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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO VI)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

del Protopresbitero Egidio Calì




 

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra nacquero loro figli e figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quanto ne vollero.Allora il Signore disse “Il mio Spirito non resterà sempre nell'uomo, perchè egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni. C'erano sulla terra i giganti a quei tempi- e anche dopo- quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e questi partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi (6,1-4)


-I figli di Dio sono angeli che abbandonarono per la bellezza corruttibile e caddero tanto lontano quanto lo è il cielo e la terra. Ed i loro desideri sono concentrati sui beni terreni . Si ritiene che i figli di Dio sposarono le figlie di Caino che si adornarono e divennero oggetto di seduzione agli occhi dei figli di Set. Il peccato di Adamo ha rese l'umanità peggiore, ma Dio non farà vivere questa generazione per novecento anni come le generazioni precedenti, poiché i loro giorni sono rivolti ai desideri della carne ai beni terreni. Ma Dio non di meno garantirà un tempo di centoventi anni, che secondo Girolamo il tempo per pentirsi è molto limitato.
I figli di Caino vivevano in una terra che generava frutti che mancavano di potere nutritivo, mentre i Setiti che vivevano vicino il confine del recinto del paradiso, i loro frutti erano abbondanti e pieni di forza, e che i figli sono generati dai figli di Set e dai figli di Caino, teoria che sostengono sia Efrem che Agostino. Mentre Ambrogio dice che la grandezza dei loro corpi è dovuta dall'unione di angeli e donne. Entrambi comunque esprimono il monito che i giganti simboleggiano le vanità del mondo terreno e che perseguono desideri materiali, e sono condannati , in quanto colpevoli di peccati volontari con più grave severità. E la forza del loro corpo è paragonata alla arroganza.

 

 

 

 

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. E il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra.....Sterminerò dalla terra l'uomo che ho creato. Con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perchè sono pentito di averli fatti (6,5-7)

 

– Dopo l'unione dei figli di Set con i figli di Caino la malvagità dell'uomo aumentò, il male si estendeva, e diffondeva in entrambe queste tribù. Ogni inclinazione del loro cuore era sempre cattiva. E Dio addolorato a causa dell'uomo mostra la sua severità come giudice. La sacra scrittura ci dice che Dio si pentì di aver creato l'uomo sulla terra, ma questo non significa che è soggetto alle emozioni o capace di passioni come dice Salviano, piuttosto il Verbo Divino per permettere a noi di comprendere le Scritture parla come si trattasse di emozioni umane, cioè di un Dio che si pente, ma l'ira di Dio è semplicemente la punizione del peccatore. Dio annuncia anche la morte degli animali che sono colpevoli del peccato, in quanto creati a vantaggio dell'uomo, insieme a lui devono perire.
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Efrem
Salviano il Presbitero
Agostino la città di Dio
Ambrogio

 


Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. Questa è la storia di Noè . Noè era un uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. Noè generò tre figli : Sem, Cam, e Iafet.(6,8-10)

– La scrittura ci mostra colui che in una tale moltitudine, era stato in grado di mantenere una sincera virtù. Per questo Noè trovo il favore agli occhi del Signore Dio. E semplicemente non trovò il favore del Signore, ma agli occhi del Signore Iddio. Il Signore ha creato la nostra natura per creare il libero arbitrio, ma, la domanda sarà in quel contesto storico pieno di malvagità :come farà Noè a mantenersi lontano dalla loro compagnia evitando di subire la punizione di Dio?
Ma se non fosse stato così non ci sarebbe stata la libertà della natura, di quelle persone che sarebbero state punite, ma al contempo ci sarà l'uomo pieno dell'amore verso Dio ricevendo la ricompensa di coloro che praticano la virtù.

