non la considera: 12l’uomo annaspa a vuoto con le sue parole; il mortale nato da donna è come un asino del deserto. 13Se tu purifichi il tuo cuore, tendi a lui le mani; 14se qualcosa d’impuro è nelle tue mani, presto allontanala da te, e l’iniquità non pernotti nella tua vita. 15Risplenda il tuo volto come acqua pura; spogliati del sudiciume e non temere; 16dimentica il tuo passato come fosse un’onda, e non avrai più paura. 17La tua preghiera sarà come la stella del mattino; dal mezzogiorno sorgerà per te la vita. 18Sii fiducioso, perché c’è per te speranza: tra preoccupazioni e affanni apparirà a te la pace; 19tu sarai sereno e nessuno ti farà guerra, anzi molti torneranno a pregarti: 20la salvezza però li abbandonerà. La loro speranza infatti è perdizione: gli occhi degli empi saranno spappolati”.
XII Allora Iov dal suo intimo disse: 2“E’ vero: voi siete uomini, e dopo di voi finirà la sapienza, 3ma io dentro di me ho un cuore. 4Un uomo giusto e irreprensibile è diventato una beffa, 5è stato fissato il tempo in cui cadrà sotto altri e la sua casa sarà devastata dagli empi, eppure nessun malvagio sarà fiducioso come l’innocente. 6Quanti provocano Dio non sfuggiranno al loro esame, 7ma tu interroga i quadrupedi e ti risponderanno, chiedi ai volatili del cieli e ti diranno, 8esamina la terra e ti parlerà: anche i pesci del mare ti daranno spiegazione. 9Chi tra tutti loro infatti non sa che la mano del Signore li ha creati? 10e che nella sua mano è l’anima di ogni vivente e lo spirito d’ogni uomo? 11L’orecchio discerne le parole, ma è il palato che assapora il cibo: 12dopo molto tempo c’è la sapienza, e dopo molta vita la scienza; 13in Dio però c’è sapienza, forza, consiglio e intelligenza. 14Se egli abbatte, chi può ricostruire? Se chiude qualcuno, chi gli aprirà? 15Se trattiene l’acqua, la terra inaridisce, ma essa sarà devastata, se la lascia andare. 16Egli ha il potere e la forza; a lui appartengono scienza e intelligenza. 17Egli trae dalla prigionia i consiglieri e innalza i giudici della terra, 18pone i regnanti sui troni e la cintura cinge ai loro fianchi. 19Egli manda in prigione i sacerdoti e abbatte i potenti della terra, 20stravolge la bocca dei fedeli e conosce il pensiero degli anziani, 21versa disonore sui principi ma sana gli umili, 22svela le profondità delle tenebre e l’ombra della morte porta alla luce, 23fa errare la nazione e la fa perire, abbatte la nazione e poi la guida, 24stravolge il cuore dei principi della terra e li fa errare per una via che non conoscono: 25essi brancolano nel buio ma non trovano luce, barcollando come ubriachi.
XIII Ecco, tutto questo ha visto il mio occhio e ha ascoltato il mio orecchio; 2ho visto tutto quel che voi avete presente, e non sono più insensato di voi. 3Ma io voglio parlare con il Signore e, se vorrà, voglio accusarlo, 4mentre voi siete medici iniqui, tutti fautori di mali: 5statevene muti, ché vi risulterà come sapienza! 6Ascoltate l’accusa della mia bocca, state attenti al giudizio delle mie labbra: 7forse che innanzi al Signore voi parlate o innanzi a lui dite menzogna? 8Non vi tirereste indietro, condannando voi stessi? 9Sarebbe bello se egli vi esaminasse: se voi ascrivete a lui le cose che voi fate, 10non vi tratterà da meno. Se di nascosto fate preferenze alla persona, 11la sua maestà non vi sconvolge? Da lui non cadrà su di voi il terrore? 12La vostra superbia svanisce come cenere e il corpo come polvere. 13Tacete, perché io parli e dia pace alla collera. 14Prenderò le mie carni coi denti, terrò in mano l’anima mia, 15anche se il potente mi soggiogherà e legherà per non farmi parlare e difendermi innanzi a lui; 16anzi sarà questa la mia salvezza, poiché innanzi a lui non si presenta l’inganno. 17Ascoltate, ascoltate le mie parole: mi riferisco a voi che ascoltate! 18Ecco, io sono pronto per la mia causa; lo so: sarà palese che sono giusto. 19C’è qualcuno che mi voglia fare opposizione? Perché ora tacerò e sparirò. 20Di due cose ho bisogno, e allora non mi nasconderò al tuo cospetto: 21allontana da me la tua mano e il tuo terrore non mi opprima più. 22Poi chiama, e io a te sarò ubbidiente; parla, e io ti darò risposta. 23Quanti sono i miei peccati e le mie iniquità? Spiegami quali sono. 24Perché a me ti nascondi, e mi tratti come tuo nemico? 25Vuoi forse scagliarti contro una foglia mossa via dal vento e opporti a me, filo d’erba portata via nell’aria? 26Tu infatti hai firmato cose brutte contro di me; mi hai accollato i peccati di gioventù; 27metti il mio piede in ceppi; controlli tutte le mie azioni; annoti i segni dei miei passi, 28e intanto invecchio come un otre, come una veste mangiata dalle tarme.
XIV Il mortale nato da donna è di vita breve e pieno d’affanni; 2come un fiore fiorisce, ma subito cade: fugge come un’ombra, e non dura. 3Di lui dovrei parlare? Proprio lui farai comparire innanzi a te in giudizio? 4Chi mai sarà puro da lordura? Nessuno! 5Se la sua vita sulla terra è stata d’un solo giorno, presso di te è contato come mesi: tu hai posto un termine che non può varcare. 6Ritirati da lui, che l’uomo possa quietarsi e goda la sua vita come un salariato. 7L’albero ha una speranza: anche se tagliato, germoglia di nuovo e la sua chioma non muore; 8poiché anche se la sua radice è invecchiata nella terra e il suo tronco finisce nella pietra, 9al sentore dell’acqua rinverdisce e fruttifica come giovane pianta. 10Quando invece l’uomo giunge alla fine, se ne va; quando il mortale cade, non si rialza più. 11Col tempo il mare può sparire, il fiume inaridirsi e diventare asciutto; 12così l’uomo, quando si sarà addormentato, non si rialzerà, e fino a quando il cielo non si sfascerà, egli non sarà destato dal suo sonno. 13Oh, volessi tu custodirmi nell’ade, tenermi nascosto finché si calmi la tua ira, fissare un tempo in cui ti ricorderai di me!, 14poiché, anche se l’uomo muore, vivrà per portare a termine i giorni della sua vita: pazienterò fino a quando tornerò a essere di nuovo. 15Tu mi chiamerai, io ti sarò ubbidiente, e non disprezzerai l’opera delle tue mani. 16Tu tieni conto dei miei passi, e non tralasci nessuno dei miei peccati; 17le mie colpe hai sigillato in un sacchetto, chiuso perché non si aggiunga qualcosa di più grave. 18La montagna frana e scompare, la roccia è rimossa dal suo luogo, 19l’acqua consuma la pietra, le alluvioni trascinano via la superficie della terra, e si disperde la pazienza dell’uomo. 20Tu prevali del tutto su di lui, ed egli se ne va; gli muti l’aspetto e lo mandi via. 21Egli non sa se i suoi figli s’accrescono; se ne restano pochi, egli non è presente, 22ma le sue carni soffrono e la sua anima è in lutto”.
XV Allora Elifàz il Tehamanìte prese a dire: 2“Il sapiente dà risposte forse col cervello in aria e si gonfia per il mal di pancia? 3Si difende con parole inutili e discorsi che non giovano a nulla? 4Non hai più timore di pronunciare queste parole davanti a Dio? 5Sei colpevole per le parole della tua bocca, e non hai distinto le parole dei potenti. 6La tua bocca ti condanna - non io – e le tue labbra testimoniano contro di te. 7Perché? Tu sei il primo uomo a essere nato, o sollevi un polverone? 8Hai fatto parte del Consiglio del Signore, Dio ti ha nominato consigliere, e a te è stata trasmessa la sapienza? 9Cosa hai visto, che noi non abbiamo visto? Cosa sai tu e noi no? 10Tra noi c’è l’anziano e il vecchio, gravato di giorni più di tuo padre. 11Per i tuoi peccati sei stato punito un poco, molto però parli, esagerando. 12Che osa mai il tuo cuore? Cosa fissano i tuoi occhi, 13volgendo la collera contro Dio e lasciando uscir dalla bocca tali parole? 14Chi è mai il mortale, perché sia irreprensibile, o il nato da donna perché sia giusto? 15Dio non si fida dei santi e, agli occhi suoi, neppure il cielo è puro: 16quanto meno l’uomo, abominevole, impuro, che beve iniquità come acqua! 17Ti dirò, ascoltami, ti dirò quel che ho visto, 18quel che i sapienti hanno riferito e che i loro padri non hanno tenuto nascosto: 19solo a loro fu data la terra e tra loro non passò alcuno straniero. 20Tutta la vita dell’empio è un tormento, e gli anni dati ai potenti sono contati. 21La sua paura è alle sue orecchie: quando crede d’essere in pace, su di lui piomba la catastrofe. 22Non si fida di venir fuori dalle tenebre, perché finirebbe nelle mani d’una spada, 23macinato per mangime d’avvoltoio; dentro di sé egli sa che l’attende la disfatta, il giorno tenebroso lo travolge. 24Bisogno e angoscia lo abbattono, come cade un generale in prima fila, 25perché ha steso la mano contro Dio e alzato la testa contro il Signore onnipotente, 26gli si è slanciato contro con superbia, sotto lo spessore del suo scudo da spalla. 27Egli si copre la faccia di grasso, si mette ai fianchi la corazza, 28passa le notti in città deserte, entra in case senza abitanti (essi avevano fatto, altri avevano preso), 29ma non si arricchisce, né resteranno i suoi beni. Non farà più ombra sulla terra, 30né sfuggirà alle tenebre: il vento brucerà il suo germoglio e cadrà il suo fiore. 31Non si fidi d’avere pazienza: gli andrà tutto a vuoto: 32il suo tronco marcirà prima dell’ora, il suo ramo non sarà più coperto di foglie. 33Sarà vendemmiato prima dell’ora, come uva rovinata dalla pioggia; cadrà come i fiori dell’ulivo. 34Lo attesta infatti la morte dell’empio: il fuoco divora la casa dei corrotti! 35Egli concepirà dolori e partorirà rovina, e il suo ventre prepara inganno”.
