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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO XII)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

del Protopresbitero Vincenzo Lorizio




 

Capitolo 12

Questo capitolo della Genesi esordisce con la chiamata di Dio nei confronti di Abram. Essa avvenne inHarran nell’alta Mesopotamia, dove Terach, padre di Abram, era emigrato con parte della sua famiglia da Ur risalendo la riva destra del fiume Eufrate, forse in cerca di pascoli migliori o per sfuggire alle invasioni Elamite. Con lui avevano risalito il fiume il figlio Abram con sua moglie Sarai e il nipote Lot, rimasto orfano del padre Aran.

Nella città di Harran, a questo seminomade allevatore di ovini, anziano e con la moglie sterile, ma soprattutto timorato di Dio[1], si rivela improvvisamente l’Altissimo e gli comunica una promessa grande e misteriosa[2], quella della generazione dell’Israele spirituale[3]. Abram con sua moglie sterile, assieme nipote Lot, col suo gregge di montoni, rompe ogni legame precedente con i suoi parenti che rappresentano i vizi e i peccati[4],  e obbedendo per fede[5] va nella terra di Canaan, la Palestina.

L’esistenza di questo patriarca, come l’esistenza e l’avvenire del popolo d’Israele, dipendono da questo atto assoluto di fede e di partenza[6]. Fede e partenza caratterizzano tutta la storia biblica[7].

Abram assieme alla propria famiglia, si mette in viaggio obbedendo al volere di Dio[8] dopo che gli apparve. Secondo la tradizione patristica fu il Figlio ad apparire[9], in quanto il Padre nessuno lo ha mai visto (Gv 1,18 e 1Gv 4,12).

Arrivarono nel paese di Canaan giungendo sino alla località di Sichem, presso la Quercia di More, dopo l’apparizione che profetizzava che questo paese sarebbe stato della sua discendenza, costruì un altare proprio in quel luogo. Successivamente oltrepassate le montagne di Betel il cui toponimo significa casa di Dio, piantò la tenda costruendo un secondo altare dove invocò il nome del Signore[10].

In seguito arrivò una carestia poiché gli uomini non ascoltavano la parola del Signore[11]. Abram scese in Egitto per poter scampare e mentre si accingevano ad entrarvi disse alla moglie Sarai, di avvenente aspetto, di dire a tutti di esserle sorella e non moglie per evitare di essere ucciso e anzi di essere trattato con riguardo, in quanto fra gli egiziani vigevano delle leggi sull’adulterio e pur di non essere considerati tali avrebbero ucciso tranquillamente il marito[12].

Per proteggere il marito Sarai mentì, infatti non tanto la bellezza della moglie quanto la sua virtù e la sua serietà rendono lieto il marito.[13] Giunti in Egitto subito gli egiziani notarono la bellezza suadente di Sarai, notata dagli ufficiali del regno fu immediatamente introdotta nella casa del faraone, che subito trattò bene Abram donandogli greggi, armenti, asini, e cammelli, oltre che schiavi e schiave. Sarai fu presa dal faraone come moglie e fu proprio in questo contesto che Sarai scopre che non era il marito ad essere sterile come pensava, ma bensì lo era lei.[14]

Il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe perché Sarai era la moglie di Abram, a dimostrazione di come si debba custodire la castità e a non bramare il letto altrui o insidiare le mogli d’altri.[15]

Convocato Abram, il faraone preso da timore di quanto fosse successo[16], gli chiese del perché non gli avesse detto subito che fosse la consorte e non la sorella. Immediatamente gli restituisce la moglie e anziché punirli, per provvidenza divina[17] ordina che lascino subito il paese e furono scortati dalle guardie sin fuori la frontiera assieme a tutti i loro averi.



[1] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 31,13

[2] Antonio Magno, Lettere 1

[3] Beda il Venerabile, Sulla Genesi 3

[4] Cesario di Arles, Sermoni 81,2

[5] Didimo il Cieco, Sulla Genesi 209

[6] Agostino, Discorsi 113 A, 10

[7] Cesario di Arles, Sermoni 81,1

[8] Beda il Venerabile, Sulla Genesi 3

[9] Novaziano, Sulla Trinità 18,1-3

[10] Ambrogio, Abramo 1,2,6

[11] Didimo il Cieco, Sulla Genesi 225

[12] Didimo il Cieco, Sulla Genesi 226-227

[13] Ambrogio, Abramo 1,2,6

[14] Didimo il Cieco, Sulla Genesi 228

[15] Ambrogio, Abramo 1,2,7

[16] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 32,21

[17] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 32, 22-25

 


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