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Gesù Cristo (dopo la Sua incarnazione) , nell’insegnamento natalizio di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

 Elaborato scritto per il corso “Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I” all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi

Protopresbitero Iosif Restagno




 

Gesù Cristo (dopo la Sua incarnazione), nell’insegnamento natalizio di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo

DI P. IOSIF RESTAGNO

Docente: p. Evangelos Yfantidis

2003
Nell’omilia natalizia del 2003 Sua Santità Bartolomeo I sottolinea come il Verbo divino, dopo la sua incarnazione ha potuto rigenerare la natura umana avendola assunta affinchè l’uomo, rigenerato in Cristo, potesse di nuovo amare Dio nella persona di Gesù Cristo. Cristo incarnata ha restaurato la relazione amorosa tra Dio e l’uomo, provocando gioia grande in tutto l’universo, visibile e invisibile. Il Natale rende realizza la divinizzazione dell’uomo: Tutte le gioie e i godimenti umane sono piccole in confronto con la gioia di partecipazione alla vita di Cristo. Nulla di paragonabile a ciò che si può immaginare. E ciò che è avvenuto nella storia una volta per tutte può realizzare nell’anima di ciascun uomo: il suo cuore può trasformarsi in una mangiatoia in cui viene deposto Gesù, che si incarna nell’esistenza di ognuno. Cristo incarnandosi a Betlemme ha assunto tutta l’umanità e ogni esistenza umana in tutte le epoche. La maturità piena in ognuno si compie con il passare del tempo, con l’ascesi e con l’adempimento dei Suoi comandamenti.

2004
Nel 2004 Sua Santità esaminava il senso di quest’epoca, dominata da distruzioni, catastrofi sociali, naturali, conflitti sociali e armati, invasioni, sconvolgimenti economici accompagnati da ricerche spirituali deviate in culti autodistruttivi. Eppure la salvezza è giunta, Cristo è divenuto uomo e ha portato pace e benevolenza sulla terra e fra gli uomini. Ma gli uomini spesso preferiscono provvedere a modo loro, talora si rivolgono a forze mondane, o addirittura alle forze stesse del male che, invitate, intervengono e aumentano la confusione e il dolore.
Con la venuta di Cristo sulla terra, non esiste in qualcun altro la salvezza, se non in Cristo soltanto, e non esiste nome in cui possiamo salvarci, se non il nome di Gesù Cristo. Egli è la salvezza del mondo, nel suo nome c’è la salvezza. Nel suo nome c’è tutta la sua storia e la sua grazia salvifica: si è manifestato sulla terra come uomo umile, come un bambino debole, come un agnello che porta su di sé il peccato del mondo, e volontariamente ha accettato la croce e la morte. Ha dato l’esempio, rivelando la forza salvifica dell’umiltà e dell’amore volontariamente crocifisso, il suo sacrificio volontario fino alla morte, ha ottenuto la Resurrezione, che è il contenuto della salvezza. In seguito all’incarnazione di Cristo e al compimento della sua missione sulla terra la morte non domina più sul genere umano, perché il generato Gesù Cristo l’ha calpestata e ha abolito la sua forza.
La sua vita sulla terra non si è svolta basandosi sulla forza che gli uomini possono stimare, ma sulla forza delle virtù, prima fra tutte l’umiltà: Dio Maestoso e Onnipotente si sacrifica per amore senza interesse e senza secondi fini. Chi non accetterà questo mistero continuerà a vivere il martirio della distruzione reciproca, del sviamento morale, della mancanza di senso per la vita, della falsità e del dolore. Cristo un tempo storicamente incarnato nasca spiritualmente nei cuori di tutti gli uomini. La sua nascita comunica pace, rivela lo scopo della vita, abolisce il dolore, offre eternità e gioia, che non possono essere tolte accanto a Lui.
2005
L’incarnazione di Cristo compie il volere divino, chi crede non si perde, ma raggiunge la vita eterna.
L’anima umana avverte fortemente il bisogno di essere amata. Il suo bisogno di amore spinge gli
L’amore però esiste in Dio e congiunge il mondo, riconosce ognuno di noi con il proprio nome e gli viene offerto riccamente.
Dio, che col suo Verbo ha creato in origine il mondo allo scopo di comunica la sua gloria che scaturisce dall’amore personale che unisce. L’amore che è in Dio non ha mai fine, non viene meno anche se rifiutato dagli uomini.
E’ per amore che Il Padre ha inviato Cristo sulla terra. Il Verbo di Dio, non è venuto sulla terra per giudicare il mondo, ma per salvarlo. La sua umile nascita è la dimostrazione che i beni materiali e la ricchezza che gli uomini ricercano non sono la vera fonte della gioia e del benessere. Da allora, dalla sua nascita umile a Betlemme per duemila anni Dio proclama questo amore infinito e disinteressato. Si è manifestato in forma umana come bambino debole ed indifeso, però pieno di amore e ha subito incontrato l’odio di Erode, che tentò di ucciderlo; il suo amore rivelandosi ha mostrato che fra gli uomini esiste un forte odio contro m l’amore.
Gesù dopo l’incarnazione non si propone agli uomini come giudice severo. Dio si rivela come padre affettuoso che attende con amore e perdono il ritorno dei suoi figli.
Gesù Dio incarnato rivela l’amore come fondamento e tetto, inizio e fine, Alfa e Omega della creazione. Il mistero della mangiatoia e della croce, della nascita, della risurrezione e dell’ascensione ed in genere di ogni presenza di Cristo sulla terra è l’amore. Gli angeli che circondavano la grotta della natività stupirono davanti alla grandezza di questo amore benevolo, accondiscendente, umile verso il genere umano; l’umiltà e la pazienza dimostrate da Cristo nella sua crocifissione non è il risultato della sua debolezza, ma è dovuta al suo infinito amore. Tutte le azioni di Dio sono piene di amore personalmente per ciascun uomo. Cristo fatto uomo rivela tutto questo.

