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L’ESODO COMMENTATO DAI SANTI PADRI DELLA CHIESA (CAPITOLI XX-XXX)

 Elaborato scritto per il corso
“Teologia, Storia e Vita della Chiesa Ortodossa I”
all’Istituto di Teologia Ortodossa della nostra Arcidiocesi
Docente: p. Evangelos Yfantidis

di Bădilaș Gabriel




 

6. CAPITOLO 21
Commento ai versetti 1-11
Noi siamo schiavi nei sei giorni di questo mondo e siamo liberati il settimo, il giorno di riposo (san Girolamo). Appartenere a Dio significa godere della libertà, chi preferisce la schiavitù si preoccupa delle cose terrene (santo Ambrogio).

Commento ai versetti 12-32
La legge del taglione ferma il fare del male con il timore di subire la vendetta (Tertulliano). L’uomo non deve vendicarsi troppo (san Cirillo di Alessandria). Cristo ci insegna che si devono sopportare il doppio dei torti e di amare e pregare per il nemico (san Giovanni Cassiano).

7. CAPITOLO 22
Commento ai versetti 1-6
L’Antico Testamento insegna a non rubare, il Nuovo a essere generosi (san Gregorio Magno).

8. CAPITOLO 23
Commento ai versetti 1-33
Chi sacrifica ai demoni è responsabile del male fatto da loro all’uomo (Origene).
Non si deve prestare denaro a interesse (san Clemente Alessandrino).
La giustizia non vuole il favore (san Giovanni Crisostomo). Dobbiamo aiutare il peccatore (san Cesario di Arles).
Il sacrificio è bene, ma meglio portare una persona alla Chiesa (san Giovanni Crisostomo). Non si devono mescolare la vita e la morte (san Clemente Alessandrino).
L’angelo è Giosuè di Navi, il profeta che guiderà alla terra promessa gli ebrei (Tertulliano).

9. CAPITOLO 24
Commento ai versetti 1-18
Non tutti possono avvicinarsi a Dio (san Gregorio di Nazianzo). Dio non può essere visto con occhi umani (sant’Agostino).
Dopo quaranta giorni di digiuno Mosè fu trasformato (Pietro Crisologo). Il popolo invece peccava (san Giovanni Crisostomo).

10. CAPITOLO 25
Commento ai versetti 1-40
Il cocco viene tinto due volte, perché lo spirito arde di amore verso di sé e verso il prossimo (san Gregorio Magno).
L’arca è simbolo della Chiesa, i quattro anelli significano che la Chiesa annuncia i quattro Vangeli nel mondo, i bastoni di acacia che servono per trasportare l’arca sono simbolo dei ministri che devono diffondere il Vangelo, le stanghe sono di oro perché i maestri devono brillare quando pregano (san Gregorio Magno).
I cherubini sono la pienezza della conoscenza (Origene) o sono i due Testamenti (san Gregorio Magno). Il candelabro è la Legge (Origene). Il coperchio dell’arca rappresenta il Signore incarnato (san Gregorio Magno).
Il tempio era costruito in modo tale che il fumo dell’incenso riempisse il santuario interno (Beda).
La Legge è maestra di scuola, aiuta a capire i precetti di Cristo e rappresenta il Vangelo eterno del cielo (Origene).

10. CAPITOLO 26
Commento ai versetti 1-37
Il cocco viene tinto due volte, perché lo spirito arde di amore verso di sé e verso il prossimo (san Gregorio Magno).
Le basi d’argento delle assi sono simbolo dei profeti, e le assi degli apostoli (san Paterio).
La Chiesa è sia pellegrina sulla terra sia nei cieli a regnare con il Signore (Beda). La chiarezza della parola divina è come l’argento (san Paterio).

11. CAPITOLO 27
Commento ai versetti 1-8
L’altare dei sacrifici era simbolo del culto carnale dell’Antica Alleanza, quello dell’incenso della grazia della Nuova Alleanza (Beda).

12. CAPITOLO 28
Commento ai versetti 1-43
Il sacerdote deve avere saggezza, comprensione delle cose celesti, virtù, carità e spirito di astinenza (san Gregorio Magno). Le dodici pietre sul petto del sacerdote indicano gli apostoli (Tertulliano, santo Agostino, san Cirillo di Alessandria).
La melagrana ha molti semi protetti da un’unica buccia esterna, così anche la Chiesa abbraccia numerose persone (san Gregorio Magno).

13. CAPITOLO 29
Commento ai versetti 1-46
Il sacrificio offerto al Signore rappresenta la devozione alle opere buone, la purezza della fede e la grazia dell’illuminazione divina (Beda).
Il sommo sacerdote si lava per purificarsi per intercedere per gli altri (san Cirillo di Alessandria).
Cristo, come l’agnello, fu sacrificato fuori dal tempio o dalla città perché lui ha dato inizio a una nuova forma di culto (san Leone Magno). Il sacerdote deve avere virtù e rettitudine, deve avere pensieri giusti e nessuna preoccupazione per le cose del mondo (san Gregorio Magno). Dio vuole un incenso che viene da un cuore puro e da una buona coscienza (Origene).

 

 


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