XVI Iov prese a dire: 2“Ho udito molte cose come queste! Siete cattivi consolatori. 3Perché? Non ci sarà mai un ordine nelle parole al vento? Perché ti disturbi a rispondere? 4Anch’io potrei parlare come voi, se l’anima vostra fosse al posto mio; potrei ammassarvi parole e scuotere la testa sopra di voi; 5potrei darvi forza con la mia bocca: non smetterei di muovere le labbra. 6Se parlassi, non smetterebbe il dolore per la mia ferita; se tacerò, cosa soffrirò di meno? 7Ora Dio mi ha ridotto senza forze, intorpidito, fatto marcire; 8mi ha preso e posto a testimonianza: la mia menzogna si è levata contro di me per accusarmi in faccia. 9La sua ira mi ha segnato e abbattuto, contro di me ha digrignato i denti, le frecce dei suoi assaltatori son cadute su di me. 10Mi puntano gli occhi addosso, con violenza mi colpiscono le ginocchia, tutti insieme accorrono contro: 11il Signore infatti mi ha consegnato nelle mani degli iniqui, mi ha buttato tra i malvagi. 12Mentre ero in pace, mi ha scosso con violenza; mi ha preso per la collottola e mi ha fatto a pezzi; mi ha posto come bersaglio; 13mi ha circondato di lance scagliate contro i miei reni; senza pietà ha sparso a terra le mie viscere; 14mi ha coperto di sciagure su sciagure; con forza si è scagliato su di me. 15Ho cucito un sacco sulla pelle; il mio vigore si è spento nella polvere; 16il mio stomaco brucia di lacrime; un’ombra c’è sulle mie palpebre. 17Eppure nelle mie mani non ci fu mai ingiustizia, e la mia preghiera fu sempre pura! 18La terra non si copra del sangue del mio corpo, e ci sia posto al mio grido! 19Ecco: il mio testimone è in cielo, il mio garante è negli altissimi cieli. 20Salga sino al Signore la mia supplica e innanzi a lui piangano gli occhi miei: 21si possa difendere l’uomo innanzi a Dio, come fa il figlio d’uomo con il suo vicino, 22perché non ho anni senza numero, e mi incammino per una strada senza ritorno.
XVII Rovino, travagliato nello spirito; chiedo la tomba, ma non la trovo. 2Mi sono stancato di supplicare, e tu che hai fatto? 3Altri hanno rubato i miei beni! Chi mi prenderà per mano? 4Poiché hai nascosto la ragione al loro cuore, perciò non farli trionfare. 5A una parte sarà annunciato il male, e gli occhi si fisseranno sui figli. 6Sono diventato favola delle genti, da loro si levò una risata. 7I miei occhi sono ottenebrati dalla collera, son grandemente vessato da tutti. 8Di questo si meravigliano le persone veritiere, il giusto si ribella all’illegale, 9il fedele prosegue per la sua via, chi ha mani pure prende coraggio. 10Tornate dunque, tutti voi, all’attacco; orsù, venite: tra voi non trovo qualcuno veritiero. 11I miei giorni son passati via con furore; sono scosse le giunture del mio cuore; 12 la notte ho fatto giorno, e la luce si avvicinò a una faccia scura. 13Aspetto con pazienza l’ade, mia dimora: il mio letto è stato preparato nella tenebra. 14Ho detto alla morte: Tu sei mio padre! Il putridume, è mia madre e mia sorella: 15dove dunque è ancora la mia speranza? Vedrò i miei beni 16o scenderanno con me nell’ade? Scenderemo insieme nella polvere?”
XVIII Allora Valdhàdh il Savchìte prese a dire: 2“Fino a quando non ti darai quiete? Fermati, per far parlare anche noi! 3Perché dovremmo tacere innanzi a te come quadrupedi? 4La collera ti rode: e con ciò? Se tu muori, sotto il cielo sarà un deserto? I monti saranno abbattuti dalle fondamenta? 5La luce degli empi si spegne, e la loro luce non si riaccende; 6la sua luce sarà tenebra dell’esistenza, e la lucerna su di lui si spegnerà; 7gli infimi prenderanno le sue sostanze e i suoi progetti andranno in rovina; 8il suo piede incapperà nel laccio, si dibatterà nella rete; 9su di lui son venuti i legacci, sarà estenuato dalla sete. 10Sulla terra per lui è nascosto un laccio, un agguato per lui è sui sentieri; 11attorno lo atterriscono le angosce, molti gli stanno alle calcagna; 12nel budello della fame per lui è pronta una tremenda caduta. 13E’ divorato dalla pianta dei piedi, le sue bellezze le ingoia la morte; 14dalla sua esistenza è stata tolta la salute; ha come regina la miseria: 15nella sua notte, abita nella sua abitazione, e il suo decoro è stato bruciato dallo zolfo. 16Si sono seccate in basso le sue radici, e i suoi frutti son caduti dall’alto; 17dalla terra è scomparso il suo memoriale e fuori non si ode più il suo nome. 18Dalla luce è stato spinto nella tenebra; 19nel suo popolo non c’è chi lo conosca; della sua casa, non s’è salvato alcuno sotto il cielo; 20in ciò ch’era suo, vivono altri. Di lui stupiranno gli ultimi, e i primi ne avranno meraviglie: 21queste sono le case dell’empio; questo è il posto di chi non riconosce il Signore!”
XIX Allora Iov prese a dire: 2“Fino a quando affliggerete l’anima mia e mi tormenterete con parole? Voi sapete solo che tutto questo me lo ha fatto il Signore; 3parlate contro di me e non vi vergognate di malmenarmi. 4Anche se davvero ho sbagliato, lo sbaglio ricade su me: ho detto parole sconvenienti, ma voi travisate le mie parole, e non di poco. 5Poiché volete farvi grandi su di me, e mi rinfacciate la mia vergogna, 6sappiate dunque che il Signore è il persecutore, e ha levato le sue armi contro di me. 7Ecco, io sono deriso con vergogna, ma non parlo; grido, ma non ottengo giustizia. 8Sono accerchiato, e non posso andare oltre; sul mio volto è calata la tenebra. 9Mi ha svestito della gloria, ha tolto la corona dal mio capo; 10mi ha scalzato tutto intorno e io sono sparito: ha sradicato come un albero la mia speranza. 11Con violenza ha acceso la sua ira contro di me, e mi ha trattato da nemico: 12i suoi briganti son venuti tutti insieme contro di me; appostandosi hanno sbarrato le mie strade. 13I miei fratelli si sono allontanati da me, e al posto mio hanno riconosciuto estranei; i miei amici si son fatti senza misericordia. 14I miei parenti mi hanno abbandonato; i conoscenti hanno dimenticato il mio nome. 15Per i vicini di casa e per le mie serve sono un estraneo; 16ho chiamato il mio servo, e non mi ha risposto, anche se la mia bocca s’è stancata. 17Supplico mia moglie, con promesse scongiuro i figli delle mie donne, 18ma essi mi hanno abbandonato per sempre e quando mi alzo, parlano contro di me. 19Chi mi vede, prova disgusto; quelli che ho amato, si sono rivoltati contro di me. 20Sotto la mia pelle le mie carni imputridiscono, e le mie ossa sono state addentate. 21Misericordia di me, misericordia di me, o amici! Mi sta toccando la mano del Signore! 22Perché mi perseguitate come fa il Signore? Non vi siete ancora saziati delle mie carni? 23Chi mi darà di scrivere le mie parole, per l’eternità metterle in un libro 24o scolpirle sulla pietra con ferro e piombo? 25Io so che eterno è Colui che verrà a liberarmi dalla terra, 26ed egli risusciterà la mia pelle che ha sofferto queste cose, poiché queste cose sono state compiute dal Signore. 27In me stesso io ne ho coscienza; l’occhio mio, non un altro, le ha viste; tutte sono state compiute nel mio seno. 28Se voi dite: Cosa diremo contro di lui? Troviamo in lui stesso la radice del discorso!, 29guardatevi anche voi dal [mistero] celato. La collera si riverserà sugli empi, e allora sapranno di che pasta sono fatti”.
