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11.09: Memoria del nostro Santo Padre Eufrosino, il cuoco

 

Spyridon Colucci




 

San Eufrosino era un ingenuo contadino che aveva trovato rifugio in un monastero dove era stato messo a lavorare in cucina come lavapiatti svolgendo le mansioni più ingrate. Divenne lo zimbello di tutti ma sopportava tutto con salda generosità d'animo.
Nel monastero c’era un sacerdote devoto che desiderava ardentemente che il Salvatore gli rivelasse le cose buone che Egli aveva riservato per coloro che Lo amano. Una notte mentre dormiva, ebbe la sensazione di essere trasportato in Paradiso in un giardino pieno d’indescrivibili delizie. Eufrosino stava nel mezzo del giardino assaggiando le cose buone del giardino e gioendo insieme agli Angeli. Il sacerdote gli si avvicinò e chiese perché si trovasse lì. Eufrosino rispose: “Questa è la dimora degli eletti di Dio che tu hai atteso di vedere per molti anni ed io sono qui perché Dio, nella sua grande bontà, ha perdonato i miei peccati”.
Fissando lo sguardo a quelle indescrivibili delizie che: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano”. (1 Corinzi 2:9), il sacerdote osservò che, in una certa misura, esse erano percettibili a coloro che dimoravano lì, così chiese a Eufrosino se poteva portare qualche frutto del giardino con lui. Allora Eufrosino prese tre mele e le mise nel mantello del sacerdote. Proprio in quel momento il prete fu svegliato dal suono delle campane che chiamavano al Mattutino. Mentre si riprendeva dal sonno, il sacerdote pensò che quello fosse stato solamente un sogno ma fu colpito quando trovò tre mele nel suo mantello che emanavano un profumo di soprannaturale dolcezza.
Egli vide Eufrosino nel suo abituale posto nella chiesa e gli si avvicinò, supplicandolo di dirgli dove era stato durante la notte appena trascorsa. “Perdonami, padre – rispose- ma sono stato qui tutto il tempo”.
Ma poiché il sacerdote l’aveva supplicato calorosamente di non nascondere le benedizioni di Dio, l’umile Eufrosino alla fine disse: “E’ vero, padre, io ero nel giardino, dove tu hai visto le buone cose che Dio ha in serbo per i suoi eletti ed è stata volontà di Dio mostrarti, tramite la mia indegnità, i suoi misteri”. Non passò molto tempo prima che il sacerdote raccontasse a tutti quello di cui era stato testimone mostrando le mele come prova. I monaci furono incoraggiati attraverso questo segno a seguire con maggiore zelo il cammino della virtù, e quelli che assaggiarono le mele furono guariti da ogni tipo di malattia. Per quanto riguarda il beato Eufrosino, egli fuggì dal monastero, poiché non c’era cosa che più temeva della lode degli uomini.

Per le sue preghiere,Signore Gesù Cristo Dio nostro,abbi misericordia di noi e salvaci. Amin.

 


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i santi di oggi 17-09-2019

Santa Sofia e le sue tre figlie Fede, Speranza e Carità, martiri; Santa Agatoclea; Santi Lucia e Germiniano, martiri; Santa Teodota di Nicea, martire; Santi Pelea, Nilo, Zeno, Elia, Patermuzio e compagni martiri; Santi Caralambo, Pantaleone e compagni,martiri; Santi Eraclide e Myron, vescovo di Tamasso, ieromartiri; San Anastasio di Peristeron.

i santi di domani 18-09-2019

San Eumenio, vescovo di Gortyna; Santa Arianna di Frigia; Santa Sofia ed Irene, martiri; San Castore di Alessandria, martire; San Romilo; San Vittore di Otranto.

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