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11.10: Memoria dei Ss. Gramazio di Salerno; Eupilio di Como; Anastasio apocrisario; Eufredo monaco ad Asti

 

a cura del Protopresbitero Giovanni Festa




 

San Gramazio di Salerno
S. Grammazio o Gramazio è il secondo vescovo di Salerno. Nella cronotassi della diocesi figura dopo il protovescovo San Bonosio.
La sua attestazione c’è nel portale ufficiale della Diocesi, anche se in alcuni testi viene chiamato Gramazio (Bibliotheca Sanctorum). Di sicuro sappiamo che nel 1026 esisteva in città una chiesa a lui dedicata, che essendo parrocchia, viene ricordata nel sinodo celebrato dall’arcivescovo Marco Antonio Marsilio Colonna nel 1579. Tale chiesa fu soppressa come parrocchia nel 1846.
Inoltre sulla presenza di questo santo presule, il 29 marzo 1670, l’arcivescovo Gregorio Carafa, che aveva decretato la demolizione di quella chiesa, aveva ritrovato una lapide in cui era incisa la data della sua morte il 25 gennaio 490, all’età di 41 anni.
Un’ulteriore attestazione della sua esistenza si è avuta in occasione della traslazione delle reliquie, nel febbraio 1957, quando nella copertura del loculo contenete i resti dei primi vescovi di Salerno è stata rinvenuta una lapide posta nel 1081 dall’arcivescovo Alfano I. In quella lapide era ricordato il nome di San Gramazio, scalpellato, perché con grande probabilità le sue reliquie erano state sistemate altrove.
La sua festa era fissata all’11 ottobre.

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Sant’Eupilio vescovo di Como nato ad Utrecht (verso il 537)
Sono circa venti i presuli, antichi "santi", che ebbero sepoltura presso la basilica del patrono Santo Abbondio
Oggi si vedono e venerano le reliquie di cinque, poste sotto gli altari. Altre sono state traslate altrove; altre ancora, non identificate, sono sepolte nei sotterranei". (Tratto dall'articolo di Mario Mascetti su "Il Settimanale della diocesi di Como" del 28 agosto 2010).
Sotto gli altari laterali, le reliquie dei Santi EUPILIO (9° vescovo) all'altare di sinistra del SS. Sacramento.

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Sant’Anastasio apocrisario della Chiesa di Roma
Vicino alla fortezza di Tzager sui monti del Caucaso, anniversario della morte di sant’Anastasio, sacerdote, apocrisario della Chiesa di Roma, che, compagno di san Massimo il Confessore nella testimonianza della fede della Chiesa Una ed Indivisa e nell’esilio, rese l’anima a Dio, mentre nella santa Sinassi recitava le parole «Le cose sante ai santi».

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Sant’Eufredo monaco o martire ad Asti venerato ad Alba (VII secolo)
Si tratta di un’abbreviazione del nome di Teofredo, abate benedettino di Caméry, ucciso probabilmente dai Saraceni nel 732. Il culto in Piemonte è stato così ricostruito dal Savio: il monastero di Caméry possedeva verso il Mille vasti possedimenti in diocesi di Alba presso Cherasco e Cervere. In queste località alcune chiese furono dedicate al santo abate. Ma nel 1457 queste terre furono sottratte all’abbazia francese per essere unificate a quella di S. Pietro di Savigliano.. Altra tradizione declara l’esistenza di un santo (Ifredo o Tifredo) martire piemontese al tempo delle invasioni saracene.Il culto in diocesi di Alba può essere spiegato con la presenza di reliquie; la festa ricorre l’11 ottobre.

 

 


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