Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*




Il Grande e Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa a Creta e i suoi argomenti principali, e come gli ho visti come sacerdote e teologo dell’Arcidiocesi

 

Archimandrita Dionisios Papavasileiou

Relazione al XII incontro del clero diocesano, Napoli 2019




 

Archimandrita Dionisios Papavasileiou
«Il Grande e Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa a Creta e i suoi argomenti principali, e come gli ho visti come sacerdote e teologo dell’Arcidiocesi»

Eminenza Reverendissima,
Carissimi concelebranti,
Fratelli e sorelle,
XPICTOC ANECTH!
Ringrazio profondamente Sua Eminenza Reverendissima il nostro Metropolita per la benedizione che mi offre di parlare per un evento così importante per la recente storia della Chiesa Ortodossa, come quello del Grande e Santo Sinodo, celebrato presso l’isola di Creta dal 16 al 26 di giugno del 2016, “che è stato convocato dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con il parere concorde dei Primati delle Chiese Ortodosse Autocefale locali”. L’uso del termine “storico” non interpreta tale Sinodo come un evento semplicemente accaduto pochi anni fa e che noi oggi facciamo memoria oppure come teologi che cerchiano di portare alla luce il suo significato usando mezzi che la scienza storica ci offre. Per il vissuto della Chiesa il passato e il presente non sono realtà sottomesse agli stretti confini che la spazio e il tempo determina. Appartengano a quella mistica realtà che incorpora passato, presente ed esxaton, trasformandole in un unico “ora” celebrativo, realizzando l’esperienza vissuta del Corpo di Cristo, che s’incontra per lodare il Signore dei Tempi.
Come i Concili dei secoli passati, anche il Grande e Santo Sinodo di Creta non devono essere visti e interpretati come eventi che appartengono alla storia ecclesiastica, ma come avvenimenti senza il quali né la fede della Chiesa né la Sua prassi offrirebbero i presupposti necessari che conducano il fedele alla santificazione. Infatti sin dall’inizio si afferma che il Sinodo segue fedelmente l’esempio degli Apostoli e dei Padri Teofori , riuniti anch’essi in concili e sinodi. Una simile identificazione allontana il pericolo di una interpretazione storicista o hegeliana del vissuto storico della Chiesa, considerandogli come un unico evento che la Chiesa celebra e continua a celebrare, in attesa della parusia del Signore nello Spirito Santo.
Sotto questa prospettiva sia gli argomenti discusi sia i Documenti prodotti dal Grande Sinodo di Creta, come quelli della diaspora ortodossa, del digiuno e della sua importanza per gli ortodossi del XXI secolo, del matrimonio e dei suoi impedimenti, sono risposte concrete in un mondo che cerca di desacralizzare il vissuto cristiano. Inoltre i rapporti della Chiesa Ortodossa con le altre Chiese e confessioni cristiane e il problema dell’Autocefalia delle Chiese locali, come anche la missione della nostra Chiesa nel mondo contemporaneo offrono “la testimonianza evangelica e distribuisce nell’ecumene i doni di Dio: il Suo amore, la pace, la giustizia, la riconciliazione, la forza della Resurrezione e la attesa dell’eternità”.
Sarebbe superfluo sottolineare l’importanza che il Sinodo cretese assume per l’esperienza cristiana ortodossa e della sua diaconia nel XXI secolo. Il nostro tempo è caratterizzato da importante cambiamenti che ridimensionano il quotidiano odierno. Da una parte il mondo cerca di sottovalutare l’esperienza cristiana e di considerarla come qualcosa di privato, considerando tante volte la Chiesa come una associazione filantropica, rifiutando ad essa il Suo carattere divino-umano e soteriologico, capace di trasformare il mondo. Dall’altra parte stiamo davanti ai fenomeni di fanatismo religioso e di chiusura mentale che riescono a provocare soltanto fobie. Inoltre il movimento emigratorio, cominciato all’ultimo decennio del secolo scorso e continua ininterrottamente fino ai nostri giorni, causano cambiamenti epocali nella società del nostro vecchio continente che non siamo ancora il grado di decifrare con certezza.
Sua Eminenza Reverendissima e nostro Metropolita Gennadios nel suo documento Il Santo e Grande Sinodo, l’insuperabile storico avvenimento ecclesiastico è un dono e segnale di amore di Dio per la Chiesa Ortodossa, sottolinea: “È opportuno aggiungere anche ciò: nel Grande e Santo Sinodo, anche si dovessero presentare durante il suo svolgimento, problemi, difficoltà, ostacoli e altro, non significa che non avremo dimostrazione di salute spirituale e di un sicuro percorso canonico, e, come è stato riferito precedentemente, con la forza carismatica dell’unità dei Vescovi – Membri del Sinodo – e con l’assistenza dello Spirito Santo, la Chiesa si rinnova e, pertanto, questo rinnovamento non si limita alle Chiese solo come istituzione, ma questo rinnovamento, che è “in Cristo”, si estende al popolo di Dio, a ciascun Ortodosso”. Tra queste linee si emergono due caratteristiche che si affiorano al Sinodo di Creta: la “salute spirituale” e il “rinnovamento”. La Chiesa non è