XX Allora Sofàr il Minèo prese a dire: 2“Non ritenevo che tu avresti risposto così: forse che non sono pure io intelligente? 3Ho udito un insegnamento a mia vergogna, e uno spirito d’intelligenza mi giudica. 4Queste cose tu le sai da tempo, da quando l’uomo è stato posto sulla terra? 5L’allegria di un empio è una spaventosa caduta e la gioia dell’iniquo è perdizione. 6Anche se i suoi doni salissero sino al cielo, la sua offerta sarebbe vista dalle nuvole; 7quando infatti già ritiene di essere stabile, proprio allora è perduto del tutto. I suoi conoscenti diranno: Dov’è? 8E’ volato via come un sogno, e non lo si trova più: è sparito come una visione notturna. 9L’occhio scruta, ma non lo scorge, la sua dimora non lo riconosce più. 10I vincitori uccideranno i suoi figli, e le sue mani bruceranno dal dolore. 11Le sue ossa erano piene della sua gioventù, ma ora con lui poseranno nella polvere. 12Quando in bocca gli si addolcisce il male, egli lo nasconde sotto la lingua: 13non lo lascia, non lo rifiuta, ma lo raccoglie in gola, 14però non ne avrà sostegno, e nel suo stomaco sarà veleno d’aspide. 15Così vomiterà la ricchezza accumulata ingiustamente, e un angelo lo scaccerà dalla sua casa. 16S’allatterà con la bava dei draghi; la lingua del serpente lo ucciderà. 17Non vedrà più mungitura di greggi, né dispense di miele e di burro. 18Invano, stoltamente ha faticato per una ricchezza che non potrà gustare, divenuta come carne secca che non si riesce a masticare, che non si può inghiottire. 19Egli infatti derubò le case di molti potenti, saccheggiò l’esistenza e non si fermò: 20non ci sarà per lui salvezza nelle sostanze; nella sua avidità non avrà scampo. 21Dopo che mangia, non ci sono avanzi; perciò i suoi beni non fioriranno: 22quando crederà d’essersi riempito, si troverà in miseria e ogni bisogno gli verrà addosso. 23Perché se ne riempia lo stomaco, su di lui sarà mandata la collera dell’ira, e sarà sommerso dalle afflizioni. 24Non scamperà alla mano della spada, un arco di bronzo lo trafiggerà: 25dal suo corpo egli si strapperà la freccia, ma nella sua vita vi saranno fulmini: i terrori si metteranno in marcia contro di lui. 26Ogni tenebra lo aspetta: lo ingoierà un fuoco che mai si spegne, che consumerà quel che resta della sua casa. 27Il cielo svelerà le sue iniquità e la terra insorgerà contro di lui; 28la rovina distruggerà del tutto la sua casa; su di lui verrà il giorno dell’ira. 29Questa la parte che il Signore assegna all’uomo empio! Questa è per lui l’eredità da parte del Sorvegliante!”
XXI Allora Iov prese a dire: 2“Ascoltate! Ascoltate le mie parole, perché da voi io abbia consolazione. 3Permettete che anche io parli, e non ridete di me. 4Forse che io discuto con un uomo? Perché non dovrei essere adirato? 5Volgete lo sguardo su di me: stupite e prendetevi a schiaffi. 6Quando me ne ricordo, avverto la gravità e anche le mie ossa provano dolore: 7perché mai gli empi continuano a vivere e anzi invecchiano nella ricchezza? 8La loro prole è abbondante; i loro figli, sotto i loro occhi; 9le loro dimore sono tranquille, al sicuro da spavento; su di loro non c’è alcun flagello da parte del Signore; 10la loro vacca non abortisce, porta a buon fine quel che ha in grembo e non lo perde; 11come pecorelle, a lungo i figli giocano avanti a loro, 12prendono il salterio e la cetra, e gioiscono alla voce del canto; 13portano a compimento tra i beni la loro vita, e si addormentano nel riposo dell’ade. 14Eppure essi dicono al Signore: Allontanati da me!, la tua via non la voglio vedere!, 15perché mai dovremmo essere suoi servi?, che interesse c’è nel rivolgerci a lui? 16Essi infatti hanno in mano i loro beni! Ma le opere degli empi non si vedono? 17Anche la lucerna degli empi si spegnerà, la catastrofe piomberà su di loro, la collera [divina] su loro scaglierà dolori! 18Diverranno come paglia al vento, come un polverone sollevato dal turbine: 19i loro beni verranno a mancare ai figli; saranno puniti e allora vedranno! 20Vedano con i propri occhi la loro rovina, non abbiano scampo dal Signore! 21La loro volontà è stata separata dalla loro casa, ed è contato il numero dei mesi! 22Non è forse il Signore che insegna intelligenza e scienza? Egli giudicherà gli assassini! 23Uno muore nel vigore della sua semplicità - tutto tranquillo e felice, 24con i fianchi colmi di grasso - quando si scioglie il suo midollo, 25mentre un altro finisce con l’amarezza nell’anima, senza aver gustato niente di buono. 26Entrambi giacciono nella polvere, e il marciume li ha coperti. 27Già lo so che voi mi assalirete con audacia 28e direte: Dov’è la casa di questo principe? dov’è la copertura degli accampamenti degli empi? 29Chiedete a chiunque passi per la strada, e non tiratevi fuori dalle loro dichiarazioni. 30Il malvagio sarà portato al giorno della rovina; nel giorno dell’ira sarà punito! 31Chi gli rinfaccerà la sua condotta? Chi lo ricambierà? 32Egli sarà portato al sepolcro, e veglierà sul suo stesso tumulo; 33dolci saranno per lui i sassi della valle; ogni uomo andrà dietro a lui, e senza numero avanti a lui. 34Perché mi consolate invano? Da voi non c’è per me alcun sollievo”.
XXII Alla Elifàz il Themanìte prese a dire: 2“Non è forse il Signore che insegna intelligenza e scienza? 3Che interesse ha il Signore se tu ti mantieni irreprensibile nelle tue azioni? Quale utile, se sei integro nella tua condotta? 4Egli controlla forse le parole che dici, ed entra in causa con te? 5Non è forse vero che le tue brutture sono molte, e senza numero i tuoi peccati? 6Tu, per un nonnulla pretendevi ipoteche dai tuoi fratelli, e toglievi i vestiti pure agli ignudi. 7Non hai dissetato con acqua gli assetati e agli affamati negavi un tozzo di pane. 8Tu hai badato alle facce, ospitavi solo i potenti sulla terra. 9Le vedove mandavi via a mani vuote e maltrattavi gli orfani. 10Ecco perché ti circondano legacci e ti rincorre una guerra tremenda; 11la luce per te è diventata tenebra, e mentre dormi, l’acqua ti sommerge. 12Chi dimora negli altissimi [cieli] non osserva? Egli non ha forse umiliato chi l’offende? 13Ma tu dici: Che ne sa il Forte? Giudica attraverso la caligine? 14Una nube è il suo ricettacolo ed egli non vede: si aggira per il cielo! 15Tu vuoi forse seguire l’antico sentiero che hanno percorso gli uomini iniqui, 16i quali furono annientati prima del tempo? Il fiume ha rovesciato le fondamenta 17di quanti dicevano: Il Signore, che ci farà mai? che ci combinerà l’Onnipotente? 18Eppure egli aveva riempito le loro case di beni: lontano da lui è il consiglio degli empi! 19I giusti videro e risero; l’uomo irreprensibile se ne fa beffe: 20le loro sostanze sono sparite, la loro abbondanza l’ha divorata il fuoco! 21Sii inflessibile nel sottometterti [a Dio], e avrai il frutto di beni; 22ricevi l’istruzione dalla sua bocca e riponi le sue parole nel tuo cuore, 23perché se torni indietro e ti umili innanzi al Signore, terrai lontana dalla tua vita l’iniquità. 24Anziché sulla polvere, sarai fondato sulla pietra, sulla pietra del torrente di Sofìr; 25l’Onnipotente sarà il tuo aiuto contro i nemici, ed egli ti renderà puro come argento fuso dal fuoco; 26così avrai confidenza innanzi al Signore, levando in alto lo sguardo al cielo con gioia: 27ti rivolgerai a lui ed egli ti ascolterà, ti concederà il frutto delle preghiere; 28ristabilirà per te un’esistenza di giustizia, e sulle tue strade ci sarà un raggio di luce, 29perché quando egli ti umilierà, tu dirai: Sii magnificato!, ed egli salverà chi abbassa gli occhi. 30L’innocente sarà redento, e per la purezza delle tue mani tu sarai salvo”.
XXIII Allora Iov prese a dire: 2“Io lo so che per mano mia c’è una accusa, mentre la sua mano si è fatta pesante su di me afflitto. 3Magari sapessi dove trovarlo, e giungere a termine! 4Gli parlerei della mia causa e la mia bocca sarebbe piena di argomenti; 5saprei che medicina mi porge, e comprenderei cosa ha da dirmi; 6anche se mi dovesse contrastare con gran forza, non userebbe contro di me minacce; 7da lui viene verità e biasimo: porterà a termine il mio giudizio! 8Andrei all’inizio [del mondo], dove non sono mai stato, e alla fine, che non ho mai visto; 9ma lo cerco a sinistra, e non lo vedo, mi a volgo a sinistra, e non appare. 10Egli però conosce la mia strada, e mi ha saggiato come si fa con l’oro; 11seguirò i suoi ordini: ho custodito i suoi indirizzi e non devierò 12dai suoi comandi; non mi allontanerò, perché nel mio petto ho nascosto le sue parole. 13Se egli giudica in un modo, chi può contraddirlo? Egli ha voluto, egli ha fatto. 14Perciò io mi preoccupo di lui; ammonito, a lui sto attento; 15perciò mi preoccupo della sua faccia: ci penso, e di lui ho terrore. 16Il Signore ha reso flaccido il mio cuore; l’Onnipotente mi ha fatto impensierire: 17non sapevo che su di me sarebbe venuta la tenebra; una nube ha nascosto ciò che è davanti al mio volto.
