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Dio e il Suo amore, nell’insegnamento natalizio di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

 Elaborato scritto per il corso “Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I” all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi

Luca Bergonzini




 

DIO E IL SUO AMORE, NELL’INSEGNAMENTO NATALIZIO DI SUA SANTITÀ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO

di LUCA BERGONZINI

Docente: P. Evangelos Yfantidis

S.NATALE 2003
Il messaggio di Natale del 2003 si caratterizza con la puntualizzazione che il Patriarca così documenta: Dio ha plasmato l’uomo come persona, dotata di autocoscienza e con la possibilità di comunicare. Questo aspetto diventa fondamentale per quello che viene considerato, dal punto di vista ontologico, il dialogo d’amore tra due persone. Se l’uomo non si coglie come l’altro da sé stesso, diventa impossibile ogni legame di amore con Dio, non potendo rispondere all’amore che Dio offre alla propria creatura. Il tema centrale, quindi, di questo messaggio natalizio è: L’uomo come persona. Il secondo tema, legato in maniera imprescindibile a questo, è il tema del peccato: l’uomo ha preferito non dipendere da Dio; quindi, non considerandosi più come creatura e ponendosi al posto di Dio, entra in quella spirale di morte e di dissipazione che biblicamente è il frutto del peccato. L’origine di tutto questo sta nella scelta fatta dai progenitori, i quali hanno portato la morte spirituale oltre che fisica. Il Patriarca Bartolomeo ravvisa nel peccato di egoismo, l’origine del peccato dell’uomo così manifesto al giorno d’oggi. Il Natale, di fatto, diventa l’Epifania dell’incarnazione del verbo di Dio che si è fatto uomo e che accoglie e guarisce l’umanità. Quindi, con la funzione sanante della Grazia, l’uomo rigenerato in Cristo può, in modo nuovo, amare Dio nella Persona di Gesù. S.S.Bartolomeo la definisce come “restaurazione e relazione amorosa tra Dio e l’uomo” ed è proprio questo il motivo di grande gioia nell’universo. E questo festeggiamo.
Quindi se il Natale, come dice S.S.Bartolomeo, diventasse una festa mondiale di natura epocale pienamente antropocentrica e separata dalla Chiesa e dal contenuto cristiano, fallirebbe il proprio atto costitutivo ed è proprio per questo che la Chiesa ha il dovere di conservare il significato primigenio. Quindi i cristiani sono invitati a vivere il Natale con la consapevolezza dell’incarnazione e della nascita del Verbo. È solo in questo modo che abbiamo la possibilità di partecipare alla Vita del Dio Uomo Cristo. Egli ci dona la gioia celeste che non ci può essere tolta. I nostri cuori sono un’altra grotta (Mt parla di casa). Per farlo dimorare nei nostri cuori dobbiamo togliere passioni e desideri cattivi con il bagno della confessione.

S.NATALE 2004
Gli uomini e gli angeli che rimangono stupiti per lo “svuotamento” (Kenosi). Questa dicitura introduttiva rimanda al cantico di Filippesi 2. L’aspetto ‘kenotico’ del Natale in italiano è tradotto con svuotamento, ma in questo modo si toglie il vero significato che questa preziosa terminologia greca connota al testo paolino: l’annichilimento del Verbo che comunque, rimane sempre il Dio onnipotente fattosi uomo. Al giorno d’oggi si manifesta un’altra realtà e cioè quella che il Patriarca definisce come “strutture sociali” che deviano in culti autodistruttivi; S.S.Bartolomeo li mette in parallelo col fatto che strane catastrofi naturali avvengono in diverse regioni della terra, insieme a disordini e confusioni. Non si tratta evidentemente di una “punizione divina”, ma di un disordine cosmico che necessariamente porta alla autodistruzione, basandosi su un codice etico che non può venire dall’uomo, ma da Dio. Solo il nome di Gesù, cioè la Sua divinità, è la certezza della nostra Salvezza. E riconosciamo in Lui la forza salvifica dell’umiltà e dell’amore che ha volontariamente crocifisso, perché amore e umiltà sono due cose che l’uomo non ha in sé, se non in Cristo. Quindi Lui manifesta pienamente se stesso manifestando il Suo amore e l’umiltà. Diventa necessario quindi invocare Cristo e il suo amore perché questi nasca misticamente nei nostri cuori. Va da sé il fatto che l’uomo, rigenerato in Cristo, possa e debba con lo stesso calore di amore e umiltà chiamare poi tutti i nostri prossimi (quindi diventiamo di fatto portatori della Sua Parola) ad accostarsi all’innocente Gesù Cristo come agnello incarnato per la Salvezza anche per loro. In questo modo potremmo ricevere da Lui la pace nei cuori, l’abolizione del dolore, la conoscenza dello scopo della vita, l’eternità e la gioia dello stare vicino a Lui e celebrare degnamente l’amore che il Natale ci offre.

S.NATALE 2005.
Punto Centrale: Gv 3,16 “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo unico Figlio, affinchè chiunque crede in Lui non perisca ma abbia la Vita eterna”
L’amore di Dio verso l’uomo. Credo che questo discorso sia il più diretto richiamo al tema che mi è stato assegnato: l’amore di Dio verso l’uomo e la risposta dell’uomo verso Dio. Sappiamo che la letteratura giovannea ha fatto del tema dell’amore di Dio verso l’uomo, “la” rivelazione per eccellenza, non solo del quarto Vangelo, ma anche delle lettere apostoliche. Tutto parte dal bisogno dell’uomo e cioè, che ogni essere umano manifesta la necessità di sentirsi amato …specialmente i giovani… Il Patriarca Bartolomeo vede invece il prossimo come “ingabbiato in aspirazioni individuali” a volte anche umane e cerca di sopperire al vuoto dell’amore esistenziale con l’acquisto di beni o altro. L’amore però esiste solo in Dio ed è ciò il punto di congiunzione tra cielo e terra. Per amore, infatti, Dio ha creato l’universo e lo ha fatto tramite la Parola. Per amore (agape) Dio non cessa mai, anche se rifiutato dagli uomini, di continuare ad amare; Cristo quindi è venuto a Betlemme proprio per portare se stesso, come luogo d’incontro tra il cielo e la terra e il messaggio dell’amore di Dio verso l’uomo. Da duemila anni si annuncia questo amore infinito.
I cristiani oggi pensano a Dio come a un giudice severo anziché come ad un Padre affettuoso che attende con amore e perdono il ritorno del figliol prodigo. Gli uomini si sono allontanati da Gesù Cristo. Così hanno costituito la loro società secolarizzata senza speranza di Dio. E ricorrono a surrogati dell’amore di Divino, basando le loro speranze su forze mondane. Cristo però è la vera ricchezza ed estensione dei poteri celesti divini:…il Verbo incarnato che è lo splendore del Padre, dona lo Spirito Santo che è con Loro consustanziale; la Santa Trinità che concede la Vita e l’amore.
Gli uomini sono amati da Dio e predestinati alla gioia della Vita nell’amore reciproco e nell’avvertire la pienezza della nostra esistenza, nel fatto della nostra comunione nell’amore con Gesù Cristo, Dio incarnato, con tutti gli uomini, con tutti gli esseri buoni (Ef 1, 3-4).
Fondamento di tutto questo è l’Alfa e l’Omega. Cristo è l’amore di Dio sulla terra.
Il discorso di Natale si conclude quindi con l’apologia e il memoriale dell’amore di Dio verso l’uomo.