2007
Nel 2007 S. Santità si concentra sul significato vero e vivificante dell’azione della incarnazione del Figlio e Logos di Dio. Diventa uomo per dimostrare che Dio è reale e si manifesta a noi come persona. Amore reale e sussistenza personale, ipostàtica sono lo scopo e l’essenza dell’incarnazione del Verbo divino. Gesù incarnandosi instaura una reale fratellanza con ogni essere umano, che porta a una comunione d’amore fra gli uomini. Questa comunione di amore è il destino dell’umanità. Si realizza solo attraverso Cristo.
Manifestandosi nel bambino posto nella mangiatoia, mostra la profondità e consistenza del suo amore, attraverso il quale diventeremo compagni anche della sua divina natura per grazia, come Lui per mezzo dell’amore è divenuto compagno della nostra natura umana.
Scopo della sua incarnazione è la nostra salvezza nella comunione d’amore con il Dio uno e trino, unico vero e reale Dio.

2008
L’Unigenito Figlio e Logos di Dio e Dio, Dio perfetto, diviene uomo perfetto e compie la cosa più perfetta di tutte le cose perfette, la sola cosa perfetta sotto il sole. L’incarnazione del Figlio di Dio e la sua vita sulla terra non sono simboli, come i miti pagani, ma realtà, la vera e nuova realtà della storia, allacciandosi alla storia di Roma, nel seno di un popolo specifico, il popolo Giudaico.
Storia, non mito. Storia, non simboli allegorici.
“Egli è divenuto uomo, perché noi diventassimo Dio”, secondo la lapidaria espressione di San Atanasio il Grande.
L’incarnazione storica di Cristo ha conseguenze che superano i 33 anni della sua permanenza sulla terra in una vita simile alla nostra: l’uomo può ricercare i suoi limiti più estremi, oltre le teorie e le aspirazioni filosofiche racchiuse nelle esperienze religiose e filosofiche elaborate dallo spirito umano in varie forme e in varie civiltà.
L’incarnazione di Cristo non comporta uno sviluppo interiore dello spirito umano, una evoluzione della coscienza, ma una unione reale per grazia con la sua energia e la sua vita. Dall’incarnazione di Cristo il limite estremo dell’uomo non si realizza in traguardi interiori o sociali, realizzazioni di coscienza individuale o collettiva, ma coincide con la sua divinizzazione attraverso l’unione mistica, spirituale, sacramentale, reale col Dio-Uomo Gesù Cristo,; per questo si è incarnato, per donarci la possibilità non solo di “ricevere la adozione”, ma anche di entrare “in comunione con la natura divina”.

