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LA GENESI COMMENTATA DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLO XLVΙΙ)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

di Petronio -Antonio- Lorenzoni




 

CAPITOLO 47

L’uso da parte di Giacobbe della frase “il mio soggiorno” nella sua risposta al faraone rivela il suo atteggiamento verso questa vita come di uno che vive in terra straniera, un atteggiamento visto in numerose altre citazioni delle Scritture.

 Secondo Origene[1] la carestia in Egitto diviene l’occasione per meditare su cosa significhi “prevalere” nel caso della carestia, e su come la carestia non prevalga mai su coloro la cui anima è nutrita dal vero pane del cielo: in modo simile la “schiavitù degli egiziani” significa diventare sottomessi ai vizi della carne.

L’etimologia del nome Gosen “prossimità”, la terra in cui soggiornò Giacobbe e la sua famiglia può essere vista come una meditazione allegorica sul fatto che noi possiamo essere vicini a Dio anche se viviamo nel corpo in condizioni di disagio come quelle simboleggiate dall’ Egitto (Origene)[2].



[1] Omelie sulla Genesi 16,2

[2] Omelie sulla Genesi 16,7

 


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Domenica dei Santi Padri del Primo Concilio Ecumenico; Santi Ermia e Mago, martiri; I Santi Cinque Martiri di Ascalone; San Eustazio, patriarca di Costantinopoli.

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