S.NATALE 2007
Cristo è nato glorificatelo, Cristo è disceso dal cielo accoglietelo…
Ci sono due fatti antecedenti alla Creazione del mondo: il volto di Dio e l’amore di Dio, che spiegano verità fondamentali della nostra fede. Spesse volte l’umanità non avverte la fratellanza di Cristo con la nostra persona nè il Suo intimo amore verso tutti noi, affinché attraverso la comunione d’amore, diventiamo compagni per Grazia anche delle altre Sue qualità. Qui SS.Bartolomeo considera Cristo come Persona amica, in relazione con noi, attraverso la Comunione d’amore per arrivare alle altre Sue qualità. I cristiani ortodossi invece, non sono giustificati dal non conoscere l’amore di Dio in noi attraverso Cristo; quindi tante volte, anche se scusabili per la loro ignoranza, seguono l’esempio di Adamo il peccatore. Solo attraverso Cristo si realizza il desiderio di tutta l’umanità, per il superamento della corruttibilità, della solitudine di un’esistenza senza amore. E lo sviluppo della comunione d’amore tra Persone Divine e umane, conduce all’eternità e all’incorruttibilità. Invito del Patriarca è quello di rivolgersi verso la mangiatoia senza sforzi antropocentrici e ragionamenti che giustifichino, o che possano giustificare, situazioni illusorie. Quindi l’invito ai suoi figli carissimi, è quello di rispondere all’amore di Dio e di amare quindi Colui che si è incarnato per amore, per noi uomini e per la nostra salvezza. Grande portavoce dell’amore di Dio è, come già stato sopra ricordato, colui che ha assimilato Dio e l’amore. L’evangelista Giovanni, il Teologo, colui che ha annunciato il concetto: Dio è amore! Ma anche l’apostolo Paolo afferma chiaramente che nessun potere sulla terra, né la morte, né altro amore potrà separarci dall’amore di Gesù Cristo che è più forte del nostro stesso amore.

S.NATALE 2008
Dal punto di vista dogmatico, fondamento di ogni rivelazione in merito a Cristo, è la Santissima Trinità. Risulta interessante e grandemente ortodossa l’affermazione con cui il patriarca Bartolomeo, a differenza della quasi totalità degli esegeti protestanti e cattolici contemporanei, identifica il vecchio di giorni, del Profeta Daniele cap.7, con Colui che sta per diventare bambino, quindi non con il Figlio dell’uomo, ma con il vecchio di giorni. Siamo di fronte ad un rimando dogmatico molto importante perché, citando il Damasceno, il Patriarca dice: per la benevolenza del Dio Padre, l’unigenito Figlio, Dio e Logos di Dio, Colui che è nel seno del Padre, della stessa sostanza del Padre e dello Spirito Santo, l’Eterno senza principio discende verso di noi e sui servi; essendo un Dio perfetto, diviene Uomo perfetto e porta a compimento la cosa più perfetta di tutte le cose perfette. La sola cosa perfetta sotto il sole. Questa incarnazione del Figlio di Dio non è un simbolismo, come l’incarnazione degli dei dai nomi più strani, ma è una realtà. Egli è divenuto Uomo perché noi diventassimo Dio, come diceva sant’Atanasio il Grande.
In questo discorso certamente non è reso in modo esplicito il tema dell’amore di Dio verso l’uomo però, in filigrana, non si può dire che tutta questa perfezione del Dio che scende dal Cielo, non sia stata resa operativa proprio per la finalità dell’amore stesso; anche se non è ricordato in modo esplicito, di fatto, però, Dio si è fatto uomo per amore: l’apocalittica visione dell’antico di giorni si è resa tangibile nel bambino nato a Betlemme. Esplicitamente, lo ha fatto per amore. Lui è diventato Uomo perché noi diventassimo Dei.


S.NATALE 2009
Questo discorso è caratterizzato, perché per la prima volta il patriarca cita direttamente la Divina Liturgia, facendo riferimento all’entrata di Maria al tempio che anticipa, e fonda di fatto, il periodo del Natale: Oggi è il preludio del beneplacito del Signore, il primo annuncio della Salvezza degli uomini. Canta la Chiesa durante la Festa dell’ingresso della Theotokos, attraverso la dedicazione della Beata Maria al Tempio e alla sua preparazione lì, sta per diventare ricettacolo di Dio. Quindi si può dire che è la prima citazione della Divina Liturgia, per un atto di amore grazie al “Sì” di Maria, la Panaghia. Il Natale 2009 fa riferimenti più a Maria e al suo “Sì”, che è il figlio stesso. In modo ardito il patriarca fa più riferimento alla preparazione di Maria che a ciò che davvero viene celebrato in questo divino giorno: ma tutto ciò è in perfetta armonia con la dogmatica ortodossa, cioè: senza l’incarnazione non avremmo mai potuto celebrare l’epifania del Cristo nella carne. Il rimando poi è addirittura pasquale, perché si fa riferimento alla presenza di Maria sotto la Croce, quando Gesù dice a Giovanni: Ecco tua Madre e a Maria: Ecco tuo figlio. Anche noi siamo quel figlio. Il Natale 2009 si caratterizza dall’amore della presa in causa di Maria, della preparazione per la sua Divina maternità.

