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02.06: Memoria di San Niceforo Patriarca di Costantinopoli

 




 

San Niceforo Patriarca di Costantinopoli

Niceforo è un santo che fu patriarca di Costantinopoli nell’epoca di quel rigurgito di iconoclastia che si ripresentò nel IX secolo, benché la questione fosse stata dogmaticamente risolta già nel II Concilio Ecumenico di Nicea del 787.
Niceforo nacque intorno al 758 da una famiglia agiata. Partecipò come segretario al secondo concilio di Nicea del 787. Dopo la caduta dell’imperatrice Irene (802), Niceforo ritornò nella capitale gestendo una casa per i poveri.
Alla morte del patriarca Tarasio (806), l'Imperatore Niceforo I decise di nominare patriarca Niceforo, benché fosse un semplice laico.
Non sappiamo molto dei primi anni del ministero episcopale di Nioceforo. Le notizie aumentano con il sorgere dei problemi, allorquando il patriarca si oppose alla politica religiosa imperiale. Sotto l’impero di Leone V l’Armeno (813-820), infatti, esattamente nel dicembre 814, ci fu uno scontro tra l’imperatore e il patriarca, dovuto al fatto Leone aveva ripreso la tendeza iconoclasta. San Niceforo, sostenuto da un’ampia schiera di vescovi e teologi iconòduli (tra cui san Teodoro Studita), invece, si poneva sulla linea della tradizione che non solo promuoveva la venerazione delle immagini sacre, ma ne affermava anche la liceità dogmatica. Per il suo strenuo coraggio di non sottomettersi ai compromessi imperiali, san Niceforo fu deposto e costretto all’esilio.
Niceforo dovette ritirarsi nel monastero di San Teodoro, a nord di Crisopoli (località poi distrutta, attualmente corrispondente al quartiere Üsküdar di Istanbul). Tra l’814 e l’820 ebbe modo di comporre, tra le sue opere religiose e storiche, scritti che riguardano la controversia iconoclastica.
Sotto Michele II ricevette la proposta di tornare patriarca a condizione che non si immischiasse nella controversia iconoclastica, ma il santo vescovo rifiutò. Rimase in quel monastero fino alla sua morte, che avvenne nell’828.
Morto in esilio, il suo corpo fu solennemente riportato a Costantinopoli dall’imperatrice Teodora, il 13 marzo 846.
E' venerato sia dalla Chiesa Cattolica che dalle Chiese Ortodosse il giorno 2 giugno. Gli ortodossi ricordano anche la traslazione del suo corpo il 13 marzo.


Autore: Ruggiero Lattanzio

 


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