XXIV Poiché il Signore dimentica di prendersene cura, 2gli empi hanno superato ogni limite, rapinando il gregge insieme al pastore; 3portano via il giumento dell’orfano e ipotecano il bue della vedova; 4fanno deviare i deboli dalla retta via e tutti insieme hanno sottratto ai mansueti della terra. 5Essi salgono come asini nella campagna (contro di me uscendo con il loro esercito), ognuno per rallegrare di pane i più giovani: 6hanno mietuto nella campagna oltre i loro confini. I miseri lavorano nelle vigne degli empi senza alimento né salario, 7e molti di loro dormono nudi, senza coprirsi (hanno perso anche la veste dell’anima), 8infradiciati dalla fitta pioggia sulle montagne, e non avendo essi protezione, si rifugiano sotto le rocce. 9Hanno strappato gli orfani dalla mammella; hanno umiliato i derelitti; 10ingiustamente li lasciano dormire nudi, e privano gli affamati d’un tozzo di pane; 11hanno teso iniquamente tranelli nelle strettoie; non hanno conosciuto la via retta; 12li hanno cacciati dalle città e dalle loro case, e l’anima dei bambini geme grandemente. 13Perché non c’è per loro una visita [divina]? Sono sulla terra e non lo riconoscono; ignorano la via della giustizia e non hanno camminato per i suoi sentieri. 14Conoscendo le loro opere, [il Signore] li ha affidati alle tenebre: verrà come un ladro di notte. 15L’occhio dell’adultero sceglie il buio, dicendo: Nessun occhio mi vedrà! e si nasconde la faccia. 16Nel buio sfascia le famiglie, e di giorno se sta al chiuso: non conosce la luce; 17perché l’alba per lui è simile all’ombra della morte, perché conosce il terrore dell’ombra della morte. 18Egli è lieve sulla superficie dell’acqua: sia maledetta la sua parte sulla terra; si spargano i suoi semi 19sopra una terra arida, poiché egli ha spezzato le braccia degli orfani; 20il suo peccato non sia dimenticato, ma sia visibile come una nuvola di brina; gli sia reso per come ha agito! Ogni iniquo sia stroncato come un albero marcio, 21poiché non ha fatto del bene alla vergine, non ha avuto pietà della donna, 22con ira ha distrutto i deboli. Ebbene: quando sorge, non creda più di vivere; 23se infermo, non speri di guarire, perché perirà nella malattia! 24La sua superbia ha fatto del male a molti: appassisca come la malva alla vampa del sole, come un frutto da solo caduto dal ramo. 25Se non sarà così, chi mi potrà dire d’essere bugiardo e azzerare le mie parole?”
XXV Allora Valdhàdh il Savchite prese a dire: 2“Il terrore principia da Colui che nell’altissimo [dei cieli] tutto compie! 3Qualcuno può forse pensare che egli trascuri i delinquenti? Per chi egli non prepara tranelli? 4Un mortale come potrà essere giusto innanzi al Signore? Come può purificarsi il nato da donna? 5Egli comanda alla luna, ed essa non appare; neppure gli astri sono puri innanzi a lui: 6ahimè! ché marciume è l’uomo, e un verme il figlio dell’uomo!”
XXVI Allora Iov prese a dire: 2“A chi ti rivolgi e chi vuoi aiutare? Forse uno che ha molta forza e braccio potente? 3A chi dai consigli? Forse a chi è tutto sapienza? A chi vuoi stare dietro? Forse ha chi una forza immensa? 4A chi indirizzi le parole? Il soffio che esce da te è suo! 5Al di sotto delle sue dimore e dell’acqua, non si formano forse i giganti? 6Innanzi a lui è nudo l’ade, e la perdizione non ha mantello. 7Verso il nulla egli stende il settentrione e sul vuoto sospende la terra. 8Nelle sue nuvole egli rinchiude l’acqua, e non si apre la caligine sotto di lui. 9Egli copre la faccia del trono: su di esso stende la sua caligine. 10Un limite ha posto intorno alla superficie dell’acqua, sino ai confini tra luce e tenebra. 11Le colonne del cielo atterrite hanno sussultato alla sua minaccia; 12con la sua potenza ha placato il mare, con la sua scienza ha schiacciato il mostro marino. 13Di lui ha timore la porta del cielo; a un suo ordine è stato messo a morte il drago ribelle. 14Tutto questo è una parte della sua opera, e ne abbiamo udito appena qualcosa di questo discorso, ma chi può comprendere il potere del suo tuono?”
XXVII Iov riprese il discorso e disse: 2“Viva Dio che così mi ha giudicato, l’Onnipotente che amareggia la mia anima! 3Finché avrò fiato e lo spirito di Dio sarà nelle mie narici, 4le mie labbra non diranno iniquità, né l’anima mia penserà cose ingiuste. 5Non dico che voi non siete giusti, ma - finché vivo – io mi dichiaro innocente: 6seguirò la giustizia e non tornerò indietro (in me non riconosco azioni illegali), 7però i miei nemici abbiano la catastrofe degli empi e i miei avversari la rovina dei senza legge. 8L’empio ha forse qualche speranza quando prega? Confida in Dio: ma sarà salvato? 9Dio ascolterà forse la sua supplica quando il bisogno gli sarà addosso? 10Innanzi a lui troverà un po’ di coraggio? Egli lo ascolterà quando lo invocherà? 11Io vi spiegherò invece quel che si trova nella mano del Signore e non mentirò su quel che è innanzi all’Onnipotente, 12anche se voi siete consapevoli che dite sciocchezze agli sciocchi. 13Ecco la parte assegnata dal Signore all’uomo empio: l’Onnipotente assegna a lui l’eredità dei tiranni. 14Se gli nasceranno molti figli, essi finiranno sacrificati, oppure - se diventeranno uomini – saranno ridotti all’elemosina. 15I suoi discendenti finiranno nella morte, e nessuno avrà pietà delle loro vedove. 16Se ammasseranno argento come terra e l’oro come fango, 17tutto se lo prenderanno i giusti, e dei suoi soldi si impadroniranno gli uomini sinceri. 18Egli abbandonerà la sua casa come le tarme o come il ragno: 19andrà a dormire ricco e spensierato, ma quando aprirà gli occhi, nulla ci sarà. 20I dolori gli verranno addosso come acqua; di notte lo rapirà una oscura nube; 21una vampata lo solleverà e lo porterà via, lo sbatterà via dal suo luogo, 22si scaglierà contro di lui, e non sarà risparmiato: non potrà fuggire in fuga dalla sua mano; 23a un battito di mani, lo soffierà via dal suo luogo.
XXVIII C’è un posto dove si fa l’argento, e un posto dove si affina l’oro; 2il ferro si cava dalla terra e il bronzo si può scolpire come fosse pietra; 3[l’uomo] fissa un ordine alle tenebre e ne esplora tutti i confini (la pietra dell’ade e l’ombra della morte), 4trae un torrente dalla polvere; chi abbandona la via retta si arricchisce, ed esulta tra i mortali. 5Sulla terra esce il pane, ma sotto di essa s’aggira come un fuoco: 6c’è un posto le cui pietre sono zaffiri, e lì la polvere è d’oro. 7L’aquila non ne conosce il sentiero, e non l’ha mai visto l’occhio dell’avvoltoio; 8i figli dei mercanti non vi hanno messo piede né da lì è mai passato il leone. 9[L’uomo] ha steso la sua mano sui dirupi, e ha spianato la montagna sino alla base; 10ha guadato i vortici dei fiumi; il suo occhio ha visto tutto ciò che è prezioso, 11ha scoperto gli abissi dei fiumi, e alla luce ha mostrato la sua forza. 12Ma dove si trova la sapienza? Qual è il posto della scienza? 13Il mortale non ne conosce la via, né si trova tra gli uomini. 14L’abisso ha detto: Non è in me! Il mare ha detto: Non è con me! 15Non c’è possibilità di racchiuderla, né si può pesare argento per averla in cambio. 16Non si confronta con l’oro di Ofìr, con il prezioso onice, con lo zaffiro; 17non si può valutare come l’oro o il cristallo o scambiarla con vasi d’oro. 18Non ci si può ricordare di meteoriti o di coralli: la sapienza vale più delle cose più nascoste. 19Non le si può paragonare il topazio dell’Etiopia né confrontarla con l’oro puro. 20Dove si trova dunque la sapienza? Qual è il posto dell’intelligenza? 21Essa è nascosta a tutta l’umanità e celata agli uccelli del cielo. 22La distruzione e la morte hanno detto: Ne abbiamo udita la fama! 23Solo Dio ne ha ben compreso la via; egli sa qual è il suo posto, 24perché egli scruta tutto ciò che è sotto il cielo e conosce ciò che egli ha fatto sulla terra. 25Il peso del vento e la misura dell’acqua 26ha deciso di fissare quando li creò, e la strada al rombo che scuote. 27Allora egli la vide [la sapienza], la indirizzò e la rese sufficiente, 28dicendo all’uomo: Ecco, la sapienza è temere il Signore, e la scienza è fuggire il male”.
XXIX Iov riprese il discorso e disse: 2“Chi mi ristabilirà nei mesi d’un tempo, nei giorni in cui Dio mi custodiva?, 3quando la sua lampada era dietro di me, sulla mia testa, e alla sua luce avanzavo nelle tenebre? 4Quando per la strada ero attorniato; quando Dio visitava la mia casa; 5quando ero ricco di sostanze, circondato da servi; 6quando il burro colava per le mie strade e dalla mia montagna scorreva giù latte, 7allora camminavo per la città a testa alta, e nelle piazze allestivano per me un seggio. 8Al vedermi, i bambini correvano a nascondersi; gli anziani s’alzavano in piedi; 9i nobili cessavano di parlare, portandosi un dito alle labbra. 10Chi mi udiva, mi diceva beato, e la sua lingua s’incollava al palato: 11chi mi ascoltava e proclamava beato, abbassava gli occhi al vedermi. 12Avevo infatti salvato il povero dalla mano del potente e aiutato l’orfano che non aveva aiuto; 13su di me era venuta la benedizione dei perduti e mi ha benedetto la bocca della vedova. 14Io ero ammantato di giustizia e il giudizio era per me come una doppia corazza. 15Ero l’occhio dei ciechi, il piede degli zoppi; 16io ero il padre dei deboli: studiavo con attenzione le cause che non conoscevo; 17spaccavo le ganasce degli iniqui, e dai loro denti strappavo la preda. 18Io dicevo: La mia età cresce come tronco di palma, 19la radice affonda nell’acqua, la rugiada si poserà sulle mie messi, 20la mia gloria ringiovanirà con me e il mio arco tenderà le sue braccia. 21E chiunque mi ascoltava, stava attento; al mio consiglio, taceva; 22nulla aggiungeva alla mia parola: erano felici quando parlavo loro. 23Come la terra assetata aspetta la pioggia, così essi la mia parola: 24se ridevo di loro, non ci credevano, e non si spegneva la luce del mio volto. 25Sceglievo io la loro via; ero assiso come un principe; vivevo tra loro come un re tra gli armati alla leggera, come un consolatore tra gli sventurati.