S.NATALE 2010
Il tema dell’eternità sembra trascendere la consequenzialità degli eventi, eppure, ogni fondamento del Natale ha origini nell’eternità di Dio, in quanto l’amore di Dio manifesta l’atto eterno della processione del Verbo. Di questa eternità nella prescienza dell’amore di Dio, il fatto di volere incarnarsi, nella Sua prescienza, però, non tutto viene relegato al volere pre-eterno dell’incarnazione, quasi che poi l’uomo non riuscisse a toccare con mano l’amore di Dio nel Verbo incarnato. L’eterno si è fatto presente. Il tempo diventa il palcoscenico nel quale l’eterno Dio manifesta ed assume la Passione, la Morte e Risurrezione, ma anche afferma: Non si guarda solo all’eternità, ma anche al fatto che il Natale include il nostro cammino terreno, perché Cristo è venuto al mondo per annunciare l’amore, ma soprattutto il Regno dei Cieli ed introdurci in esso.
Questo lo ha fatto sanando tutti, resuscitando i morti. E per noi rimane l’ora, quella che Lui definisce: dell’attuazione pratica dell’Evangelo, con l’elevato senso di responsabilità. L’ora, che ricorda molto Giovanni, nella quale si sente più intensamente, l’esortazione apostolica: mostrami la Fede attraverso le tue opere (Giacomo 2,18). Questo caratterizza il Natale 2010.

S.NATALE 2011
Inizia con il Patriarca che focalizza e cerca di spiegare il Canto Angelico di Luca 2,14.
E ci si chiede se Dio viene davvero glorificato dagli uomini e perché lo si debba fare.
Perché la maggioranza degli uomini non glorifica Dio, né con le proprie opere né con le labbra. Al contrario, l’Incarnazione per amore verso l’uomo del Figlio di Dio, che come conseguenza ha poi avuto la Crocifissione e la Risurrezione, rinnova ogni fedele all’antica bellezza e gli dona la Vita Eterna e la Pace, che Dio ha sempre in mente, per costituire l’uomo come coerede del Regno di Dio.
L’atto stesso della discesa di Dio, che rasenta l’umiliazione, è da sempre capace di essere oggetto di lode e non solo da parte degli angeli, ma anche da parte dell’uomo. Il dubbio tuttavia riguarda anche il secondo annuncio degli angeli: Pace sulla terra. S.S.Bartolomeo così afferma: “Non parliamo solo per gli [antichi] zeloti, di scontri bellici con le armi, ma per tutti coloro che trasformano una nobile competizione in conflitto e assalto al prossimo e mirano all’annientamento del rivale. Quindi esistono guerre tra schieramenti, gruppi etnici, religiosi, sportivi, ecc..
Cristo è venuto per portare la Pace che non signoreggia sul mondo. La pace è la prima manifestazione dell’amore del cuore di Dio. Quindi le cose buone annunziate dagli angeli, cioè l’evangelo, esistono ed esiste anche oggi e sono vissute in pienezza da coloro che vivono in Cristo, Salvatore del mondo. Dice S.S.Bartolomeo: Iniziamo allora quest’anno, a vivere il Natale come piace a Dio, datore di beni, per vivere sulla terra e dentro i nostri cuori, l’incomparabile Pace e la Benevolenza di amore di Dio per noi. Facciamoci persone in comunione d’amore con Dio e con il prossimo, trasformandoci da individuo a persona. Togliamo la maschera dell’individuo egoista e apriamoci alla persona capace di dialogo e di relazione con gli altri. La valenza metafisica del passaggio tra un individuo di natura umana, a persona umana fatta immagine e somiglianza delle tre persone divine, rimane il più alto acuto dogmatico e fondamento teologico di questo discorso.

