Cerca

Newsletter

iscriviti alla newsletter

La tua mail*


Libri e pubblicazioni



IL MESSAGGIO TEOLOGICO GENERALE DELLE LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO

 

Lettore Riccardo Paolo Bianchin




 

Saint Mark’s Orthodox Theological Academy
Johannesburgh (SA), Patriarcato di Alessandria d’Egitto
Rettore: S.E. Petros Parginos, Metropolita di Accra


IL MESSAGGIO TEOLOGICO GENERALE DELLE LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO
Lettore Riccardo Paolo Bianchin

Nel pensiero teologico di San Paolo, il Vangelo è innanzitutto una rivelazione del desiderio umano di redenzione, e in secondo luogo una rivelazione del piano di Dio per la salvezza dell'umanità. Sin dall'inizio, la volontà di Dio è di conciliare tutte le cose in Sé stesso attraverso la morte e la risurrezione di suo Figlio Gesù Cristo. Paolo di Tarso parla della divina economia della salvezza come un "mistero nascosto per secoli e generazioni ma ora manifestato ai santi" (Col 1, 26). Nel messaggio teologico dell’Apostolo, siamo tutti chiamati a essere figli di Dio attraverso Cristo, poiché questo era lo scopo della volontà di Dio sin dal princìpio. Ad ogni modo, la volontà predestinante di Dio per le Sue creature non annulla il libero arbitrio dell’uomo: restiamo liberi di accettare o rifiutare la salvezza che ci viene offerta da Dio attraverso Cristo. In questo mondo decaduto godiamo della libertà spirituale e siamo liberi di cooperare o resistere alla guida dello Spirito Santo, che in altri termini è la volontà di Dio.
In questo modo, apprendiamo che la salvezza è opera della Santissima Trinità. D'altra parte, dobbiamo sottolineare che nella teologia di San Paolo è presente una forte dottrina "cristocentrica" della redenzione: nel pensiero dell'Apostolo delle genti, l'autore principale dell'opera di salvezza è il Figlio. Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio, è l'unico mediatore tra Dio e gli uomini (1Tm 2: 5-6). Attraverso il Figlio si realizza l’opera redentrice del Padre e si rende possibile il ministero dello Spirito Santo.
La parola che dobbiamo tenere a mente quando leggiamo l'opera di San Paolo (e l'intera Bibbia in generale) è "armonia". In effetti, lo scopo originario di Dio era quello di associare gli uomini a Sé stesso in perfetta armonia; ma invece di rispondere con amore e obbedienza al nostro Creatore, abbiamo deciso di volgere la nostra attenzione da Lui a noi stessi, e di lasciare che il peccato entrasse nella nostra esistenza terrena. L'unico modo per ripristinare l'armonia con Dio è lottare per la "theosis" (divinizzazione), seguendo l'esempio perfetto di Cristo.
Dopo la Caduta, ma prima della venuta di Cristo, l'uomo era totalmente soggetto al peccato e alla morte. La Chiesa Ortodossa insegna che abbiamo ereditato le conseguenze della disobbedienza di Adamo (ossia un mondo decaduto, pervaso dalla morte e dal male, nel quale siamo continuamente tantati), ma non abbiamo ereditato la colpa di Adamo (la teologia ortodossa non insegna la dottrina del peccato originale). Molti teologi ortodossi (ex multis, cfr J. S. ROMANIDIS, Original sin according to St. Paul, St. Vladimir's Seminary Quaterly, IV, 1-2, 1955-1956; N. A. MATSOUKAS, Teologia dogmatica e simbolica ortodossa, Dehoniane, Roma 1996), basandosi sul messaggio teologico di San Paolo, hanno sostenuto che la nostra mortalità è causa del peccato: afflitti dall'ansia della morte, diventiamo egocentrici e autoindulgenti, e poniamo la nostra massima preoccupazione sul piacere fisico. San Paolo descrive questa soggezione al peccato come soggezione “alla carne” (intendendo l'inclinazione all'egocentrismo e a peccati quali egoismo, idolatria, perversione e licenziosità).
Nel pensiero dell’Apostolo, un altro effetto della caduta è la "cecità spirituale", ossia la non-conoscenza di Dio: nel suo egoismo e nella sua incapacità di onorare il suo Creatore, l'uomo ha sviluppato una ragione insensata, "affermando di essere saggio" ma rendendosi sciocco (Rm 1:22). Proprio come la mortalità, l'ignoranza spirituale è conseguenza e causa del peccato umano.
È opportuno ora accennare brevemente al concetto di “Legge” nell'opera di San Paolo. Gli antichi Ebrei e in particolare i Farisei credevano risolutamente di poter essere salvati solo osservando rigorosamente la Legge Mosaica. Questa idea è fermamente respinta dall'Apostolo (vedasi Rm 2:17 e 8: 2; Gal 3-5; Fil 3): la Legge non fu di per sé foriera di salvezza, ma fu piuttosto una semplice rivelazione del grande divario e distanza tra la perfezione di Dio e l'imperfezione umana. La legge Mosaica aveva la sola funzione di preparare il mondo alla missione redentrice di Cristo. Sotto questo punto di vista, la Legge diventa una "maledizione" per coloro che sono lontani dall'amore di Dio. Questo è il motivo per cui Paolo conclude che "nessun uomo è giustificato davanti a Dio dalla legge" (Gal 3:11).