2009
Cristo incarnandosi annulla la distanza e la polarizzazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato dell’uomo. L’Incarnazione avviene secondo la Sua piena ed arcana volontà, annulla ogni distanza, unisce il cielo con la terra e collega la creatura con il Creatore!
E’ dal concepimento senza seme dell’Inconcepibile, nel santo seno della Madre di Dio che nella stessa persona iniziarono a coesistere la natura divina con quella umana e Dio divenne uomo “affinché noi fossimo deificati”, secondo l’espressione di San Atanasio.
Con la incarnazione, la umanizzazione del Verbo, la salvezza del genere umano si è già realizzata con forza. I credenti in Cristo, vivendo una vita in accordo con la loro fede, in accordo con i comandamenti e con tutto l’insegnamento di Gesù, si elevano con questa vita gradita a Dio e si costituiscono in amici e partecipi di Dio.
L’incarnazione del Verbo di Dio ha effetti generali nella natura, nella storia, nell’umanità e in ciascun uomo. Gli uomini possono diventare dèi per grazia, attraverso la vita mistica all’interno della Chiesa, dove l’uomo rinasce in Cristo e viene adottato dal Padre per mezzo del Santo Battesimo. Attraverso i Santi Misteri e l’esercizio della virtù, l’uomo si riempie di grazia divina e di Spirito Santo e cresce “fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo”, potendo dire con l’apostolo Paolo: Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me. Questo processo di trasfigurazione reale dell’uomo in Cristo, quando giunge alla perfezione rende la persona non solo più amico o fratello, ma membro reale del corpo di Cristo Dio incarnato.
Cristo con la sua incarnazione rende possibile la cristificazione e la deificazione per grazia dell’uomo; questo è il motivo per cui “tutto il creato fa festa con gioia e i cieli insieme a noi esultano”.

2010
L’Incarnazione di Cristo manifesta la divina benevolenza, che segue il cammino dell’umanità e di ciascun uomo con amore a tal punto da assumere lui stesso la natura umana che aveva creato per renderla partecipe della natura divina (2Pt. 1,4). Questo era il suo disegno ancor prima della caduta di Adamo ed Eva e anche prima della loro creazione.
Dopo il peccato originale questo piano si è realizzato includendo alcuni passaggi come la Croce, la Passione Immacolata, la Morte vivificante, la Discesa all’Ade, la Resurrezione dopo tre giorni, allo scopo di debellare alla radice il peccato che si insinua avvelenando ogni cosa e annientare la morte, passeggera clandestina della vita
L’incarnazione di Cristo non ha conseguenze solo nel destino eterno dell’umanità e del mondo, coinvolge anche il cammino sulla terra del genere umano e di ogni persona.
Negli anni trascorsi sulla terra più volte ha saziato miracolosamente la moltitudine di coloro che lo ascoltavano, ha sanato lebbrosi, risollevato storpi, donato la luce ai ciechi, l’udito ai sordi, la parola ai muti; ha liberato gli indemoniati dagli spiriti immondi, ha resuscitato i morti. Ha sostenuto il diritto degli oppressi e dei dimenticati. Ha stigmatizzato la ricchezza illecita, la mancanza di carità verso i poveri; si è fatto lui stesso modello ed esempio sacrificandosi volontariamente.

2011
L’incarnazione di Cristo, la sua Crocifissione e Resurrezione, mostrano l’amore divino e donano al credente la vita eterna e la Pace, comunicandogli l’eredità del Regno eterno di Dio.
La grandezza di questi fatti non è diminuita dal fatto che molti uomini non li riconoscono; tutto ciò si glorifica per sua grandezza e gli angeli ne sono sbalorditi. Quando gridano: pace sulla terra” vogliono annunziare la promessa di Dio all’umanità: che se gli uomini seguiranno la strada indicata loro dal Bimbo che nasce, giungeranno alla pace interiore e alla convivenza pacifica. Anche se questo annunzio non è accolto dai più, la sua realizzazione non è compromessa, Cristo incarnato con i segni della debolezza e dell’umiltà, realizza la sua signoria a prescindere da come la pensano e si atteggiano gli uomini, a partire dai capi politici.
Cristo incarnato offre la pace agli uomini; la realizzerà anche se molti la rifiutano. Il rifiuto della pace divina è la causa della rarità di benevolenza fra gli uomini. L’incarnazione manifesta la buona disposizione di Dio verso l’uomo; è un dato di fatto ed i benefici che ne conseguono, operano anzitutto da un verso per tutti gli uomini e dall’altro sono particolarmente percepibili per coloro che hanno accettato realmente i messaggi angelici che vengono dall’alto.
La pace di Cristo sulla terra esiste nonostante tutto: la vivono in pienezza quanti vivono in Gesù Cristo, Dio-Uomo e Salvatore del mondo.
Cristo incarnato è la sola salvezza dalle crisi belliche, economiche, e di ogni natura. Cristo incarnato è la Via, la Verità e la Vita.