S.NATALE 2012
Si fa riferimento alle dolorosissime persecuzioni religiose, contro i cristiani e le minoranze cristiane.
Parallelamente, quasi nel loro completo disinteresse, gli antagonismi economici s’intensificano, così come egualmente aumentano le aspirazioni al guadagno effimero promosso a beni capitali. Queste sono tristi conseguenze di un mondo secolarizzato e che vive come se Dio non esistesse. Il nostro Patriarcato segue i segni dei tempi, secondo i quali si sentono da ogni parte e si vivono guerre e disordini, e si innalza nazione contro nazione, facendo nostre, in pratica, le parole di san Basilio: “ i due principali comandamenti della carità sono: l’essere pieni di afflizione e dolore per ciò che è dannoso e per la persona che amiamo e il gioire invece e il fare ciò che possiamo fare a suo vantaggio; è ovvio che chi non dimostra una tale disposizione non ama il proprio fratello.” Si proclama, quindi da quella Santa sede apostolica e centro di ortodossia il nuovo anno ormai alle porte come Anno della solidarietà universale. Quindi si manifesta l’amore di Dio per l’uomo manifestando l’amore dell’uomo per l’uomo, usando il termine SOLIDARIETA’ UNIVERSALE. Si caratterizza il Natale del 2012 con questo annuncio.
Aiutare i governi e tutte le persone a collaborare; amore e pace sono caratteristiche dei discepoli degli Apostoli del Signore e di ogni cristiano. Rapporto di amore tra uomo e uomo, perché Dio ce l’ha riversato nel cuore.

S.NATALE 2013
La citazione del capitolo nove del libro di Isaia, diventa la ‘road map biblica’ del discorso natalizio, che ci fa conoscere il vaticinio del Profeta-sacerdote, tra le quali la nascita dell’Emmanuele da una vergine e quindi la nascita del bambino Gesù.
Il mondo vive una sorta di sfinimento, dolore, ma nel silenzio rotto dall’annuncio angelico della notte di Natale, l’ineffabile Cristo, invisibile e incomprensibile, l’Angelo del Gran Consiglio, così come lo definisce il profeta Isaia (9,5-6), si presenta una nuova e ultima possibilità di redenzione. Gesù viene a noi come Uomo da Madre Vergine, scioglie il laccio dell’iniquità e dà con la Sua Grazia e la Sua Misericordia, una via di luce di salvezza all’incertezza della vita. Offre altresì una reale determinazione e un valore, un Ethos particolare ed esemplare, ed un modello di vicissitudini umane cristiane a tutti gli uomini di oggi. Dio ha assunto la natura umana e l’ha santificata per amore. Ed ecco che S.S.Bartolomeo, dopo avere mirabilmente tracciato la linea che ha portato all’economia superiore dell’uomo, denuncia l’attacco a ciò che di più umano e indifeso esiste sulla terra: l’embrione. Il pre-eterno si è degnato di diventare per noi un embrione, (Importante perché qui si manifesta una critica verso la cultura abortista) portato nel seno di Maria, quindi ha onorato anche la vita umana fin dal primo stadio primordiale e ha insegnato il rispetto per l’uomo fin dalla gestazione. Per questo san Gregorio il Teologo esorta: donne seguite la verginità affinché Cristo vi faccia madri. Il Signore ha definito il vincolo coniugale dell’uomo e della donna in quella Santa Famiglia.
L’istituzione della famiglia (biblicamente riconosciuta come chiesa domestica) costituisce la cellula della vita e l’incubatrice dello sviluppo psicologico e corporale dei figli. Tutto è caratterizzato dal discorso sulla famiglia, soprattutto come tutela dell’uomo fin dal primo concepimento.
Dell’amore verso il prossimo e delle conseguenze che si innescano quando non lo pratichiamo, ne parla sottotraccia, a mio avviso, S.S.Bartolomeo in questo particolare elenco, in cui dice:
“Sono passati:
2013 anni dalla nascita di Cristo secondo la carne
2013 anni e come allora Cristo non cessa di essere perseguitato
2013 anni Gesù è cacciato dal volto dei cristiani in Siria
2013 anni Cristo fugge come profugo assieme a loro
2013 anni il bambino Gesù è ancora incarcerato con i due Vescovi della Siria, Paolo e Giovanni, con le monache ortodosse e ancora con molti cristiani conosciuti e sconosciuti
2013 anni Cristo è ancora crocifisso con quelli che sono torturati e uccisi per non tradire la Fede
2013 anni che Gesù è ucciso ogni giorno nel volto di migliaia di embrioni
2013 anni che Cristo é schernito e ingiuriato nel volto dei bambini sfortunati che vivono la crisi della famiglia nella miseria e povertà”.
Il Signore ha detto: “Ogni volta che avete fatto questo (gesto di carità e amore) ad uno solo dei miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me (Mt 25).