XXX Ora invece mi deride anche la gente da poco; mi rimproverano anche quelli i cui padri non stimavo, che non avrei degnato di fare i cani dei miei armenti. 2A che mi poteva servire la forza delle loro mani? Su di loro incombe una fine 3di miseria e di lotta per la fame. Quelli che ieri senza sudare sfuggivano alla tribolazione e alla miseria, 4ora raccolgono – dove trovano – erbe salate: erbe salate hanno come cibo, disonorati e svergognati, privi d’ogni bene, dalla gran fame masticano le radici delle piante! 5Ladri, che sono insorti contro di me! 6le loro case come caverne nelle rocce; 7gridano come selvaggi tra i cespugli; dimorano tra gli sterpi selvatici: 8figli di matti e di canaglie, nome e fama da cancellare dalla terra! 9Ora per loro son diventato una chitarra stonata, fatto oggetto di chiacchiere. 10Mi aborriscono, si allontanano alla larga da me, non si trattengono dallo sputarmi in faccia. 11Hanno aperto la loro faretra per farmi del male; mi hanno messo in faccia una museruola; 12tenendo la verga nella destra sono insorti contro di me, hanno teso il loro piede per indirizzarmi sui loro sentieri della rovina; 13hanno deviato la mia via, mi hanno spogliato della mia veste; mi hanno colpito con le loro frecce; 14mi battono come vogliono, nei dolori sono immerso. 15Tornano su me i dolori, come un soffio s’allontana la mia speranza, e la mia salvezza come foschia. 16Ora dentro di me si strugge la mia anima; mi hanno preso i giorni delle doglie; 17di notte le mie ossa si consumano e i miei nervi si sciolgono. 18[Il Signore] con gran violenza mi ha afferrato per la veste, mi ha stretto come il collo del mantello, 19mi ha trattato come fango: la mia sorte è per terra, nella polvere. 20A te [Signore] ho gridato, e tu non mi hai ascoltato; mi eri davanti e non mi hai riconosciuto. 21Ti sei mosso contro di me senza misericordia, mi percuoti con mano potente, 22contro di me ti sei schierato con dolori, e mi hai strappato dalla salvezza. 23Io lo so che la morte mi sterminerà: la terra ovunque è dimora di mortali. 24Io non posso da solo darmi una mano: chiedo a un altro che mi faccia questo. 25Io ho pianto per chiunque era senza forze; ho patito vedendo qualche uomo nel bisogno: 26io mi aspettavo beni, ed ecco invece che mi son venuti incontro giorni brutti. 27Il mio ventre brucia, non tace: mi sono piombate addosso giornate di miseria. 28Tiro avanti gemendo, senza più voce: m’ero levato gridando in mezzo all’assemblea. 29Son diventato fratello delle sirene, compagno degli struzzi; 30la mia pelle è diventata tutta nera, come le mie ossa, per il bruciore; 31la mia cetra è accordata per il lutto, e il mio salterio piange su di me.
XXXI Avevo fatto un patto con gli occhi miei: non fissarmi mai su una vergine. 2E che parte mi ha dato Dio dall’alto, e quale eredità dai superni [cieli]? 3La rovina non è forse per l’iniquo e la sventura per chi opera empietà? 4Egli non vede forse la mia condotta e non conta tutti i miei passi? 5Se avessi camminato con buffoni, se il mio piede si fosse affrettato all’inganno! 6Mi si metta su una giusta bilancia: il Signore conosce la mia innocenza. 7Se il mio piede ha deviato, se il mio cuore ha seguito gli occhi, se le mie mani si son fatte corrompere, 8allora io semini e altri mangino, e io sia senza radici sulla terra! 9Se il mio cuore è andato dietro alla donna d’altri, o se mi sono appostato alla sua porta, 10allora mia moglie piaccia a un altro e i miei figli siano umiliati. 11E’ brama sfrenata del temperamento, quello di profanare la donna di un [altro] uomo! 12E’ un fuoco che brucia da ogni parte, che quando arriva distrugge sin dalla radice! 13E se non ho riconosciuto il diritto del mio servo o della mia serva di stare in giudizio contro di me, 14cosa farò quando il Signore mi sottoporrà a esame? Quando verrà a visitarmi, che risposta darò? 15Come sono stato formato io in un ventre, così non sono stati fatti anch’essi? Siamo stati fatti tutti in un seno materno! 16I poveri avevano bisogno e io non dato loro quel che avevo? Non ho guardato negli occhi la vedova? 17Ho mangiato da solo il mio tozzo di pane e non ne ho dato all’orfano, 18anche se [il Signore] sin da fanciullo mi ha allevato come un padre e mi ha guidato sin dal seno di mia madre? 19Ho visto qualcuno perire nudo e non lo ho rivestito? 20I poveri non mi hanno forse benedetto perché le loro spalle si sono riscaldate con la tosatura dei miei agnelli? 21Ho alzato la mano sull’orfano, sicuro di avere molti aiuti? 22Allora mi si stacchi la spalla dalla clavicola! Il mio braccio si spezzi alle giunture! 23Il timore del Signore mi ha preso e alla sua parola non posso reggere! 24Ho riempito d’oro la mia giara? Ho confidato nella pietra preziosa? 25Ho gioito per la grande ricchezza che m’era venuta e ho posto la mia mano a [beni] senza numero? 26Ho forse visto il sole sorgere e tramontare o la luna decrescere, e mi son rivolto a loro, 27 e nascostamente il mio cuore se ne è appassionato e ho baciato la mia mano portandola alla bocca? 28e questo mi è stato calcolato come gravissima empietà, perché ho giurato il falso contro il Signore, l’Altissimo? 29Ho gioito per la rovina dei miei nemici e: Evviva! ha detto il mio cuore? 30Allora il mio orecchio senta la mia maledizione e il mio popolo mi maltratti in pubblico! 31Molte volte le mie serve hanno detto: A chi di noi non dà le sue carni per riempirci? Io sono molto dolce! 32Lo straniero non ha mai passato la notte fuori, perché la mia porta era aperta a chiunque arrivasse, 33anche se ho peccato, nascondendo involontariamente il mio peccato, 34e mi sono vergognato di raccontarlo innanzi alla moltitudine della folla, tanto da non poter uscire dalla mia porta a cuor leggero. 35Chi mi darà qualcuno che ascolti? Se non avessi timore della mano del Signore, avrei uno scritto contro ognuno: 36per farlo sapere, me lo metterei sulle spalle, come una corona, 37e lo consegnerei senza strapparlo prima che lo prenda il creditore! 38Se mai la terra a causa mia ha provato dolore e i suoi solchi hanno pianto, tutti insieme; 39se io da solo ho divorato le sue risorse senza pagare; se ho afflitto con dispiacere l’anima del Signore della terra, 40allora per me crescano ortiche al posto del frumento e rovi invece dell’orzo!” E Iov smise di parlare.
XXXII Anche i suoi tre amici si quietarono nel ribattere a Iov, perché innanzi a loro Iov era giusto. 2Ma Eliùs di Varachiìl, il Vuzìte, della tribù di Ram in terra d’Avsìtidhe, si infuriò assai contro Iov, perché si dichiarava giusto innanzi al Signore; 3e s’infuriò assai anche contro i tre amici, perché non erano stati capaci di rispondere contraddicendo Iov e l’avevano trattato da empio. 4Eliùs aveva pazientato prima di rispondere a Iov, perché gli altri erano più anziani di lui, 5ma quando vide che sulla bocca dei tre uomini non c’era risposta, s’accese di collera. 6Così Eliùs di Varachiìl il Vuzìte disse: “Come età, io sono giovane e voi anziani, e perciò me ne son stato quieto, temendo di palesarvi la mia scienza. 7Dicevo: non è il tempo di parlare, perché so che la sapienza sta in una moltitudine di anni. 8Tuttavia, lo spirito che è nei mortali - il soffio dell’Onnipotente - è il maestro: 9non è che quanti hanno molti anni siano sapienti o che i vecchi pensino con giudizio. 10Perciò dico: ascoltatemi e riferirò a voi quel che penso. 11Riflettete sui miei discorsi: io sono stato ad ascoltarvi fino a quando non avete finito di parlare. 12Sino a quando sono stato a voi attento, voi non avete risposto alle parole di Iov in modo convincente. 13Non dite: Abbiamo trovato la sapienza, affidandoci al Signore! 14Vi siete permessi di dire a un uomo tali parole! 15Sono sconcertati, non rispondono più, le loro parole si son fatte vecchie! 16Ho pazientato, ma non hanno parlato, e perché erano stupiti, non hanno risposto!” 17E così Eliùs riprese a dire: “Parlerò di nuovo, 18perché sono pieno di ragionamenti: lo Spirito mi pesa sullo stomaco! 19il mio stomaco è come un otre pieno di mosto ribollente, come un tubo di rame che sta per spaccarsi. 20Parlerò: per darmi pace, aprirò la bocca. 21Non avrò rispetto d’alcun uomo, e non mi vergognerò d’alcun mortale; non sono capace di adulare nessuna persona: se no, i vermi divorino anche me!