2012
L’incarnazione di Cristo ha riconciliato Dio e degli uomini, aprendo le porte alla pace.
Gli uomini purtroppo non si riconciliano fra loro, restano reciprocamente mal disposti, divisi con fanatismo per ragioni religiose, politiche, per avidità, per ambizione.
La nascita del bimbo Gesù ha fatto proclamare sulla terra la pace e la benevolenza di Dio sugli uomini, oggi come 200 anni fa questa proclamazione è attuale. Il bambino Gesù ha portato la pace sulla terra.
Cristo è sceso nel mondo per soccorrere le debolezze, spirituali e materiali, degli uomini.
2013
La prima conseguenza della nascita nella carne del Signore Gesù è la gioia comune fra cielo e terra. In questa gioia si riconciliano e la pace scende sulla terra, segno della benevolenza divina verso gli uomini, sfiniti da dolori, crisi, passioni, inimicizie, insicurezze, delusioni.
La discesa di Cristo instaura giustizia e pace. Apparendo come uomo e vivendo come uomo fra gli uomini scioglie il laccio della iniquità e con la Sua Grazia e la Sua misericordia offre una via di scampo alle incertezze della vita, una determinazione e un valore, un ethos particolare ed esemplare e un modello alle vicissitudini umane.
Il Signore si è incarnato per assumere tutta la natura umana e l’ha santificata. E’ stato concepito, è stato un embrione ed è stato gestato nel seno della Madre di Dio, dando valore assoluto alla vita umana fin dal suo stadio primordiale. Il Creatore di tutto è disceso per divenire come un Neonato e per nutrirsi del latte della Vergine e così ha onorato la verginità e la maternità, spirituale e naturale. E il Signore ha definito il vincolo coniugale dell’uomo e della donna in quella santa famiglia.
Proprio in questo assumere il percorso umano fin dal suo impercettibile inizio nel grembo di una donna ha dato valore sublime a queste realtà naturali e biologiche e al ruolo della famiglia.
Dio, una volta incarnato, è solidale e partecipe con tutte le vicende degli uomini. Da 200 anni è partecipe e solidale con i piccoli e i deboli, perseguitati dall’Erode di turno; con i cristiani perseguitati in Siria, e non solo; con i profughi che fuggono e in ogni luogo per la loro sicurezza; è solidale e partecipe con i due Vescovi della Siria, Paolo e Giovanni, con le monache ortodosse e ancora con molti cristiani conosciuti e sconosciuti, imprigionati da fanatici religiosi; è crocifisso ancora con quelli che sono torturati e uccisi per non tradire la loro fede in Lui; è ucciso ogni giorno nel volto di migliaia di embrioni, che i propri genitori non lasciano nascere; è schernito e ingiuriato nel volto dei bambini sfortunati, che vivono per la crisi della famiglia, della miseria e della povertà.
“Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt. 25,40-41).
Con la sua incarnazione assume su di sé il dolore, l’afflizione e le sofferenze degli uomini. Per questi è nato dalla Vergine, per questi è diventato uomo, per questi ha patito, è stato crocifisso, è risorto. Cioè per tutti noi.