S.NATALE 2014
L’uomo non poteva immaginare il valore inalienabile della persona umana prima dell’incarnazione, perché solo con l’incarnazione della Persona del Verbo l’uomo è pienamente se stesso. Citazione del salmo: Cos’è l’uomo perché te ne ricordi…e l’hai fatto poco meno degli angeli (in realtà degli dei nel TM). Il valore della persona umana – S.S.Bartolomeo si ricollega al messaggio del Natale precedente e che ricorda il valore di tutta la persona. La persona umana che non deve essere umiliata. L’umiliazione della persona umana: un affronto, uno schiaffo all’amore di Dio offerto in Cristo, vero Dio e vero uomo, persona divina incarnata e fondamento di ogni dignità. SSB recupera tutto il discorso dell’embrione e lo allarga alla famiglia umana e parla della situazione della guerra in Medioriente.
E’ evidente dalle sue parole il dolore, la preoccupazione, la sofferenza che vive un periodo storico segnato da attentati, guerre (specialmente quelli in Siria) come segnali del rifiuto dell’amore di Dio all’uomo e come segni della disperazione di un’umanità senza Cristo. Il Natale giunge quest’anno a chiudere un periodo di vicende storiche e politiche avverse ai cristiani e alla chiesa di Dio.

S.NATALE 2015
Il profugo. Come conseguenza drammatica dell’anno precedente, il discorso di Natale si ricollega necessariamente ai dolori e alle inevitabili tragedie nate dalla guerra: centinaia di migliaia di profughi (forse milioni) e migliaia di morti causano un non vangelo nel mondo intero. La missione dell’amore di Dio durante questo Natale consiste nel riequilibrare le sorti delle vicende umane ponendo al centro l’amore di Dio in Cristo: bambino rifiutato da tutti, ma accolto in un’oscura lontana provincia di Palestina (Siria). La notte di Natale stride in mezzo ad un mondo di pene e sofferenze, crisi, passioni, inimicizie; un mondo che rifiuta l’amore di Dio e che si nutre dell’odio per il proprio simile. È proprio questo Natale che, con una risoluta fermezza, condanna l’egocentrismo dominatore del mondo. Il volto omicida di Erode che vede paradossalmente in pericolo la propria esistenza con la nascita del Bambino Innocente. Il Bambino Gesù deve andare in Egitto come rifugiato politico. Il concetto del rifugiato politico è di S.S.Bartolomeo. Tutto ciò manifesta l’assenza dell’amore dell’uomo per l’uomo, ma soprattutto della risposta dell’amore di Dio all’uomo. Un celebre filosofo di fine ottocento manifesta chiaramente questo disagio mondiale: “anche Dio ha il suo inferno: l’amore per l’uomo” (W.G. Nietzsche). Il messaggio di S.S.Bartolomeo, proprio perché denuncia l’odio dell’uomo con l’uomo e l’odio tra l’uomo e Dio, di fatto in maniera indiretta, però, manifesta l’amore di Dio nel volto di Cristo che Lui profugo, accoglie noi profughi.

S.NATALE 2016
Rumore delle armi. Disuguaglianze sociali.
La seconda citazione liturgica tratta dai discorsi del Natale di S.S.Bartolomeo, la ritroviamo per il Kontakion della Festa del Natale: ”Per noi è nato un Bambino Nuovo, il Dio Pre-eterno. Il Dio Logos come Bambino e il bambino come Dio si rivela agli uomini con cuore puro e la semplicità dei bambini. I fanciulli comprendono la verità e i saggi ed i sapienti non possono aggiungere nulla”. La conseguenza delle disuguaglianze sociali, del rumore di guerra e della emigrazione forzata dalle terre d’origine di milioni di persone, manifestano l’urgenza di un recupero del Natale quale messaggio dell’amore di Dio per l’uomo, che possa appianare le discrepanze e divergenze tra uomo e uomo, tra nazione e nazione, tra ceti sociali opposti. È evidente che il Patriarca Ecumenico, più e molto prima di Papa Francesco, aveva denunciato dai suoi numerosi discorsi sull’ecosistema e sull’ecologia, la Babilonia del peccato dell’uomo e che l’uomo stesso ha inaugurato nel sistema geopolitico, causa di guerre e di disuguaglianze sociali. Il Natale deve diventare l’occasione storica per ribaltare i parametri e strutture di peccato così umane.

