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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO XXXII)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

di Massimo Caccamo




 

CAPITOLO 32

GIACOBBE MANDA MESSAGGERI AD ESAU’

Dopo che Giacobbe e Labano si furono separati, angeli di Dio incontrarono Giacobbe per fargli sapere che, se Labano non avesse obbedito a Dio, lui e quelli del suo seguito sarebbero stati distrutti. Come dio aveva mostrato a Giacobbe gli angeli che lo accompagnavano mentre scendeva, così gli mostrò gli angeli mentre saliva. L’esercito degli angeli che Dio aveva mostrato a Giacobbe era tale che egli non avrebbe temuto Esaù, poiché c’erano molti più angeli con Giacobbe che con Esaù[1]. Notate come Giacobbe avesse paura del fratello e quindi desiderando placarlo, mandasse a lui un messaggio per avvertirlo del suo arrivo. E questo in effetti avvenne, poiché Dio placò il suo cuore, frenò la sua collera e lo rese ben disposto[2]. Non ebbe il coraggio di vederlo prima di averlo placato con i doni. Venuto a lui, Giacobbe, si prostrò in adorazione quand’era ancora lontano[3].

GIACOBBE PREGA PER LA LIBERAZIONE

Non leggiamo che il beato Giacobbe partì con cavalli, o asini o cammelli, ma leggiamo solo che portò in mano un bastone. Giacobbe mostrò il suo bastone per prendere una moglie, ma Cristo portò il legno della croce per redimere la Chiesa[4].

GIACOBBE CERCA DI PLACRE ESAU’

Giacobbe si prepara ad incontrare Esaù.

Giacobbe implora Dio di liberarlo dal pericolo. Avendo fatto questo appello al Signore, tuttavia, e avendo offerto questa supplica al Signore, Giacobbe fece anche ogni sforzo da parte sua. Scegliendo dei doni fra ciò che aveva portato con sé, dice il testo, Giacobbe li mandò a suo fratello. I doni lo precedettero[5].

 

 GIACOBBE LOTTA CON UOMO

La lotta per la virtù.

E così Giacobbe, che aveva reso puro il suo cuore da ogni rancore ed aveva sentimenti di pace, dopo che ebbe allontanato da sé tutti i suoi averi, rimase solo e lottò con Dio. E poiché la sua fede e la sua devozione erano insuperabili, il Signore gli rivelava i misteri segreti colpendo l’articolazione della sua coscia, poiché dalla sua discendenza era destinato a nascere dalla Vergine il Signore Gesù[6]. La parte lesa di Giacobbe rappresenta i cattivi cristiani, perché nello stesso Giacobbe ci sia e la benedizione e lo zoppicare. E’ benedetto per parte di quelli che vivono bene; è claudicante per parte di quelli che vivono male. Che significa che lottava e lo voleva vincere? Lotta per possedere Cristo, per amare il nemico. Colpì l’articolazione del suo femore che si slogò e Giacobbe cominciò a zoppicare. Dice l’angelo: Lasciami andare perché l’aurora è spuntata. E Giacobbe: Non ti lascerò  andare se prima non mi avrai benedetto. E lo benedisse[7]. In quella lotta Giacobbe prefigurò il popolo dei giudei; l’angelo con cui lottò fu invece un modello di nostro Signore il Salvatore[8]. Dio ha insegnato a quest’uomo buono [Giacobbe] imponendogli il nome [Israele], chi fosse colui che egli aveva visto e a cui gli era stato permesso di affidarsi. Avendo ottenuto una tale potenza, in primo luogo, per essere riuscito a lottare con Dio, molto di più prevarrai sugli essere umani e ti dimostrerai superiore a tutti[9]. Come la verità è del tutto chiara in questo caso, così per quell’uomo buono si ebbe un tipo di apparizione che ebbe l’effetto di convincerlo della grandezza dell’affetto di cui egli godeva da parte di Dio. Quindi, affinché la visione che aveva avuto non fosse dimenticata da alcuno in futuro, zoppicava all’anca. Vedete, siccome quell’uomo buono aveva completato il suo ciclo vitale ed era sul punto di lasciare questa vita, e dal momento che il provvidenziale aiuto accordatogli da Dio e la sua straordinaria considerazione dovevano essere conosciuti da tutta la razza umana, di conseguenza il testo dice: I figli di Israele non mangiano il nervo che si contrasse sulla parte piatta della sua coscia[10].



[1] Efrem il Siro, Commento sulla Genesi 30,1

[2] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 58,3

[3] Agostino,Discorsi 5,5

[4] Cesario di Arles, Sermoni 87,2

[5] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 58,6

[6] Ambrogio, Giacobbe e la vita beata 2,70,30

[7] Agostino, Discorsi 5,6,8

[8] Cesario di Arles, Sermoni 88,5

[9] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 58,10

[10] Giovanni Crisostomo, Omelie sulla Genesi 58,14

 


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