XXXIII Niente altro ascolta, Iov, che i miei discorsi e stai attento a quel che dico. 2Ecco, ho aperto la mia bocca e la mia lingua ha parlato: 3le mie parole, da cuore puro; le mie labbra diranno sinceramente quello che so. 4Lo spirito divino mi ha creato; il soffio dell’Onnipotente mi ha istruito. 5Se puoi, dammi una riposta su queste cose… abbi pazienza: mettiti davanti a me, come io davanti a te. 6Siam venuti fuori dal fango: tu e io; dallo stesso siamo stati tratti: 7non farti stravolgere dal timore di me, perché la mia mano su di te non sarà pesante. 8Tu però hai detto alle mie orecchie (ho ascoltato il suono delle tue parole), 9hai detto: Io sono puro; non ho peccato; sono innocente; non ho commesso iniquità; 10[è il Signore che] trova pretesti contro di me e mi tratta da nemico, 11mette i miei piedi nei ceppi, sorveglia tutte le mie strade. 12Ma come mai dici: Io sono giusto, perché egli non mi ascolta? Eterno è colui che sta sopra i mortali! 13Dici anche: Perché non ascolta alcuna parola della mia difesa? 14Perché una volta sola parla il Signore, e una seconda volta 15nel sonno, nelle riflessioni notturne, come quando cade una paura tremenda sugli uomini assopiti a letto: 16allora egli svela la mente degli uomini e con quelle visioni di timore li fa intimorire, 17per far tornare indietro l’uomo dall’iniquità. Redime così il loro corpo dalla caduta, 18scampa la sua anima dalla morte, perché non cada nella guerra. 19Lo riprende anche con la debolezza, a letto, quando tutte le sue ossa tremano 20e non è capace di prendere alcun cibo mortale (anche se la sua anima desidera il nutrimento), 21mentre le sue carni si consumano e le sue ossa si mostrano nude, 22la sua anima si avvicina alla morte e la sua vita all’ade. 23Ma se uno dei mille angeli portatori di morte non se l’ingoia, perché nel cuore ritorni al Signore, annuncerà a quell’uomo il suo dovere e gli indicherà la sua stoltezza, 24in modo che non abbia a cadere nella morte. Allora il suo corpo rinnoverà come l’intonaco del muro; colmerà di midollo le sue ossa; 25le sue carni farà tenere come quelle del bambino; lo ristabilirà uomo forte tra gli uomini. 26Egli si rivolgerà al Signore ed egli sarà accetto; uscirà riscattato con volto lieto; [il Signore] renderà giustizia a quell’uomo. 27Allora quell’uomo si rivolgerà a se stesso dicendo: Avevo peccato, ma non mi ha trattato come era giusto; 28salva l’anima mia, perché non vada nella corruzione, e la luce illumini la mia vita! 29Ecco, tutto questo ha fatto il Potente all’uomo - tre volte! – 30e ha scampato la mia anima dalla morte, affinché la mia vita gli dia lode nella luce. 31Pensaci, Iov, e ascoltami; taci e io parlerò, 32ma se hai parola, rispondimi; parla: voglio darti ragione! 33Altrimenti, ascoltami; taci e ti insegnerò la sapienza”.
XXXIV Eliùs prese a dire: 2“Voi sapienti, ascoltatemi e voi, scienziati, pensate al bene: 3perché l’orecchio mette alla prova le parole come il palato gusta il cibo. 4Scegliamo tra noi quello che è giusto, riconosciamo tra noi chi è buono. 5Iov ha detto: Io sono giusto; il Signore ha cambiato giudizio, 6smentisce il mio giudizio; la mia ferita è grave, ingiusta. 7C’è un uomo, come Iov, che si beva la bestemmia come acqua, 8ma dica di non peccare, di non essere empio, di non essere compagno di strada dei malfattori, di non andare insieme agli empi? 9Perché non dici: Non c’è sorveglianza per quell’uomo; lo sorveglia il Signore? 10Sapienti di cuore, ascoltatemi! Non si accusi il Signore di empietà, né si dica che l’Onnipotente stravolge il diritto. 11Egli infatti rende all’uomo secondo quel che ognuno ha fatto e si fa trovare sui suoi contorti sentieri. 12Forse che il Signore può fare il male, o l’Onnipotente sovvertire la giustizia, lui che ha fatto la terra? 13Chi ha creato tutto quel che è sotto il cielo e tutti gli esseri? 14Se egli volesse chiudersi in sé e trattenere a sé lo Spirito, 15tutte insieme finirebbero tutte le carni, tutti i mortali si dissolverebbero nella terra dalla quale furono formati. 16Se non vuoi ragionare, ascolta questo; stai attento al suono delle parole: 17tu vedi uno che odia gli empi e perseguita i malvagi, che è sempre giusto. 18Se un empio dice al re: Sei scellerato! e ai principi: Empi!, 19se non ha rispetto delle persone rispettabili, né sa portare onore ai veri uomini, ammirando la loro persona, 20è inutile che si metta a gridare e indicare: All’uomo!, quando essi perseguitano ingiustamente i deboli. 21[Il Signore] infatti è spettatore delle azioni degli uomini, e non gli sfugge nulla di ciò che fanno: 22non c’è luogo dove si possano nascondere gli operatori d’iniquità, 23né egli rimanda a lungo il giudizio dell’uomo. 24Il Signore, senza inchiesta, fiacca tutti i potenti, grandi e superbi e senza numero; 25egli conosce le loro azioni; li abbatte nella notte e li umilia; 26spegne gli empi, a lui ben visibili, 27perché hanno deviato dalla legge di Dio e non hanno voluto riconoscere i suoi decreti, 28sì che sino a lui è giunto il grido degli afflitti, e al grido dei poveri ha dato ascolto. 29Quando egli concede la quiete, chi avrà da ridire? Egli tiene celato il suo volto: chi potrà vederlo tra le nazioni o gli uomini, 30se per afflizione del popolo fa regnare l’uomo ipocrita? 31Qualcuno dice al Potente: Ho sbagliato, non farò il male; 32da me stesso non vedo, indicami tu l’iniquità che ho commesso, e non continuerò a compierla. 33Forse che [il Signore] dovrebbe rendere giustizia a modo tuo, perché lo critichi tu, non io? Di’ quello che pensi. 34Gli uomini assennati e gli uomini sapienti che ascoltano le mie parole diranno: 35Iov non ha parlato con intelligenza; le sue parole non hanno scienza. 36No! Impara, Iov, e non rispondere più come gli stolti, 37per non aumentare i nostri peccati: ci sarebbe infatti computato come iniquità il chiacchierare e dire molte parole contro il Signore”.
XXXV Eliùs prese a dire: “Perché agisci in giudizio 2e dici d’essere giusto innanzi al Signore? 3Darò io la risposta, a te e ai tuoi tre amici. 4Guarda in alto, al cielo, e vedi; osserva quanto le nuvole sono più in alto di te. 5Se pecchi, che fai? Se fai molte iniquità, cosa puoi fare? 7E se sei giusto, cosa gli dai? [Il Signore] prenderà dalle tue mani? 8La tua empietà è danno per l’uomo tuo simile; la tua giustizia è a pro d’un figlio d’uomo? 9Gridano a causa della moltitudine degli oppressori, chiedono aiuto contro la violenza di molti, 10ma nessuno dice: Dov’è il Dio che mi ha creato, colui che dispone le veglie notturne, 11che mi ha distinto dai quadrupedi della terra e dai volatili del cielo? 12Colà gridano, ma [Il Signore] non li ascolta, a motivo della superbia dei malvagi. 13Il Signore non vuol vedere iniquità, perché egli è l’Onnipotente: 14egli conosce le empietà dei cattivi e mi salverà. Innanzi a lui chiedi giustizia, se ti è possibile dar lode a lui per quel che è. 15Invece ora – poiché egli non lo visita con la sua ira e fa d’ignorare le gravi colpe – 16Iov apre bocca inutilmente e per ignoranza aggrava le parole!”