S.NATALE 2017
Rispettare l’identità e la sacralità dell’infanzia: LA CENTRALITA’ del discorso del Natale del 2017.
Dio ha portato l’amore sulla terra. Dio è venuto per noi consanguineo di noi stessi
Ciò che è stato nascosto nei secoli oggi è diventato palese. Apparteniamo a Cristo: appartenere ad una persona significa essere amati con tutto il cuore ed essere consacrati a lui. Tutto è unito a Cristo. La nostra natura viene riplasmata a Sua immagine. Su di Lui, e non su altre aspettative, si fonda l’unità del genere umano rigenerato in Cristo ed in questo consiste la vocazione ecumenica della Chiesa. Prima i cristiani, ovvero quelli che vogliono essere rigenerati da Dio, poi l’evangelo offerto a tutti gli uomini ed infine a tutto l’universo.
San Basilio la chiama la festa di tutto il creato, genetliaco di tutta l’umanità.
I diritti umani. S.S.Bartolomeo ricorda che nel 2018, saranno trascorsi settant’anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, resi moralmente necessari dopo l’esperienza drammatica della seconda guerra mondiale.
La Chiesa, come la sposa amata da Cristo e che manifesta l’amore eterno del padre, non può ignorare queste minacce contro l’essere umano. Quindi ancor oggi, con rinnovate energie, lotta per la salvaguardia della libertà; sapendo che la vera libertà è quella degli uomini affrancati dal peccato, che possono vivere la libertà dei figli di Dio come dono pasquale e non quella della falsa libertà che di fatto è un arbitrio che va contro l’amore di Dio. Viviamo nella Chiesa la libertà di Cristo, in Cristo, per Cristo e verso Cristo.
Al nocciolo di questa libertà appartiene l’amore che non cerca il proprio interesse. L’amore dà un cuore puro. Solo ed esclusivamente in Cristo l’uomo si indirizza verso il proprio fratello, cercando il suo bene e non il proprio.

S. NATALE 2018
La Divina Umanizzazione: così dobbiamo intitolare l’ultimo discorso che fa riferimento al Natale passato. Il Patriarca, con i propri predecessori, condanna il monofisismo ed il nestorianesimo secondo le attualizzazioni attuali. Al centro pone la filantropia divina: la Chiesa è il luogo della comune Salvezza, libertà nella speranza del Regno comune; luogo del vivere la libertà che rende liberi, il cui nocciolo è il giungere alla Verità nell’amore. Questo amore supera i confini della semplice azione umanistica, poiché la sua fonte ed il suo modello sono la Filantropia Divina che supera la parola umana. In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo affinché per mezzo di lui vivessimo. In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi (per primo).
Abbiamo incrollabile la certezza che il futuro appartiene a Cristo, il Quale è ieri, e oggi, lo stesso e immutabile e nei secoli. Che la Chiesa di Cristo rimarrà luogo di santificazione e di vita ispirata, di rinnovamento dell’uomo e del mondo, assaggio della Gloria del Regno che continuerà a dare la testimonianza evangelica e a distribuire nell’ecumene i doni di Dio: il suo amore, la pace, la giustizia, la riconciliazione: Quindi Chiesa come dispensatrice della Grazia e dell’amore in forza della risurrezione e in attesa dell’eternità.
Quindi per rispetto ai concili di Calcedonia e al concilio di Efeso, dobbiamo professare che anche l’amore di Dio in maniera non confusa, ma nemmeno rigidamente separata, elargisce per partecipazione nella sua intima natura all’uomo, che senza confusione e senza rigida separazione fa, dell’amore di Dio unito all’amore umano, un’unica ipostasi nell’umana creatura: l’uomo redento in Cristo.

 

 


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