L'Apostolo proclama Gesù quale Messia e il Figlio di Dio, riferendosi a Lui come "il Signore", un epiteto che gli Ebrei riservavano esclusivamente per Dio. Questo annuncio di Gesù quale Cristo (il consacrato da Dio) era difficile da accettare: "ostacolo per gli ebrei e follia per i gentili" (1Co 1:23). Come abbiamo detto prima, la missione di Cristo è, nel messaggio teologico di San Paolo, l'elemento chiave del piano redentore di Dio composto dall'incarnazione, dalla passione, dalla morte e dalla risurrezione: “attraverso l'incarnazione di Dio Figlio in Gesù Cristo, la natura umana è stata unita al divino e così trasfigurata e deificata; attraverso la passione e la morte del Cristo perfettamente giusto, l'umanità può essere assolta dal peccato e così liberata dal dominio della morte; e attraverso la resurrezione-ascensione-esaltazione del Signore, la liberazione della razza umana dalla maledizione della mortalità si è manifestata in tutto il mondo ”(vedi G. Cronk, The Message of the Bible, p. 213).
Per ritornare in armonia con il suo Creatore l'uomo deve pentirsi, rinunciando al suo egoismo a favore di una vita centrata su Dio. Per aiutare l'uomo a pentirsi, Dio divenne uomo in Cristo. In Cristo, l'uomo è perfettamente obbediente a Dio Padre (vedi Col 2:14). Con l'esempio del Figlio, è possibile per noi pentirci, diventare figli di Dio ed entrare in unione con il nostro Creatore attraverso la Risurrezione e l'esaltazione di Cristo.
Gli insegnamenti di San Paolo riguardanti lo Spirito Santo e la Chiesa sono intimamente collegati tra loro. In effetti, la salvezza offerta dal Padre tramite il Figlio è resa disponibile agli uomini grazie al ministero della Chiesa, e questo ministero è possibile solo attraverso l'opera dello Spirito Santo, che discese sugli Apostoli durante la Pentecoste. San Paolo parla della Chiesa come "corpo mistico di Cristo": l'opera dello Spirito Santo, quindi, viene ad agire all'interno del corpo di Cristo, cioè della Chiesa. Attraverso il suo ministero, diventiamo legittimari dell'eredità di Cristo e figli di Dio. Nell'insegnamento dell’Apostolo, tutti i credenti devono essere uniti nell'unica Chiesa, santa, cattolica e apostolica: in lei tutti i Cristiani sono uniti quali figli di Dio per mezzo della fede. Per raggiungere questo obiettivo, San Paolo predica anche in merito alle qualità e al ruolo dei membri ordinati della gerarchia ecclesiastica (diaconi, presbiteri e vescovi). Il compito centrale di questi ministri è difendere la fede della Chiesa mentre, d'altro canto, il compito di tutta la Chiesa è quello di proclamare il piano di Dio per la redenzione tramite Cristo (vedi Ef 3: 1-21; Col 1: 24- 29), e portare tutti i credenti alla maturità in Cristo (Col 1:28). La Chiesa «vive e gusta questa attesa, in particolare ogni volta che celebra la Divina Eucarestia, riunendo “insieme” (1Cor 11,17) i figli dispersi di Dio in un solo corpo, senza distinzione di razza, sesso, età, stato sociale o altro, là dove “non vi è né Giudeo, né Greco, né servo, né libero, né più uomo né donna” (Gal 3,28; Col 3,11), in un mondo di riconciliazione, pace e amore» (dall’enciclica del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, Creta, 2016: Missione).
Nella teologia di San Paolo, anche lo Spirito Santo ha un ruolo centrale nella nostra santificazione. Attraverso l'estrinsecazione pratica della fede (ossia tramite le opere buone), il Cristiano è reso santo attraverso la grazia dello Spirito, e preparato per la sua glorificazione finale (vedere 1Tm 4: 3; Rm 15:16). Attraverso l'azione dello Spirito Santo, il nostro desiderio di unirci a Dio diventa un potere interiore. La santificazione è un processo di crescita spirituale lungo tutto l'arco della vita, mediante il quale moriamo e risorgiamo in Cristo. Questa trasformazione, ad ogni modo, non è automatica: dobbiamo cooperare volontariamente con l'opera dello Spirito per diventare santi. L'insegnamento di San Paolo sul processo di santificazione ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della teologia ortodossa (e specialmente nello sviluppo del concetto di theosis).
Contrariamente alla teologia protestante, nell'ottica ortodossa l'uomo non è giustificato solo dalla fede, ma da una fede espressa in buone opere, le quali non sono altro che manifestazioni esteriori della nostra fede. La giustificazione per fede è una parte del procedimento tramite il quale entriamo in relazione con Dio, ma è innanzitutto la misericordia di Dio (e non la nostra mera fede) che ci salva. Per i Cristiani Ortodossi la fede non è statica, ma dinamica, continua, e deve essere esercitata per tutta la vita. Attraverso la fede e la "grazia infusa" dello Spirito Santo, i Cristiani hanno il potere di vivere la vita in fede, speranza e amore (vedi 1Co 13): seguendo il pensiero di San Paolo, gli Ortodossi devono cooperare con lo Spirito, lottando per la santità.
Ultimo ma non meno importante, uno degli elementi centrali nel messaggio teologico di San Paolo è la Seconda Venuta di Cristo. Il Secondo Avvento porterà con sé la risurrezione universale dei morti e distruggerà il regno del male sulla terra; esso verrà all'improvviso e inaspettatamente "come un ladro nella notte": per questo l'Apostolo ci esorta a mantenere la fede ed essere vigili in ogni momento, affinché possiamo essere pronti quando il Signore ritornerà (1 Th 5: 1-11). Attraverso la risurrezione di Gesù, l'uomo è stato liberato dalla morte: alla seconda parousìa, quindi, tutti i morti saranno risuscitati e i figli di Dio saranno traslati in un nuovo corpo e in un nuovo livello di esistenza. Questa è la nostra speranza, la nostra fede, la nostra certezza: "se Cristo non è risorto, la nostra predicazione è vana, e la vostra fede è vana" (1 Co 15:14).

 

Riferimenti bibliografici:
●G. CRONK, The Message of the Bible, St Vladimir’s Seminary Press, NY, USA, 1982;
●N. A. MATSOUKAS, Teologia dogmatica e simbolica ortodossa, Dehoniane, Roma 1996;
● a c. della Comunità Accademica della St Athanasius Academy of Orthodox Theology, The Orthodox Study Bible, St Athanasius Academy of Orthodox Theology, CA, USA 2008;
● Metropolita G. ZERVOS, Tesori di Spiritualità e Pastorale Ortodossa, Apostoliki Diakonia della Chiesa di Grecia, Atene, 2008;
●J. S. ROMANIDIS, Original sin according to St. Paul, St. Vladimir's Seminary Quaterly, 1955-1956;
●Enciclica del Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa, Creta, 2016.

 


Dona l'otto per mille

Santi di oggi

i santi di oggi 09-08-2020

San Mattia, apostolo; Santi dieci martiri di Costantinopoli; San Antonio di Alessandria, neomartire; San Psoes l'Egiziano; Il ritrovamento dell'icona non fatta da mani umane di Camuliana; San Nicola di Stilo; San Falco di Palena.

i santi di domani 10-08-2020

San Lorenzo, arcidiacono, san Sisto Papa e Ippolito di Roma, martiri; San Erone, il filosofo; I Santi Sei martiri di Libia; San Lorenzo d'Antiochia e compagni, martiri.

Condividi

Bookmark This

Follow Us

TOP