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Giovanni Crisostomo
Agostino la Città di Dio
Giovanni Crisostomo

 

 

 


Ma la terra era corrotta davanti a Dio e pieno di violenza. Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perchè ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra. Allora Dio disse a Noè; perchè la terra , per causa loro , è piena di violenza, ecco io li distruggerò insieme con la terra. ..Fatti un'Arca di legno di cipresso dividerai l'arca in scompartimenti....Farai nell'arca un tetto ...la farai a piani, inferiori, medio e superiore.(6,11-16)

– I figli di Set, essendosi uniti alle figlie di Caino, lasciarono le loro mogli che avevano preso in precedenza. Questi essendo ripudiate, persero ciò che era la loro modestia e a causa di questo libertinaggio che colpì sia gli uomini che le donne, ...la Scrittura dice: Ogni carne aveva corrotto il suo cammino.
Ci si può chiedere se Adamo fu condannato per il suo peccato o per mancanza di fede, Adamo fu condannato per la sua disubbidienza, mentre Caino perchè uccise suo fratello, quindi deduce Agostino che questo mondo fu distrutto per mancanza di fede e per la sua malvagità. Girolamo dice che le misure espresse per la costruzione dell'arca che Dio ordinò a Noè hanno un significato mistico, mentre Agostino asserisce che l'Arca rappresenta la città di Dio, che ottiene la salvezza mediante il legno nel quale fu appeso il Mediatore di Dio e degli uomini, Gesù Cristo ( 1Tim 2-5)
Le misure dell'arca simboleggiano il corpo umano, e l'apertura laterale è la
ferita con cui fu trafitto il costato di Gesù. Per essa vengono da lui perchè da
li sgorgano i sacramenti. Arca che simboleggerà la casa di nostro Signore, la
sua Chiesa.

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Commento sulla Genesi Efrem
Agostino la vita cristiana
Girolamo trattato sul vangelo di Marco

 

 

 

 

Ecco io manderò il diluvio , cioè le acque sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma io con te stabilisco la mia alleanza.
Entrerai nell'arca tu, i tuoi figli, tua moglie e i figli dei tuoi figli, introdurrai nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.....quanto a te prenditi ogni sorta di cibo. Noè segui tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece. (6,17-22)

-Dio lavò il peccato del mondo con l'acqua al tempo di Noè, fin da principio la Scrittura testimonia che l'acqua è purificatrice... lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque(Gn 1,2) Quindi l'acqua che laverà peccati del mondo.
Dio stabilisce l'alleanza con Noè in quanto.... il giusto rimarrà in eterno ed a lui stabilirà il suo testamento, poiché egli è l'erede della grazia divina e il possessore della celeste eredità.
Noè quando gli fu ordinato di entrare dentro l'arca, ebbe questo comando: Entra tu i tuoi figli , tua moglie e le mogli dei tuoi figli …. e di dividere i figli dalle mogli affinchè sfuggissero al mare e a quel naufragio con l'aiuto della castità. Agostino fa una specifica su ciò che vuol dire la frase..quelli che strisciano sulla terra...si deve interpretare nel senso che non era necessario accogliere nell'arca gli animali che possono vivere nell'acqua, ma anche quelli che galleggiano, come molti degli alati. Il comando: Saranno maschio e femmina s'intende per la conservazione della specie. Quindi non era necessario che vi fossero gli animali che possono nascere senza l'accoppiamento. Per tutto il resto se nell'arca non erano con il numero determinato tutti gli animali ch per legge non possono vivere nell'acqua, non fu impegno di Noè ma di Dio. Giunsero animali sia de Est che da Ovest e anche dal Nord e si affrettavano scimmie, pavoni, Leoni Tori, lupi e agnelli insieme i falchi ed i passeri le colombe e le aquile. E quando gli uomini di quella generazione si raccolsero per osservare quella novità non fu per pentirsi ma piuttosto per divertirsi.

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Giovanni Damasceno La fede Ortodossa
Ambrogio, Noè 10,35
Agostino, La città di Dio

 

 


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Il 28 di questo mese memoria del nostro santo padre e confessore Caritone. Lo stesso giorno memoria del santo profeta Baruk. Lo stesso giorno memoria dei santi martiri e fratelli di sangue Alessandro, Alfeo, Zòssimo e del santo martire Marco il pastore e dei santi martiri Nicon, Neon, Eliodoro e di altre vergini e fanciulli. Lo stesso giorno memoria del santo martire Eustazio il romano. Lo stesso giorno memoria del santo martire Alessandro e di altri trenta martiri suoi compagni.

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