una istituzione storica tra le altre istituzioni di questo mondo. È il Corpo vivente di Cristo ove lo Spirito dimora. Nonostante l’insistenza dimostrata apertamente da alcuni di voler vedere la Chiesa come qualcosa di antiquato oppure di folcloristico, la Chiesa si dimostra capace di un continuo rinnovamento. Ovviamente non si tratta di un rinnovamento che rompe con il passato considerandolo come superato, riformato oppure da eliminare. L’attento studio dei Documenti del Grande Sinodo di Creta dimostra l’insuperabile capacità della Chiesa di rinnovarsi basandosi sulla sua storia bimillenaria e sua Sacra Tradizione, di dare nuove risposte con parole che non tradiscono il suo messaggio ricevuto dallo stesso Cristo e dagli Santi Apostoli. Questa capacità della Chiesa di “rinnovarsi”, opera dello Spirito Santo, rimanendo fedele alla Parola del Signore e alla Sacra Tradizione, dimostra la Sua “salute spirituale”.
Noi che svolgiamo la nostra missione in questa penisola, chierici di una metropolia missionaria comprendiamo bene il significato di queste parole. Le nostre parrocchie multinazionali realizzano de facto l’unità panortodossa, seguendo la linea tracciata dal Patriarcato Ecumenico e predicata dal nostro Metropolita, dove quello che prevale non è il carattere strettamente etnico ma la fede Ortodossa che unisce i fedeli nella stessa parrocchia. In tal modo la parrocchia diventa il nucleo dove si manifesta l’unità dei fedeli nello Spirito Santo.
Il problemi della Diaspora ortodossa, che tutti noi siamo testimoni tramite i problemi pastorali nelle nostre realtà parrocchiali vengono affrontati con dinamismo e chiarezza dal Grande Sinodo affermando: “per la Diaspora Ortodossa nei diversi paesi del globo, è stato deciso che continui il funzionamento delle Assemblee Episcopali fino all’applicazione della acribia canonica. Queste sono composte dai vescovi canonici, che sono stabiliti da ogni Chiesa Autocefala, i quali continuano a dipendere da essa. Lo scrupoloso funzionamento delle Assemblee Episcopali garantisce il rispetto del principio Ortodosso della sinodalità”. . in tal mondo la testimonianza della Chiesa Ortodossa, nella vita quotidiana della penisola italica, diventa manifestazione dell’esperienza liturgica del vissuto della Chiesa locale.
Inoltre vivendo in terra dove la tradizione latina impregna tutti i settori della vita sociale e civile i Documenti del Sinodo di Creta, soprattutto quelli Sui rapporti con il resto del mondo cristiano e sulla Missione della Chiesa Ortodossa nel mondo odierno, diventano per non sacerdoti fari di orientamento. Noi siamo testimoni della nostra fede ma ciò non significa che l’altro per me è estraneo. L’Ortodossia non è un club esclusivista ma quel mondo che riesce ad abbracciare tutti gli uomini di “buona volontà”. È quel mondo mistico che trasforma il peccatore in santo, offre il riposo agli afliti, dà il sollievo ai stanchi della vita, dona la vita della metanoia. Tutto ciò presuppone il rispetto dell’altro, che non diventa il nemico né l’estraneo ma il compagno della vita e il mezzo che potrebbe arricchirmi. Questo è il fondamento per un dialogo proficuo con le altre realtà cristiane; il Sinodo afferma: “La nostra Chiesa, rispondendo al bisogno di testimoniare la verità e la sua fede apostolica, dà grande significato al dialogo principalmente con i Cristiani non Ortodossi. In questo modo anche il restante mondo cristiano conosce in modo più preciso la purezza della Tradizione Ortodossa, il valore dell’insegnamento patristico, la esperienza liturgica e la fede degli Ortodossi. I dialoghi che la Chiesa Ortodossa conduce, non significano mai un compromesso su questioni di fede”.
Concludendo vorrei sottolineare che il Grande e Santo Sinodo di Creta diventa per tutti noi un punto fermo, attorno al quale si dovrebbe svolgere la nostra missione. Non dobbiamo dimenticare però che non sono poche le volte che eventi simili nella storia della Chiesa si rischiano di cadere nell’oblio. In un mondo in continua effervescenza, dove tutto cambia continuamente abbiamo bisogno di punti fermi per svolgere al meglio la nostra diaconia. Ciò che ci aspetta è di capere la grandezza di tale evento, svolto all’inizio del nostro secolo, studiandolo con la dovuta attenzione farlo nostro, parte integrale della nostra pastorale. Soltanto allora avremo la capacità di trasmetterlo ai nostri fedeli, non come un evento storico ma come Santa Tradizione che orienta l’uomo del XXI secolo verso la salvezza.
Grazie

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 15-12-2019

San Eleuterio, vescovo di Illiria e compagni, martiri; San Eleuterio, il cubiculario, martire; Santa Susanna, martire; San Bacco il nuovo, martire; San Stefano, vescovo di Sourozh; San Paolo del Monte Latro.

i santi di domani 16-12-2019

Santo Profeta Aggeo; San Marino, martire; Santi Promo, Ilarione, e compagni, martiri; San Memnone, arcivescovo di Efeso; San Modesto, arcivescovo di Gerusalemme; Santa Teofano, imperatrice; San Nicola II, patriarca di Costantinopoli.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP