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LA FORMAZIONE TEOLOGICA NEL PATRIARCATO DI RUSSIA

 Elaborato scritto per il corso “Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I” all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi

Protopresbitero Egidio Calì




 

La chiesa Russa nasce e prende l’avvio da tre storie che quasi sfiorano la leggenda. La prima è quella del viaggio dell’apostolo Andrea, a cui fu dato il soprannome di primo. Il quale giunto nelle terre sulle sponde del Fiume Dniepr egli avrebbe benedetto la futura città di Kiev come culla della Santa Rus’. Un altro inizio del cristianesimo russo è dato da ascrivere a due grandi predicatori del Vangelo Cirillo e Metodio, pari agli apostoli i quali crearono la lingua slava. Il terzo inizio lo troviamo nel racconto del giovane principe Vladimiro che in cerca di un fondamento spirituale solido per il suo paese inviò dei messaggeri presso popoli lontani per vedere quale potesse essere la fede migliore. Ma colpiti da come avevano descritto la magnificenza della liturgia celebrata a Santa Sofia optò per la fede greca. Il battesimo della città di Kiev culla dell’antica Rus’ avvenne nel 988 per volere del principe gettando i dei pagani nel fiume . Nel 1015 muore il principe Vladimir ed il cristianesimo e la chiesa ortodossa sono ormai solidamente impiantati nella Rus’ kieviana.

Bisogna dire che per qualche secolo ancora esistette un certo senso di sincretismo religioso in quanto il popolo manteneva qualche antica credenza. La chiesa dell’antica Rus’ nasce come sessantasettesima diocesi del Patriarcato di Costantinopoli lasciando una incomparabile bellezza delle cattedrali le icone ma anche il tesoro nascosto che è quello del combattimento interiore come altissimo senso di spiritualità soprattutto lo vedremo nella vita monastica. Tutto ciò Nell’ottica di cambiamento ed altissima espressione della vittoria sugli spiriti malvagi.

Uno dei maggiori interpreti di quelle che furono le esigenze culturali e religiosi fu Jaroslav il Saggio 1019-1054, egli diffuse libri liturgici chiamando artisti bizantini e favorendo l’arte delle icone e chiamando architetti greci e formando i russi nelle costruzioni delle chiese. Fondò la chiesa di Santa Sofia è più tardi la chiesa dell’Annunciazione della Madre di Dio alle Porte d’Oro e ancora il monastero di Santa Irene e di San Giorgio.

Ma i frutti della fede cristiana cominciarono a propagarsi e i monaci presero ad aumentare. Jaroslav amò gli ordini religiosi ecclesiastici i quali si applicavano alla lettura sia di notte che di giorno. Molti scrivani trascrissero dal greco nella scrittura slava. Scrissero molti libri li studiarono . “ Gli uomini devoti godranno dell’insegnamento divino. Giacché se l’uno arerà la terra, l’altro seminerà, gli altri raccoglieranno e avranno cibo in abbondanza. Il padre di Vladimir arò la terra e la rese fertile, rischiarata dal battesimo. Costui seminò con le parole dei libri i cuori dei devoti e noi mietiamo dopo aver ricevuto l’insegnamento dei libri.

Sotto Jaroslav si diffuse il primo monachesimo russo sviluppatosi sotto i suoi successori nella seconda metà dell’XI secolo. Al fondatore della Pecerskaja L’avrà di Kiev, Antonio, formatosi sul monte Athos successe Feodosij che seguì la regola degli Studiti di Costantinopoli. L’umiltà la dolcezza la povertà sono le caratteristiche del suo monachesimo ma volto soprattutto al lavoro manuale .che a differenza con il monachesimo bizantino ed egiziano dove è lo Spirito ad illuminare i monaci, non lo studio, per i russi l’amore è l’impegno per la cultura che avevano nel copiare i testi per poi diffonderli.

È da questo impegno nello studio a far sì che le maggiori opere letterarie russe nascessero in ambiente monastico. vedi Cronaca degli anni Passati scritta da vari monaci e rielaborata verso il 1110/1118 da Nestore monaco della Perceskaja Lavra, dove nacque un interessante raccolte di Vite dei monaci.

Quanto ai racconti agiografici risalta il contrasto tra l’immortalità pagana e la religiosità Cristiana. I Pagani uccisero il vescovo Leonzio di Rostov. Gli stessi Boris e Gleb accettano il martirio per non soggiacere alla legge del fratricidio come mezzo per la successione. Il primo simbolo della Sofferenza redentrice dei peccati dell’umanità il secondo l’agnello sgozzato.

L’immagine maggiore dell’ideologia religiosa di Jaroslav fu il metropolita Ilarion 1051. Punto di partenza di Ilarion il quale fu il primo caso di ribellione in quanto fu eletto da un sinodo senza la conferma di Costantinopoli, secondo le norme ecclesiastiche non essendo autocefala la chiesa Russa doveva ricevere dalla chiesa madre e cioè Costantinopoli il suo metropolita . Per Ilarion il suo punto di partenza teologico e il Cristo nelle sue nature e quindi la presenza nella organizzazione ecclesiastica di elementi terreni. Un dato secondo Ilarion che va in connessione con il doppio momento della Sacra Scrittura quella dell’Antico Testamento basato sulla legge di Mosè e quella del Nuovo Testamento fondato dalla grazia di Dio. Cioè l’uomo toccato dalla grazia di Cristo spiritualmente è libero ed una chiesa diviene spiritualmente libera dalla chiesa che gli ha fatto conoscere la grazia. Egli dirà: Questa fede benedetta si sta diffondendo su tutta la terra e recentemente ha raggiunto la nazione Russa. E mentre il lago della legge si sta prosciugato, la sorgente del Vangelo diventa acqua che si riversa sulla nostra terra ed ê arrivata a noi.

La chiesa Russa nell’anno 1438 - 1439 nel concilio di Firenze-Ferrara nel tentativo di riconciliazione delle chiese di Oriente ed Occidente, fu percepito come tradimento all’ortodossia i vescovi russi elessero per la prima volta il metropolita di Riazan’ Giona come capo della chiesa Russa e così nel 1448 nacque l’autocefalia riconosciuta anche poi dal patriarca di Costantinopoli

Nell’anno 1694 come scrisse A. kniazeff la scolastica di Kiev aveva creato un pensiero chiaro e disciplinato e cioè il non rifiuto delle idee provenienti dal l’Occidente e nei loro confronti non c’era un atteggiamento di paura, essa incitava i teologi ortodossi a utilizzare quanto di meglio il pensiero occidentale avesse , creando uno spirito accademico. Con la scolastica di Kiev, si intende l’accademia Mogiliana fondata da Petr Mogila che era modellata sullo stile Gesuita della Polonia di Kiev.

Nei tempi antichi la teologia in Russia è stata molto sacrificata per la difficoltà di volersi distinguere dall’ascesi monastica per evitare l’accusa di razionalismo. Quindi come abbiamo detto dal XVII secolo entrando in Russia la teologia scolastica dei gesuiti e con la formazione dell’Accademia Teologica di Petr Mogila a Kiev e delle prime scuole russe a Mosca e San Pietroburgo, anch’esse molto influenzate dalla teologia occidentale, vedremo che il latino fu lingua accademica in Russia fino a metà Ottocento. Nel secolo XIX secolo, le facoltà ortodosse di Mosca e San Pietroburgo, Kiev e Kazan’ furono tenute separate con le università statali onde evitare di inficiare la purezza dell’ortodossia. Ma ci fu un famoso filosofo religioso Vladimir Solov’ev, che studio da entrambe le parti per superare queste barriere, successivamente imitato dai grandi teologi di prima della rivoluzione Berdjaev, Bukgakov, Florenskij.

Soltanto oggi la cultura teologica rientra ufficialmente nel mondo accademico russo, in mezzo alle diffidenze della maggior parte dei professori laici i quali vedano la chiesa come di imporsi ideologicamente nel Paese attraverso le strutture formative. Ma tutto questo se considerato come libertà garantita dalla costituzione come un’area naturale. Ad esempio in Italia La libertà di coscienza è affermata da più di 150 anni; in Russia solo da 20 ed ancora con certe limitazioni, mai dichiarate ma reali.

I primi mille anni della chiesa Russa furono ricchi di tante cose, manifestazione di santità , delle lunghe celebrazioni della contemplazione dei colori come un filosofo russo chiamò l’arte delle icone dei martirii degli scismi, tutto questo si muoveva nell’ambito di uno Stato autoritario che nel paese ha gestito la vita religiosa fino al 1905. Dal 1917 lo stato protettore diventa lo stato nemico è persecutore dove qualsiasi parola che riguardasse Dio era considerata come propaganda religiosa è proibita dalla Legge.

Durante tutto questo periodo che abbracciò Sette decenni nessuna teologia al di fuori del l’insegnamento fatto tra le murre di Mosca e Leningrado chiuse negli anni 20 e poi riaperte dopo la guerra 1941 1945 aveva ufficialmente la possibilità di esistere.

Agli inizi degli anni 20 fino a dopo la seconda guerra mondiale a Leningrado si continuò a tenere lezioni di teologia finì alla fine degli anni 20. Ciò significa che le scuole teologiche una volta aperte dovettero recuperare molto terreno, la vita intellettuale della chiesa era stata completamente distrutto e molti dei suoi cervelli erano morti nei campi di lavoro di Stalin. Il fatto che otto seminari e due accademie nel 1947 attesta sia la priorità data del Patriarcato di Mosca a questa ricostruzione e anche l’impegno di quanti erano coinvolti in questo lavoro.

Nel 1955 la cifra che attesta quanti studenti trovarono una formazione teologica erano circa 1500. Ma la campagna antireligiosa degli anni 1959 - 1964 provocó un grave regresso. Cinque degli otto seminari, quelli di Kiev, Minsk,Saratov, Stravopol e Luk furono chiusi.

La teologia Russa conobbe una nuova vita all’estero. Si parlerà così di due correnti ecclesiali, uno della chiesa Russa all’estero è quello dell’esarcato russo del Patriarcato di Costantinopoli, poi quello della chiesa Ortodossa in America. Certo non mancarono le incomprensioni tra le varie chiese all’estero come ad esempio la chiesa Russa all’Estero che scambia delle scomuniche con il Patriarcato di Mosca per il fatto della sua collaborazione con il regime ateo, e per l’ecumenismo considerato come un tradimento della vera ortodossia.

L’ex Esarcato Russo, legato all’istituto teologico di San Sergio di Parigi, che dipende dal Patriarcato Ecumenico,come anche l’istituto teologico di San Vladimir a New York ricevettero un grande stimolo le ricerche teologiche e di qui grandi nomi, come p. S.Bulgakov 1871-1944, p. G. Florovskij 1893-1979, V. Loosskij 1903- 1958, P. Evdkimov 1901-1070 i cui testi sono stati molto diffusi in Italia, p.A.Schmemann 1921-1983, J.Meyendorf 1926-1992 essi diventano una parte inalienabile dell’eredità teologica fino ai giorni d’oggi.

A Mosca oggi rinasce la teologia ortodossa, avremo il seminario teologico e l'accademia di Mosca, a Zagorsk, il seminario teologico e l’accademia Leningrado, ed anche del seminario teologico di Odessa. Dopo tanti anni fu introdotto la facoltà di teologia nelle università laiche, con somma gioia del Patriarca Kirill, usando testi che si rifanno alla teologia prima della rivoluzione o a quella dell’emigrazione Russa. Passaggio importante è stato quello di sincronizzare i vari piani di studiosi tutti gli istituti formativi ortodossi, cercando di confrontare i vari corsi portandoli a un livello sempre più superiore. I corsi di teologia vengono svolti usando come detto testi di due o tre secoli fa o in alternativa usando testi dell’emigrazione Russa all’estero del XX secolo. Oggi sono disponibili o in fase di pubblicazione oltre 30 nuovi manuali teologici approvati dal Patriarcato preparati con il contributo di 100 teologi di tutte le varie specializzazioni della teologia.

Prima della rivoluzione, la teologia Russa aveva raggiunto notevoli livelli rimanendo sempre un corpo separato rispetto alla società. Infatti chi studiava Accademie teologiche per lo più chi si preparava al sacerdozio non poteva insegnare nelle università laiche. Ricordiamo che nel periodo sovietico la teologia era clandestina vedendo nascere tante scuole di teologia all’estero sviluppandosi in terreni quasi fertili. Francia, America. Ma oggi in effetti ha tutto per diventare nella vita della Russia protagonista sia nella chiesa che nella società civile.

 

 


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