XXXVI Eliùs continuò ancora a dire: 2“Sta’ con me ancora un poco, perché ti istruisca; c’è ancora in me qualche parola. 3Spingerò lontano la mia scienza, e con le opere proverò in verità i miei diritti: 4tu ingiustamente pensi discorsi ingiusti. 5Sappi che il Signore non respinge l’innocente; egli ha un cuore di forte potenza, 6ma non dà vita all’empio: rende giustizia ai poveri. 7Egli non distoglie i suoi occhi dal giusto; in trono, insieme ai re, lo pone vincitore e lo esalta. 8A quanti sono trattenuti mani e piedi con i lacci della miseria, 9egli rivela le loro opere e le loro colpe, di cui si fecero forti. 10Egli invece ascolterà il giusto; ha detto che torneranno indietro dall’iniquità 11quanti ascolteranno e si sottometteranno: essi porteranno a termine i loro giorni tra i beni e i loro anni con dignità. 12Egli non salverà gli empi, perché essi non hanno voluto vedere il Signore, saranno perciò castigati e resteranno senza dimora; 13gli ipocriti di cuore saranno abbandonati alla collera, non avranno aiuto perché egli li ha incatenati: 14quindi la loro anima morirà nella giovinezza e la loro vita sarà massacrata dagli angeli; 15poiché essi hanno afflitto il sofferente e il debole, sarà così rivelata la malvagità delle azioni. 16Egli invece continuerà a strapparti dalle fauci del nemico: l’abisso e l’inondazione che vi è nel fondo. La tua tavola cederà per l’abbondanza degli alimenti. 17Non sottrarti al giudizio dei giusti, 18perché l’ira si riverserà sugli empi a causa dell’empietà dei doni che ingiustamente hanno accettato. 19La mente non si distolga dalle suppliche dei deboli nel bisogno e da tutti quanti sono oppressi dai forti, 20ma non studiare di notte come sollevare i popoli contro di loro; 21guardati dal commettere illegalità, poiché per questo motivo io sono stato afferrato dalla miseria. 22Ecco, il Potente è forte della sua forza: chi è dominatore come lui? 23C’è chi scruti le sue opere o gli dica: Hai fatto male? 24Ricorda che le sue opere sono magnifiche, esaltate dagli uomini: 25ogni uomo le vede da sé, tutti i mortali ne sono colpiti. 26Ecco: il Potente, lo è molto, e non sappiamo; incalcolabili gli anni suoi; è infinito. 27Egli ha senza numero gocce di pioggia, che si raccolgono in nubi di pioggia 28e giunte a maturazione si sciolgono; la nube ha ombreggiato la moltitudine dei mortali. 28aHa posto un tempo per gli animali, che hanno conosciuto l’ora del letargo, 28bdi tutto questo però la tua mente non si sorprende né si separa il tuo cuore dal corpo. 29Se tu comprendessi quando si stendono le nubi, a somiglianza della sua tenda! 30Ecco, egli stende intorno a sé come una coltre e ha nascosto le radici del mare, 31con esse giudica i popoli e dona il cibo ai forti, 32nasconde la luce nelle sue mani, e la fulmina contro l’avversario: 33il Signore contro di lui annuncia il suo amico, il suo possesso contro l’iniquità.
XXXVII Per questo il mio cuore è sconvolto e balza fuori dal suo luogo: 2ascolta la voce dell’ira del Signore nella collera; dalla sua bocca uscirà un tema da studiare. 3Sotto ogni cielo è il suo principio e la sua luce sino alle ali della terra; 4Dietro a lui rimbomba una voce; egli tuona con la voce della sua violenza, e non s’arresta di far sentire la sua voce. 5Il Potente tuona con la sua voce prodigiosa. Egli infatti ha creato grandi cose che non comprendiamo. 6Egli ordina alla neve: Posati sulla terra!, come anche alla pioggia dell’inverno, e alle sue potenze delle piogge invernali. 7Egli segna le mani d’ogni uomo, perché ogni uomo conosca la propria malattia. 8Le fiere si ritirano nel covo, e s’acquietano a cuccia; 9da segrete stanze escono le tempeste, e dalle cime dei monti il gelo; 10con un soffio del Potente si forma il ghiaccio, ed egli governa l’acqua come vuole. 11Egli spalma lievi le nubi, e la nebbia disperde la sua luce; 12è proprio lui che affronta i cicloni e divinamente comanda la loro azione, e tutto quello che loro ordina, essi lo compiono sulla terra, 13o per castigare la sua terra o per mostrarvi misericordia. 14Pensa a questo, Iov; fermati a considerare la potenza del Signore! 15Abbiamo visto che Dio dirige le sue opere e che ha creato la luce dalle tenebre; 16che sorveglia l’equilibrio delle nuvole e le straordinarie cadute dei malvagi; 17che il tuo mantello è caldo, e che sulla terra si sta tranquilli. 18Forse che tu, nei tempi antichi, hai posto insieme a lui le fondamenta [della terra], solide sì da sembrare una fusione di metalli? 19Perché, allora, insegnami tu cosa dirgli! 20Non ho davanti a me un libro e uno scriba, perché io possa zittire l’uomo che sta qui! 21Non a tutti è visibile la luce che risplende dai tempi antichi, come se da lui venga attraverso le nebbie; 22a settentrione la nube manda raggi d’oro: infatti grande e preziosa è la Gloria dell’Onnipotente, 23e non troveremo altri simile a lui per la potenza. Egli giudica il giudizio: chi potrà non ascoltarlo? 24Ne abbiano timore gli uomini, ne abbiano timore i sapienti di cuore!”
XXXVIII Dopo che Eliùs ebbe finito di parlare, dal turbine e dalla nube il Signore disse a Iov: 2“Chi è costui che nasconde i miei progetti, e trattiene in cuore certi discorsi che vuol tenermi nascosti? 3Cingiti i fianchi come un vero uomo: io ti interrogherò, e tu mi risponderai. 4Dov’eri tu quando fondavo la terra? Fammelo sapere, visto che pensi da scienziato! 5E chi ha stabilito le sue misure? Lo sai? E chi vi ha steso sopra il règolo? 6Chi ha piantato saldamente i suoi crocchi? Chi vi ha posto la pietra angolare? 7Quando nacquero gli astri, a gran voce mi diedero lode tutti i miei angeli! 8Io ho serrato le porte del mare, quando fu tratto come se venisse da un seno materno; 9su di esso ho posto le nubi come una veste, e lo ho avvolto con fasce di caligine; 10ho stabilito per lui dei confini, rinchiudendolo con sbarre e porte, 11e gli ho detto: Verrai fin qui e non passerai oltre, e dentro te stesso frangerai i tuoi marosi! 12Sei stato forse tu a comandare al raggio dell’aurora? Lo sai tu come si schiera la stella del mattino? 13Hai afferrato tu le ali della terra, per scuotere via da essa gli empi? 14Preso del fango dalla terra, forse sei stato a formare un vivente e, dotandolo di parola, lo hai posto tu sulla terra? 15Hai tolto tu agli empi la luce e hai spezzato tu le braccia dei superbi? 16Sei giunto tu sino alle sorgenti del mare, e hai camminato tu nella profondità dell’abisso? 17Atterrite, si sono spalancate per te le porte della morte? Forse che al vedere te si sono spaventati i portinai dell’ade? 18Hai calcolato tu l’ampiezza di ciò che è sotto il cielo? Dimmi: quanto è? 19In quale terra si trattiene a dormire la luce? Quale è la località delle tenebre? 20Mi puoi condurre verso i loro confini? Conosci forse i loro sentieri? 21Sì: lo sai!, a quel tempo tu eri già nato, grande è il numero dei tuoi anni! 22Tu sei giunto sino alla banca della neve, e hai visto i forzieri della grandine? 23Sono vicini a te, per l’ora dei nemici, per il giorno delle guerre e della battaglia! 24Da dove vien fuori la rugiada e da dove il vento di Noto si spande sotto il cielo? 25Chi ha tracciato un canale alla pioggia impetuosa e una strada agli sconvolgimenti, 26perché piova sulla terra dove non c’è uomo, sui luoghi deserti dove non esiste uomo, 27ma abbeveri i luoghi inaccessibili e disabitati sì che vi cresca l’erba? 28Chi è il padre della pioggia? Chi genera le gocce della rugiada? 29Da quale seno procedono i cristalli [di ghiaccio]? Chi partorisce in cielo la brina 30e la fa scendere come un fiume d’acqua? Chi ha indurito la faccia degli empi? 31Chi tiene stretti i legami delle Pleiadi? Chi apre le cataratte di Orione? 32Quand’è il loro tempo, apri tu alle mazuròth e insieme dal suo paese trai Espero? 33Hai scienza delle leggi del cielo e di tutto quel che avviene sotto il cielo? 34Con la tua voce chiami le nuvole? Ti ascolta con timore l’alluvione d’acqua? 35Mandi tu i fulmini, ed essi partono senza chiedere: Che c’è? 36Chi ha dato alla donna tessuto di sapienza e ornamento di scienza? 37Chi ordinato con sapienza il numero delle nubi? Chi ha piegato il cielo verso la terra? 38Chi ha compattato la polvere come terra e l’ha incollata come un cubo di pietra? 39Sei tu che vai a cacciare una preda per la leonessa e sazi le anime dei draghi 40che si accovacciano nelle loro tane e stanno in agguato nella foresta? 41Chi prepara da mangiare al corvo? I suoi pulcini gridano al Signore, vagolando alla ricerca di grano.
XXXIX Lo sai tu il tempo quando partorisce l’ircocervo, e le guardi tu le doglie delle cerve? 2Sei tu a contare i mesi della loro pregnanza, e li liberi tu dalle doglie? 3Sei tu ad allevare i loro figli senza paura, dopo averle liberate dalle doglie, 4e li fai crescere dopo la nascita, fin quando vanno via e non tornano più alle madri! 5Chi è che lascia libero l’asino selvatico; chi ha sciolto i suoi legami? 6A lui fu dato di vivere nel deserto, e come abitazione le saline; 7egli se ne ride delle città affollate e non sente gli stimoli dell’aguzzino, 8ricerca il suo pascolo sul monte e va dietro a ogni verzura. 9L’unicorno vorrà forse servirti o dormire nella tua stalla? 10Riuscirai forse ad aggiogarlo con la corda perché ti segua ad arare la campagna? 11Ti fiderai mai di lui, sol perché molta è la sua forza, e a lui affiderai i tuoi lavori? 12Credi che egli ti porterà la semente e per te l’ammucchierà sull’aia? 13Il drago volante va a caccia di cicogne e centauri, 14per deporre le sue uova sulla terra e nasconderle sotto la sabbia, 15e non si cura che il piede le possa schiacciare o che siano calpestate dalle bestie del campo; 16spietato con i suoi figli, come non fossero suoi, non ha timore di sgravarsi invano. 17A lui infatti Dio ha taciuto la sapienza e non gli ha impartito intelligenza, 18ma quando in alto s’innalza, si fa beffe del cavallo e del suo cavaliere. 19Hai dato tu forza al cavallo e hai rivestito tu con la criniera il suo collo? 20L’hai circondato tu dell’armatura e hai colmato il suo petto d’orgoglio? 21Egli in campo scalpita spavaldo e con forza procede nella valle; 22si fa beffe del re che incontra e non fugge innanzi al ferro: 23non teme freccia o spada; 24rabbiosamente divora la terra e mai si frena finché non risuona la tromba; 25al segnale della tromba, dice: Bene!, e da lontano fiuta la battaglia, con l’afrore [del sangue] e le grida. 26Forse per tua scienza esiste lo sparviero che stende le ali e fissa lo sguardo verso le terre del sud? 27Forse a un tuo ordine si innalza l’aquila e l’avvoltoio si posa sopra i suoi pulcini, 28sulle cime delle rocce e in luoghi nascosti? 29Da lì egli cerca il cibo e lontano scrutano i suoi occhi; 30i suoi pulcini si rigirano nel sangue e si ritrovano sui cadaveri nei burroni”.
XL Il Signore Dio continuò a rispondere, dicendo a Iov: 2“Non vuoi sottrarti al giudizio e vuoi rispondere accusando Dio?” 3E Iov cominciò a dire al Signore: 4“Cosa ancora discuterò, ragionando e accusando il Signore, ascoltando queste cose, mentre io sono un nulla? Quale risposta darò a queste cose, se non mettermi la mano sulla bocca? 5Ho parlato una volta, ma non lo farò ancora!” 6Ancora una volta il Signore dalla caligine disse a Iov: 7“No, ma cingi come un vero uomo i tuoi fianchi! Io ti interrogherò e tu mi risponderai: 8non sottrarti al mio giudizio! Pensi di poter condannare me per apparire tu giusto? 9Il tuo braccio è come quello del Signore e come la sua tuona la tua voce? 10Prendi dunque fierezza e forza, rivestiti di gloria e d’onore, 11invia messaggeri con ira, e umilia ogni orgoglioso; 12spegni il superbo e di colpo stritola gli empi! 13Nascondili tutti insieme sotto terra; colma le loro persone di vergogna, 14e io affermerò che può salvarti la tua destra. 15Guarda dunque le bestie attorno a te, che mangiano erba come il bue. 16Ecco, guarda che forza [il coccodrillo?] ha nei fianchi, che potenza ha nell’ombelico del ventre! 17Egli tende la coda come un cipresso; i suoi nervi sono tutto un intreccio; 18i suoi fianchi sono fianchi di bronzo e il suo dorso è stato fuso col ferro. 19Esso è il principio della creazione del Signore, e docile gioca con i suoi angeli. 20Egli è salito sul monte scosceso e ha fatto la gioia dei quadrupedi che sono nel tartaro. 21Ovunque si giace presso gli arbusti, presso i papiri, le canne e i giunchi; 22gli fanno ombra i grandi alberi, insieme ai rami e ramoscelli del campo. 23Se diluvia, egli non trema, perché è certo che il Giordano non giungerà sino alla sua bocca; 24con un suo sguardo lo afferrerà, gli metterà le briglia alle froge. 25Forse che tu potrai prendere il drago con l’amo? o potrai mettergli una museruola al muso? 26o mettergli un anello al naso o forargli le labbra con un gancio? 27Egli ti dirà forse parole di supplica, ti pregherà con tenerezza? 28Farà un patto con te? Lo prenderai per sempre come servo? 29Giocherai con lui come fosse un uccellino, o come un passerotto lo legherai per i ragazzi? 30Le genti lo metteranno forse in vendita, e le genti fenicie se lo spartiranno? 31Nessun navigante verrà a scuoiarne la pelle dalla coda e mettere la sua testa sulla nave dei pescatori! 32Mettigli la mano addosso: ti ricorderai della lotta ingaggiata con quel corpaccio e non lo farai più!
XLI Non vedi, e non ti meravigli delle cose dette? 2Forse pensi che io mi prepari? Chi può starmi a fronte? 3Chi potrà a me opporsi e resistere, se mio è tutto ciò che è sotto il cielo? 4Io non tacerò di lui, né il discorso si piegherà alla forza che gli appartiene. 5Chi scoprirà l’apparenza del suo rivestimento, e chi penetrerà le scaglie del suo torace? 6Chi aprirà le porte della sua faccia, al terrore della chiostra dei suoi denti? 7Il suo ventre è uno scudo di bronzo, e i suoi legamenti come pietra da smeriglio, 8così attaccati uno all’altro che non vi passa neppure uno spiffero: 9sono stretti e non si possono separare, come un uomo è attaccato al proprio fratello. 10I suoi starnuti danno sprazzi di luce, e i suoi occhi hanno l’aspetto di Lucifero. 11Dalla sua bocca prorompono come lampade brucianti e sprizzano come scintille di fuoco. 12Dalle sue narici esce un fumo come da un camino dove vi sono carboni che bruciano nel fuoco: 13la sua anima è fatta di carboni, e dalla sua bocca esce la fiamma. 14Nel suo collo risiede la forza, e innanzi a lui fugge anche la paura. 15Sono incollate le carni al suo corpo, attaccate, e non si smuovono. 16Il suo cuore è indurito come un sasso, fisso come una salda incudine. 17Quando si rivolta, fa paura a belve e quadrupedi della terra. 18Anche se lo colpisce una lancia, nulla gli fanno travi o gabbie: 19il ferro lo tratta come paglia e il bronzo come legno fradicio. 20La freccia di bronzo non lo mette in fuga; le pietre della fionda sono per lui come fili d’erba; 21la mazza considera come un fuscello, e se la ride del suono delle torce infuocate. 22Il suo ventre è armato di punte appuntite, e tutto l’oro del mare è sotto di lui come inspiegabile fango. 23Egli fa ribollire l’abisso come una caldaia; per lui, l’oceano è come una boccetta di profumo, 24e il tartaro dell’abisso un prigioniero: considera l’abisso come fosse un vialetto. 25Non vi è nulla simile a lui sulla terra, che domina su tutto quel che hanno fatto i miei angeli: 26egli guarda in faccia tutto quel che è eccelso, ed egli regna su tutto quel che è nelle acque”.
XLII Iov prese a dire al Signore: 2“Ho capito che tu puoi tutto, che nulla ti è impossibile. 3Chi infatti può nascondere il tuo volere, risparmiare parole e pensare di nasconderti? Chi mi annuncerà quel che non so, le cose grandi e stupende che non conosco? 4Ascoltami, dunque, Signore, e anche io parlerò: ti farò domande e tu mi insegnerai. 5Sin dall’inizio il mio orecchio ti ha sentito, e ora anche il mio occhio ti ha visto: 6perciò accuso me stesso e mi condanno, mi ricopro di terra e di polvere”. 7Dopo che il Signore parlò tutte queste parole a Iov, avvenne che il Signore disse a Elifàz il Themanìte: “Hai peccato tu e i tuoi due amici, perché innanzi a me non avete detto la verità, come invece il mio servo Iov. 8Or dunque, prendete sette vitelli e sette montoni; andate dal mio servo Iov, ed egli farà per voi un’offerta sacrificale. Il mio servo Iov pregherà per voi, e io non mi volgerò contro di lui; a causa sua, non vi distruggerò, anche se non avete parlato con verità, come il mio servo Iov”. 9Elifàz il Themanite, Valdhàdh il Savchite e Sofàr il Minèo andarono e fecero come aveva ordinato loro il Signore, ed egli – a causa di Iov – sciolse il loro peccato. 10Il Signore favorì Iov, lo esaudì anche a proposito dei suoi amici, e rimise il loro peccato. E il Signore donò il doppio, raddoppiando tutto quel che Iov possedeva. 11Tutti i suoi fratelli e le sue sorelle sentirono ogni cosa gli era capitata, e vennero a lui con tutti quelli che lo conoscevano da prima, lo consolarono mangiando e bevendo a casa sua, e stupirono per tutto quel che gli aveva portato il Signore. Ciascuno gli diede una agnella e un tetradracme d’oro e d’argento. 12Il Signore benedisse la condizione finale di Iov più della precedente. Infatti il suo bestiame fu di quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di buoi e mille femmine d’asino al pascolo. 13Gli nacquero sette figli e tre figlie; 14e la prima la chiamò Giorno; la seconda, Kasìa; la terza Corno-di-Amalthea. 15Sotto il cielo non si sarebbero trovate figlie migliori di quelle di Iov, e il padre diede loro una eredità tra i fratelli. 16Dopo la sofferenza, Iov visse centosettanta anni, e in tutto visse duecentoquaranta anni. Iov vide i suoi figli e i figli dei suoi figli sino alla quarta generazione. 17aIov giunse alla fine anziano, sazio di giorni: sta scritto che egli risusciterà insieme a quelli che il Signore fa risuscitare.
17bNel libro siriaco è spiegato come egli abitasse in terra Ausitidhe, ai confini tra Idumea e Arabia, e che il suo primo nome era Iovàv. 17cDopo aver sposato una donna araba, generò un figlio a nome Ennòn. Suo padre fu Zarè, figlio dei figli di Isav, e la madre Vosòrra, sicché è il quinto dopo Abramo. 17dEd ecco i re che regnarono in Edhom, tra i quali anche lui ebbe posto: primo, Valàk di Veòr, e la sua città si chiamava Dhennavà; dopo Valàk, Iovàv detto Iov; dopo di lui, Asòm, che fu principe della regione Themanitidge; dopo di lui, Adhàdh figlio di Varàdh, che stroncò Madhiàm nella valle di Moàv, e la città si chiamava Ghetthèm. 17eGli amici che andarono a trovarlo: Elifàz, figlio di Isav, re dei Themani; Valdhàdh, tiranno dei Savchei; Sofàr, re dei Minei.

 


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