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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO XVII)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

del Protopresbitero Iosif Restagno




 

Quando Abram ebbe novantanove anni… (17, 1-8).

La lunga attesa di Abramo nella fede viene esaltata da Dio con le promesse rinnovate in un’età in cui la virilità è ormai un lontano ricordo (Crisostomo). E l’età, osserva Ambrogio, non deve costituire un pretesto per lasciarsi andare: Sii senza biasimo, dice Dio ad Abramo. Il nome cambiato da Abram (padre inutile) ad Abraham (padre sublime) avviene al momento in cui sta per generare il suo vero figlio, quello della promessa divina. E da quel momento la Scrittura userà solo il nome nuovo, diversamente da Giacobbe, che verrà chiamato Israele, ma continuerà ad essere chiamato anche col suo nome precedente; questo perché la paternità di Abraham si sviluppa completamente su questa terra, mentre Israele allude alla futura visione di Dio (Agostino).

Ambrogio si sofferma su alcune espressioni della benedizione divina in questi versetti: il fatto che Abramo venga messo fra i popoli indica che la sua eredità viene trasmessa all’umanità; inoltre i re che usciranno dalla sua discendenza non saranno solo monarchi, ma soprattutto persone libere, che non saranno dominate dalle passioni e dai vizi.

 

Disse Dio ad Abramo… (17, 9-14).

L’alleanza sancita con la circoncisione è un’alleanza eterna perché tutte le realtà divine sono eterne: nella prima fase la circoncisione è fisica, nella Nuova Alleanza è spirituale; il fatto che deve avvenire l’ottavo giorno (il giorno della risurrezione di Cristo), garantisce la sua dimensione spirituale, nonostante qualcuno abbia ritenuto che non dovesse essere trascurata la circoncisione fisica; ma bisogna notare che la circoncisione viene ordinata ad Abramo quando gli viene dato il nome nuovo e sta per generare il figlio della promessa in un’età in cui la virilità naturale si è spenta del tutto: si può giustamente ritenere che questa circoncisione indichi anche la virtù della castità (Cirillo Alessandrino e Ambrogio).

Ambrogio continua la sua riflessione sui vari significati della circoncisione riportando l’uso egizio di circoncidere all’età di 14 anni maschi e femmine: la Scrittura parla dell’ottavo giorno e la prescrive solo per i maschi. Questo si spiega con la necessità di porre un segno al maschio sul suo organo sessuale affinché si ricordi che è stato inciso per ordine di Dio e quindi deve ricordarsi delle leggi di Dio anche in questo campo e che non ogni rapporto sessuale gli è lecito; su un piano spirituale questo indica che la mente purificata e circoncisa si lega alla castità.

Filone Alessandrino si chiede per quale motivo la non circoncisione viene sanzionata con la morte: chi deve morire, i genitori inadempienti o il bimbo ignaro? In ogni caso sembra un efficace deterrente per ogni trasgressione della Legge. Il comando è perentorio, nemmeno l’omicida è condannato ipso facto alla morte; la questione ha fatto riflettere molti.

Per il Crisostomo il Signore ha previsto la trascuratezza delle generazioni successive: un segno sui genitali maschili avrebbe frenato la mescolanza con altre popolazioni.

 

Dio aggiunse ad Abramo... (17, 15-21).

Sarai (Mia Signore) diventa Sara (Signora). Anche lei ha un nome nuovo dato da Dio, non è più la signora di Abramo, ma la signora per eccellenza, modello di tutte le donne credenti e virtuose (Beda).

Il riso di Abramo non è fuori luogo: non era mai capitato che un vegliardo ingravidasse una vecchia sterile… ma non è un riso incredulo, ma un sorriso di meraviglia (Efrem).

E a proposito della circoncisione, Abramo ha ricevuto la chiamata e le promesse da incirconciso e da incirconciso ha camminato con fede e rettitudine davanti a Dio, per questo è padre di tutti i credenti, non solo dei circoncisi. Rise di gioia anche per Agostino e Cirillo Alessandrino.

Isacco è il primo uomo a cui è stato dato un nome per ordine divino, scrive un Anonimo Commentatore della Genesi.

 

Dio terminò così di parlare con lui… (17, 22-27).

Abramo alla sua età si fa circoncidere e con lui tutti i maschi del clan: un nuovo esempio di fiducia e sottomissione a Dio (Crisostomo). Per Ismaele tredicenne c’è un motivo in più: la recisione della lussuria e della libidine in colui che diventando adulto avrà rapporti sessuali (Ambrogio).

Per l’Anonimo Autore della Lettera di Barnaba, con Abramo furono circoncisi in 318, tutti quei servi nati in casa di cui si è parlato nella battaglia notturna per liberare Lot dagli invasori: anche in questo caso le cifre in greco svelano la croce e il nome di Gesù. Il Crisostomo sottolinea come la circoncisione spirituale, cioè il battesimo, avviene in modo incruento e indolore: la grazia dello Spirito e il perdono dei peccati sono la vera medicina spirituale che il battesimo porta agli uomini.

 


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