Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




GLI “AYAZMA” A COSTANTINOPOLI

 

p. Evangelos Yfantidis




 

GLI “AYAZMA” A COSTANTINOPOLI
Relazione alla II edizione di 120RE DI LETTURA DI TESTI SACRI
organizzato dall’Associazione “Refettorio Ambrosiano”
Milano 22.09.2019

Archimandrita del Trono Ecumenico Evangelos Yfantidis
Vicario Generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta (Patriarcato Ecumenico)

* * *


Sorelle e fratelli carissimi,
Per la nostra epoca multiculturale e multietnica, nella quale, secondo Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, “la gente si trova a vivere in un villaggio globale, intorno a nuovi vicini che presentano varie prospettive, storie e culture mondiali”, sono di particolare interesse i pellegrinaggi che si compiono, quasi quotidianamente, da parte dei credenti Cristiani di varie Chiese e Confessioni, ma anche Ebrei e Musulmani, agli ayazma di Costantinopoli. Per noi, quest’interesse non è dettato dalle ragioni per cui si organizzano questi pellegrinaggi, ma per il semplice fatto che molti credenti non Cristiani Ortodossi, e particolarmente Musulmani, vogliono pregare in un luogo di culto di un’altra Religione, davanti alle icone di persone sante, che, di fatto, non sono i loro santi. Questi pellegrini Musulmani che spesso formano delle file, aspettando molte ore per entrare negli ayazma, non soltanto accendono delle candele ai santi e fanno dei voti pregando, ma chiedendo l’acqua santa e le preghiere dei sacerdoti, domandano una grazia o un miracolo.
L’aghiasma o agiàsma (in greco: ἁγίασμα agíasma; in turco: ayazma) è una fonte, o pozzo, o cisterna, seminterrato o sotterraneo molte volte con copertura a cupola, vale a dire una sorgente di acqua santa e miracolosa che si trova associata a numerose chiese ortodosse di Costantinopoli – ossia all’interno dello stesso complesso –e a cui si accede molto spesso tramite una scala.
La tipologia della fonte sacra era diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo. In Uzbekistan è famosa la sorgente sacra di Giobbe, dove il profeta durante un periodo di siccità fece scaturire una sorgente; molti pellegrini vanno lì per bere un sorso dell’acqua che vi sgorga ancora oggi. In Italia sono presenti ancora delle fonte sacre, come per esempio quelle associate alle chiese di Santa Cristina (Paulilatino) e di Santa Vittoria (Serri) in Sardegna, la chiesa della “Beata Vergine d’Incesa” a Vercelli e altre, che costituiscono ancora oggi luoghi di pellegrinaggio. Nei giorni di festa i fedeli non esitano a percorrere lunghi tragitti per partecipare alle funzioni religiose in queste chiese. Le cerimonie si svolgono in maniera più o meno identica da secoli e sono sempre seguite da danze collettive, canti e banchetti.
L’interno degli ayazma a Costantinopoli di solito è di piccole dimensioni e quasi sempre vi si trova una grande icona del Santo a cui è dedicato l’ayazma, un piccolo lavabo da dove è possibile attingere l’acqua della sorgente e un lucerniere per accendere delle candele. Intorno ci sono anche altre icone di Santi e molti ex-voto lasciati in dono per una grazia ricevuta.
L’ayazma di Panajìa delle Blacherne ad Ayvanseray, sul Corno d’oro (la chiesa, oggi minuscola, anticamente era tra le più importanti); l’ayazma della chiesa di San Giorgio a Büyükada; l’ayazma della Panajìa Evangelistria a Dolapdere, sotto piazza Taksim; l’ayazma della chiesa Ayın Biri Kilisesi a Fatih; l’ayazma della chiesa del Profeta Elia, a Üsküdar; gli ayazma di Santa Eufemia e di Santa Caterina, a Kadıköy, sono degli ayazma che formano la carta geografica dei “comuni” luoghi sacri per i Cristiani, gli Ebrei e i Musulmani di Costantinopoli. Ma tre sono gli ayazma di particolare interesse.
