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19.08: Memoria di San Teofane di Naoussa

 

Vicariato Arcivescovile della Campania- Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo - Napoli




 

San Teofane di Naoussa

San Teofane nacque a Ioannina all'inizio del XVI secolo. In giovane età partì per il Monte Athos e si unì al Monastero di Dochiariou, uno dei primi monasteri in riva al mare della penisola. Impagnato costantemente nella purificazione dei pensieri, fu addolcito nell’anima dalla grazia di Dio. Questa virtù, quasi sempre, pur dissimulata, si rivela presto, e infatti lo manifestò ai fratelli, che lo scelsero come guida dopo la dormizione del loro precedente igumeno. Questo santo anche come igumeno brillava per la dedizione alla virtù e alla volontà divina. Rimase fermo nella giustizia e nell’affezionato amore paterno verso tutti i figli che Dio gli aveva affidato per portarli in Paradiso! In uno di quegli anni benedetti, la sorella del Santo inviò una lettera che raccontava la sventura in cui si trovava: i Turchi avevano rapito suo figlio e lo avevano portato a Costantinopoli per farlo diventare un giannizzero. Il santo, preoccupato per il nipote, si mise all’opera e si recò nella Città. Effettivamente lo trovò lì, per fortuna prima che fosse costretto a convertirsi. Dopo grandi sforzi, alla fine riuscì a liberarlo e portarlo con sé. Così, tornarono sul Monte Athos, e dopo aver sottoposto il nipote ad un periodo di prova, lo tonsurò monaco. La fraternità del monastero sembrava essere infastidita dal nipote del Santo, temendo che i Turchi meditassero una vendetta. E così si creò una divisione nella comunità: metà si affidava alla volontà di Dio e l'altra metà temeva i Turchi. Il santo decise di porre fine al problema, prese suo nipote e partì per Salonicco e da lì per Veria, probabilmente per recarsi a Ioannina, da dove provenivano. A Veria restarono colpiti da ciò che avevano sentito sulla Skiti e decisero di visitarla. Presero alloggio al Monastero del Precursore e, dopo aver molto gradito l’ambiente, decisero di restare. Rapidamente furono molto apprezzati, e i padri li accettarono dando loro la benedizione di costruire un piccolo monastero vicino al loro, per beneficiare spiritualmente della loro presenza. Ad un cammino di dieci minuti più in basso, rispetto al monastero del Precursore, sul fiume, San Teofane costruì il monastero intitolato alla Vergine Maria. Anche il nipote si trovava con lui, ma presto si radunarono altri che offrirono al Santo la propria obbedienza spirituale. Poiché il loro numero si accrebbe notevolmente, si rese necessario trovare uno spazio più grande. Ma la Skiti di Veria era piena: cinquanta fraternità adornavano la valle e tutti i punti erano occupati. Il Santo scoprì che c'era un posto adatto vicino a Naoussa e recatosi lì fece erigere il Monastero degli Arcangeli. Al momento dell’inizio dei lavori, il mastro costruttore non approvò il luogo di costruzione del monastero. Allora il Santo chiese un segno agli Arcangeli e lo ricevette. Furono collocati i disegni in un certo luogo, e fu stabilito che dove li avrebbero trasferiti gli Arcangeli, lì il monastero sarebbe stato costruito. E in effetti i disegni furono trovati nel punto suggerito da San Teofane. Durante la costruzione del monastero, il Santo ordinò suo nipote igumeno del monastero del Precursore. Così trascorse gli anni seguenti della sua vita, viaggiando sempre tra Skiti e il Monastero degli Arcangeli di Naoussa. Raggiunta la vecchiaia, si ritirò in solitudine nel monastero della Panaghia di Skiti. Lì si distaccò da questo mondo di vanità e di inganno, e salì solennemente in cielo il 19 agosto, sepolto secondo l’uso monastico.
Dopo la sua riesumazione, avendo i Padri certezza della santità della sua vita, posero il suo capo in un sacchetto d'argento lavorato e lo misero con le altre reliquie sacre del Monastero del Precursore. Il resto delle ossa fu di nuovo sepolto e su di esse fu costruito un monumento per la venerazione. Quando, dopo secoli, i Turchi distrussero Skiti, il monastero della Tuttasanta fu demolito e il sepolcro del santo fu lasciato in rovina. All'inizio del XX secolo, il capo del santo fu rubato da abitanti di Naoussa che volevano averlo nella loro città. Il sepolcro del Santo fu aperto nel 1926 e le sue ossa (circa 60 pezzi) furono collocate nel Santo Vima del monastero del Precursore. Oggi sono rimasti solo pochi pezzi.

 


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