2014
Apparendo incarnato sulla terra Dio manifesta allo stesso tempo l’uomo perfetto e il valore inalienabile della persona umana.
Cristo Teantropo mostra il reale valore dell’essere umano. Gloria e onore circondano l’essere umano, fatto simile a Dio e divinizzato realmente nel Cristo Dio incarnato. La radice e il fondamento del valore della persona umana sono proprio qui, nell’incarnazione del Verbo Divino, nel Natale di Gesù, nella sua vita teatro pica sulla terra. La povertà estrema di Dio mostrata in questo mistero è la sua inesorabile forza, che è la forza mistica comunicata alla sua Chiesa.
2015
Cristo Dio incarnato assume tutta l’umanità come genere e insieme realizza la partecipazione personale al destino particolari di ogni uomo. Per salvarsi da Erode il Bambino Gesù fu obbligato a fuggire in Egitto, divenendo un vero e proprio un rifugiato politico.
Il Salvatore realizza in questo la salvezza degli uomini, partecipando ai loro destini e alle loro vicende. Non si presentato come un dominatore potente e ricco, ma è nato come un bimbo ignudo ed inerme, in una piccola stalla, senza un focolare.
Questo divino fanciullo nato e portato in Egitto, è il reale difensore dei profughi di oggi, dei perseguitati dagli Erode di oggi. Si è fatto debole con i deboli, simile a noi, simile agli inermi e infermi, simile agli umiliati, a coloro che sono in pericolo, ai profughi.
2016
L’incarnazione è come una seconda creazione. Cristo incarnato costituisce la Sua Chiesa come mondo del mondo. Questa realtà della venuta di Dio nella carne da una Vergine riempie di gioia l’umanità tutto il creato. Cristo incarnandosi ha comunicato il suo essere all’uomo . Dio appare agli uomini come uomo per far tornare gli uomini a Dio, morendo al vecchio Adamo e risorgendo nel nuovo Adamo. Scopo dell’incarnazione è recuperare gli uomini attraverso il Cristo incarnato. La vita in Cristo per ogni uomo che viene nel mondo, senza distinzione di razza, rango, popolo, cultura, censo: deporre l’uomo vecchio, rivestire il nuovo, partecipare alla sua passione e crocifissione, essere consepolti e co-risorgere con Cristo e diventare tutti uno in Cristo.
2017
Scopo della venuta nel mondo del Logos Divino: offrire agli uomini lo “stare bene” la liberazione dal peccato, dalla schiavitù delle opere della legge e dalla morte, donare vita e gioia inalienabile.
Ha portato sulla terra l’amore perfetto e si è fatto consanguineo e intimo di ciascuno più di quanto ogni può esserlo di se stesso.
Un paradosso insolito, la divinizzazione per grazia dell’uomo. Il Cristo fatto uomo rivela il suo nome come porta della salvezza. Unico nome in cui l’uomo si salva.
Apparteniamo a Cristo, tutto è unito a lui da quando ha assunto l’umanità corrotta riplasmandola dall’interno. L’assunzione da parte del Logos Divino della natura umana è fondamento dell’unità del genere umano per la comune salvezza. Non si salva quindi solo l’umanità, ma tutto intero il creato. Come la caduta dei Progenitori trascina con sé tutta la creazione, così anche l’Incarnazione del Figlio e Logos di Dio riguarda l’intero universo. Il Natale, come dice s. Basilio, è la liberazione dell’umanità e della creazione.
Dio incarnato dimostra la sua signoria sul creato e sulla storia.

2018
Con la sua incarnazione nella storia diventa possibile l’incarnazione di Cristo nelle nostre anime e nelle nostre esistenze. “Il Logos di Dio, nato allo stesso tempo secondo la carne, sempre nasce e vuole secondo lo spirito per filantropia, per coloro che lo desiderano; è divenuto bambino, rivestendo di virtù e manifestando se stesso in essi, tanto quanto conosce bene che, colui che lo accetta, comprenderebbe” (San Massimo il Confessore). Non è un “Dio-Idea”, come il dio dei filosofi, né un dio chiuso nella sua trascuratezza assoluta ed inavvicinabile, ma è l’ “Emmanuele”, il “Dio con noi” , si trova più vicino a noi, di quanto lo siamo noi con il nostro io, è “più familiare di noi stessi”.
Con la venuta di Cristo l’umanità è assunta e divinizzata e in questo modo salvata e in questo si eleva sfuggendo da una parte all’antropocentrismo, caratterizzato da una spiritualità antropomorfista, tipica di un diffuso nestorianesimo; dall’altra da un idealismo astratto, che caratterizza una specie di monofisismo spirituale.
L’incarnazione avviene nella storia e la carne assunta è reale e concreta, è la carne della Chiesa. La prima e più diretta conseguenza dell’incarnazione di Cristo è la Chiesa, il suo corpo visibile e vivente nella storia; la Chiesa è il luogo della “comune salvezza”, della “comune libertà” e della speranza del “comune Regno. Lo scopo dell’incarnazione è far vivere l’uomo nel Cristo. L’amore divino ha predisposto e prevenuto tutto a questo scopo, amando prima di poter essere ricambiato e così gli uomini, per entrare nella salvezza, si devono amare e amarsi allo stesso modo con cui Dio li ha amati. Dio ha amato per primo, senza condizioni.
Dove c’è amore, lì è presente Dio.
E’ la verità salvifica che celebriamo e di cui non si deve mai perdere coscienza. L’amore divino è amore filantropico. Con l’incarnazione diventa amore divino-umano.

 


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Santi di oggi

i santi di oggi 29-02-2020

Sabato di tutti i Santi che hanno brillato per l’ascesi; santi Cassiano e Germano; San Giorgio, vescovo di Defelto.

i santi di domani 01-03-2020

Domenica dei Latticini; Santa Eudocia, la Samaritana; Santa Domnina della Siria; Santa Antonina, martire; Santi Marcello e Antonino, martiri; Santi Silvestro e Sofronio, martiri; San Nestoriano, martire; Santi Carisio, Niceforo e Agapio, martiri; San Agapio di Vatopedi.

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