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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO XXIX)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

di Bădilaș Gabriel




 

CAPITOLO 29

 

Commento ai versetti 1-14

Giacobbe riesce grazie al Figlio a spostare la grande pietra del pozzo, segno della promessa a Dio, e poi la bacia, cioè la sposa, dice san Efrem il Siro.

Rachele è simbolo della Chiesa fra i popoli e il suo nome significa gregge di Dio, dice san Cirillo di Alessandria.

San Cesario di Arles spiega che Giacobbe ha trovato Rachele sua sposa al pozzo come Cristo trova la Chiesa sua sposa alle acque del battesimo, come altri patriarchi.

 

 

Commento ai versetti 15-30

Labano offre a Giacobbe una ricompensa per il suo lavoro e Giacobbe chiede di sposare Rachele e offre di lavorare per Labano per sette anni. La sera delle nozze però Labano porta Lia, la figlia più grande, da Giacobbe che non si accorge di sposare Lia e non Rachele. Labano fa questo perché voleva tenere Giacobbe più a lungo vicino a lui, dice san Giovanni Crisostomo.

Dopo una settimana Giacobbe sposa anche Rachele. Lia rappresenta i giudei e Rachele i gentili, dice san Cesario di Arles. Avere due mogli era permesso per far aumentare in numero la popolazione, spiega san Giovanni Crisostomo.

 

Commento ai versetti 31-35

Lia viene benedetta dalla nascita di quattro figli, e la sorella non concepisce perché Dio ha voluto benedire Lia che era trascurata per Rachele, dice san Giovanni Crisostomo.

 


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