Il primo è quello del monastero della “Theotokos della sorgente vivificante” o chiesa di Balıklı, poco fuori le mura teodosiane di Costantinopoli, dove pure ci sono le tombe dei Patriarchi Ecumenici. Il venerdì dopo Pasqua, il giorno della festa patronale della chiesa di Balıklı, si compie un vero e proprio pellegrinaggio: con una presenza massiccia – per la Divina Liturgia della mattina – di ortodossi di Costantinopoli (rum, o romei, cioè romani, visto che Costantinopoli è tuttora la Nuova Roma) e di costantinopoliti emigrati per la maggior parte in Grecia; chi non può andarci di persona, chiede a chi va un bel rifornimento di acqua santa. La fonte si trova in una cripta sotterranea all’esterno della chiesa. In varie icone, nella cripta dell’ayazma, viene raffigurata questa scena: la Theotokos al centro di una fonte di acqua insieme ai malati che grazie a quell’acqua speravano di guarire. L’acqua santa scorre in un bacino di marmo, dove nuotano dei pesci. Questi pesci, presenti nel bacino da secoli, diedero origine al nome turco del complesso (balikli in turco significa “luogo dove ci sono pesci”): secondo una leggenda tarda, il giorno della caduta di Costantinopoli (29/05/1453) un monaco stava friggendo i pesci in una padella vicino alla fonte. Quando un altro monaco gli annunciò la caduta della Città, rispose che gli avrebbe creduto solo se i pesci nella padella fossero tornati in vita; dopo le sue parole, questi saltarono nella fonte e vivi iniziarono a nuotare.
Il secondo dei tre ayazma è quello di Santa Caterina, l’unico a Costantinopoli a non essere all’interno di una chiesa. Nel 1924 dei pescatori di origine greca trovarono una sorgente naturale vicino alla riva di Moda a Kadıköy, quartiere asiatico di Istanbul. L’esplorazione della zona rivelò le fondamenta di una vecchia chiesa e una icona di Santa Caterina che ha dato poi il nome all’ayazma. Visto, però, che in quell’epoca in Turchia era vietato alle minoranze erigere nuovi edifici di culto, per preservare l’ayazma, nel 1928 venne costruito un ristorante greco proprio sopra di esso e a tutt’oggi per raggiungere l’ayazma bisogna scendere pochi gradini all’interno del ristorante Koço gestito sempre dalla stessa famiglia greca fin dal 1928.
L’ayazma di Vefa, il terzo ayazma di particolare interesse, che si trova nell’omonimo quartiere, vicino all’acquedotto romano di Valente, è dedicato alla Theotokos, ma da tutti è conosciuto come “Ayın Biri Kilisesi“, cioè “la chiesa del primo giorno del mese”, semplicemente perché il primo giorno di tutti i mesi dell’anno fedeli di tutte le religioni si mettono in fila per accendere candele, ricevere la benedizione e attingere alla sorgente dell’ayazma, per ricevere grazie di ogni tipo. All’esterno, come nel giardinetto interno, si trovano in vendita amuleti di ogni tipo, ovviamente non benedetti dalla Chiesa; all’interno, invece candele e piccole chiavi che vengono strofinate sulle vetrinette che custodiscono le immagini sacre, come per aprirne le serrature. Nelle vetrinette, sfruttando un apposito foro, vengono anche infilati biglietti con le proprie richieste (un fenomeno analogo si può notare a Venezia, nel sarcofago dove riposano le reliquie di santa Lucia); poi si fa la fila per ricevere la benedizione dai sacerdoti. E per grazia ricevuta, ritornano in chiesa, venerano le icone e si mettono a disposizione degli altri pellegrini zollette di zucchero, caramelle e dolciumi vari.
Concludendo l’odierno “pellegrinaggio virtuale”, sorprendente e inter-religioso immagino per tutti, anche per me, che non poche volte sono stato ad alcuni dei numerosissimi ayazma di Costantinopoli da pellegrino, vi invito fraternamente a visitare Costantinopoli, dove ha la Sede il Patriarcato Ecumenico, la Chiesa Vertice del mondo ortodosso, che cerca di preservare, restaurare e tenere viva la luce dei candelabri di tutti gli ayazma della Città, per farli risplendere la vera luce da Costantinopoli a tutto il mondo, a tutta l’umanità, senza nessuna distinzione di nazionalità, lingua e provenienza.
Vi ringrazio per l’attenzione.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 21-05-2022

Notice: Undefined variable: nome in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlJMZJeY on line 37

i santi di domani 22-05-2022

Notice: Undefined variable: nome2 in /web/htdocs/www.ortodossia.it/home/w/tmp/htmlJMZJeY on line 65

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP